Anello del Monte Pelmo dal Passo Staulanza

di Sebastiano Spigolon
(pubblicato su itineraridimontagna.it il 10 ottobre 2016

Il giro del Monte Pelmo, considerato come uno dei monti più caratteristici dell’intero complesso Dolomitico, è un’escursione ben conosciuta dagli escursionisti e frequentatori delle Dolomiti, quasi un classico: il percorso, attraverso il sentiero del Rifugio Venezia e il Sentiero Flaibani, permette di aggirare interamente, senza eccessive difficoltà, tutta la sua imponenza.
Tale trekking ad anello è reso “famoso”, inoltre, per l’alternarsi delle diverse ambientazioni e situazioni che lo caratterizza: dapprima ambientato su lunghi pascoli, per poi passare all’attraversamento di ripidi ghiaioni e il costeggiare di pareti rocciose, con l’incontro di alcuni tratti esposti, ma comunque brevi, tale giro gode di meravigliose vedute su gruppi montuosi assai noti.

A sinistra il massiccio gruppo del Civetta mentre a destra, più basso, il Monte Coldai
Il Monte Pelmo manifesta tutta la sua imponenza sin dall’inizio dell’uscita

Scheda veloce
EE (Escursionisti esperti)
6.00-7.00 ore
900 m di dislivello
Gruppo del Pelmo (Dolomiti Orientali)

Il giro del Monte Pelmo: sentieri e percorso completo
Il giro del Pelmo comincia dal Rifugio Passo Staulanza, facilmente raggiungibile in auto (circa 10 minuti) dalla località di Zoldo Alto (BL), dove inizia il sentiero 472 che conduce al Passo di Rutorto e al Rifugio Venezia. Saliamo, quindi, per il Sentiero Flaibani (CAI 480), caratterizzato da alcuni brevi passaggi esposti, e raggiungiamo la Forcella Val D’Arcia. Da qui, infine, scendendo per il sentiero 467 e fiancheggiando il Nevaio di Val d’Arcia, ritorniamo al “passo” di partenza.
L’escursione, nel complesso, nonostante non risulti eccessivamente difficile, richiede comunque la massima attenzione durante l’attraversamento di alcuni brevi tratti esposti, uno di questi non adeguatamente attrezzato.

Il canalone “La Fessura”, che separa il Pelmetto (nella sinistra) dal Pelmo
Il Passo di Rutorto in prossimità del Rifugio Venezia

Scheda tecnica
Difficoltà: EE
Durata totale: 6.00/7.00 h
Tempi intermedi: 2.00/2.30 h per raggiungere il Rifugio Venezia dal Passo Staulanza, 2.00 h la salita del “Sentiero Flaibani”, 2.00/2.30 h per scendere dalla Forcella Val d’Arcia e ritornare al Passo Staulanza
Dislivello complessivo: circa 900 m
Lunghezza: 13 km
Punto di partenzaRifugio Passo Staulanza 1766 m
Punto d’arrivoRifugio Passo Staulanza 1766 m
Quota massima: Forcella Val D’Arcia 2476 m
Rifugi e/o bivacchi: rifugio Venezia A. De Luca 1946 m
Segnaletica: sentieri CAI 472, 480, 467
Note aggiuntive: la presenza di brevi tratti esposti, uno di questi non adeguatamente attrezzato, richiedono un passo sicuro
CartografiaMappa – Tabacco 025
Scarica traccia GPX

La cospicua salita su fondo ghiaioso
Uno dei tratti attrezzati che si incontra durante la percorrenza del sentiero Flaibani

Come raggiungere il Rifugio Venezia dal Passo Staulanza
Dal Rifugio e Passo Staulanza, dove lasciamo la nostra auto, con lo sguardo rivolto verso est, quindi verso il Pelmo, imbocchiamo il sentiero CAI 472 a destra, intraprendendo il nostro percorso in senso antiorario. Ci addentriamo nel bosco che, pian piano comincia a diradarsi lasciando lo spazio ai grandi pascoli de Le Mandre. Nel contempo, cominciamo ad aggirare, ai suoi piedi, il monte “più basso” (2990 m!) di questo massiccio gruppo montuoso, il Pelmetto, separato dal fratello maggiore dall’enorme canalone La Fessura.

Aggirando la Spalla Sud del Pelmo, proseguiamo ancora per lunghi pascoli, arriviamo al bivio del Passo di Rutorto e procediamo in direzione del Rifugio Venezia, dove decidiamo di effettuare la nostra pausa cibo. Un’importante sosta, utile per riacquistare le energie che sono necessarie per affrontare, tra poco, la parte più impegnativa di tutta l’escursione: 530 m in salita fino alla Forcella Val d’Arcia, 700 m in costante discesa sino al Passo Staulanza, entrambi su fondi ghiaiosi e parecchio ripidi. La fermata presso questo rifugio, inoltre, è un’ottima occasione per godere del fantastico panorama che caratterizza questo luogo, che si affaccia sul massiccio gruppo del Sorapiss e sull’inconfondibile Monte Antelao.

La discesa lungo il ghiaione della Val D’Arcia
La “scenografia” rocciosa e ghiaiosa presente durante la discesa lungo la Val D’Arcia

Il Sentiero Flaibani CAI 480 e il ghiaione della Val D’Arcia
Dal Rifugio Venezia, proseguendo quindi in direzione nord, iniziamo a “chiudere” il nostro anello percorrendo il sentiero CAI 480, denominato anche Sentiero Flaibani, in direzione della Forcella Val D’Arcia, caratterizzato da un alternarsi di ghiaione franoso e di un paio di brevi tratti esposti, uno di questi non perfettamente attrezzato, che richiedono un passo sicuro.

Raggiungiamo, quindi, la forcella, il punto più alto di questo trekking, dove il panorama si apre sul Nevaio e sul ghiaione della Val D’Arcia e, alle nostre spalle, nuovamente sull’Antelao e sulla Valle del Boite. Da adesso, cominciamo ad intraprendere l’ultimo terzo del percorso (sentiero CAI 467), affrontando il ripido ghiaione appena accennato che attraversa tutto il versante nord del Monte Pelmo, lasciandoci alla nostra lontana destra, quasi a valle, il Rifugio Città di Fiume.

Man mano che scendiamo per il ghiaione cominciamo a distinguere un bosco, situato alle pendici della Croda Rotonda. Ci immergiamo grazie alla presenza di un sentiero facilmente percorribile, un breve percorso che ci permette di ritornare, infine, nuovamente al Passo Staulanza.

More from Alessandro Gogna
Montagne bizantine
Se vi piacciono le storie di Martin Mystère, la seconda incursione del...
Read More
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.