La tranquillità dell’autunno, la generosità della natura e tanta storia: un modo diverso di concepire il Cammino Primitivo.
Asturie: il paradiso del Cammino di Santiago in bicicletta
a cura della Redazione di Outdoor Magazine

La bicicletta si confonde nell’alba autunnale dei diversi boschi che attraversano il Cammino Primitivo nelle Asturie, l’itinerario originale del Cammino di Santiago, la prima delle rotte giacobee. Ogni tanto, in realtà, non si capisce se ci si trova in un bosco o è la vegetazione del sentiero che si è nascosta tra foglie arancione e marroni, ricoperte di rugiada, mentre si parte di buon mattino accompagnati solo dal silenzio degli uccellini e delle cascate.
Non c’è momento migliore per sentirsi parte del bosco, persino dei vecchi palazzi o degli eremi lungo questo Cammino che risale al IX secolo, inaugurato quando il re asturiano Alfonso IX partì verso Compostela, attraversando questi stessi sentieri che oggi ancora percorrono i pellegrini, per verificare che i resti appena ritrovati fossero realmente dell’apostolo che, da allora, si venera nella cripta situata sotto l’altare maggiore.
Nelle Asturie, questo Cammino si è preservato in un modo talmente genuino da sorprendere. Perché le Asturie, il “Paradiso Naturale” della Spagna, che ospitano sette Riserve della Biosfera, il Parco Nazionale dei Picos de Europa (il più antico di Spagna) e 400 km della costa meglio preservata nel Paese, sono davvero un esempio di come la sostenibilità funzioni solo quando è un impegno interiore.

L’autunno sul Cammino Primitivo nelle Asturie
Niente di meglio dell’autunno per averne un assaggio, mentre invade le giornate con la sua tranquillità dopo un’estate vibrante. Non serve più alzarsi presto per evitare il caldo, né affrettare il passo per trovare posto o farsi largo in sala da pranzo, basta arrivare a questo rifugio di silenzio per schiarirsi la mente e lasciare che il corpo si rilassi, consapevole della vita. Il Cammino Primitivo lo rende facile: attraversa i comuni delle Asturie rurali, piccoli paesi di grande ospitalità, pieni di storie e leggende, sentieri e cime montuose, animali selvatici e bestiame sui pendii. Arrivare nelle Asturie è semplice sia tramite i voli diretti da Roma e Milano, sia con altri mezzi di trasporto.
Il Camino Primitivo nelle Asturie comincia a Oviedo, capitale del Principato, e termina a Grandas de Salime – Puerto del Acebo. In totale, 145,6 km. Si possono completare in tre o quattro giorni in bicicletta (con l’aiuto del pianificatore online), anche se conviene lasciare un margine di flessibilità per gli imprevisti. È possibile attingere alla fitta rete di ostelli così come altri tipi di alloggi (antiche dimore, case rurali e hotel). Sono disponibili anche servizi come taxi, trasporto bagagli, officine, noleggio bici, guide e qualsiasi altra assistenza necessaria.
In questa stagione, la l’itinerario del cicloturista è arricchito dai profumi delle mele, delle castagne o delle felci. E naturalmente del sidro, la bevanda locale per eccellenza, e la cultura “sidrera” dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Con i suoi riti collettivi, in autunno si aggiunge l’amagüestu, la tradizione di arrostire castagne e celebrare in comunità il raccolto per affrontare l’inverno. In altre parole, la generosità della natura.

Il percorso
Di solito si percorrono circa 50 km al giorno, sia con bici trail che eBike, a condizione di avere una preparazione adeguata: allenamento e tutto il necessario per il bikepacking (cappellino, occhiali da sole, crema solare, borraccia, abbigliamento comodo, caldo e impermeabile, scarpe adeguate). Anche un piccolo kit di pronto soccorso per eventuali vesciche, sfregamenti o affaticamenti muscolari. È consigliabile, una volta arrivati nelle Asturie, alzarsi presto ogni giorno e concludere la tappa all’ora di pranzo, in modo da non sforzare troppo il corpo e avere i pomeriggi liberi per riposare o visitare i dintorni. Non bisogna dimenticare, inoltre, di farsi timbrare la credenziale del pellegrino (in bici è necessario completare almeno 200 km prima di Santiago): sono disponibili in ostelli, chiese o associazioni giacobee (oppure gratuitamente al Centro Informazioni Turistiche del Principato delle Asturie).
Le tappe
Una volta organizzato il tutto, è il momento di affrontare quei quasi 150 km, che iniziano con la visita alla Cattedrale di Oviedo e l’adempimento di un dovere che risale all’XI secolo: “Chi va a Santiago e non al Salvatore, visita il servo e dimentica il Signore”. Il detto nasce dall’apertura cerimoniale dell’Arca Santa, che svela un tesoro arrivato dalla Terra Santa: reliquie cristiane come il Santo Sudario di Cristo e quelle dei primi martiri. Sempre a Oviedo, tappe obbligatorie sono le architetture preromaniche: la Fuente de Foncalada, la chiesa di San Julián de los Prados e quelle di Santa María del Naranco e San Miguel de Lillo, alle pendici del Monte Naranco.
Da lì comincia il vero percorso in bicicletta del Camino Primitivo. Nella prima tappa si sale l’Alto del Escamplero, si passa vicino alle terme romane di Valduno (Las Regueras) e si può contemplare a sud-est la Sierra del Aramo e il mitico Monsacro (antichissimo rifugio di reliquie prima di arrivare a Oviedo). Poi si prosegue fino a Grado, dove si può visitare un mercato tradizionale (mercoledì e domenica) con secoli di storia, in cui agricoltori, allevatori e produttori della zona vendono ancora in strada, come si faceva un tempo. Da Grado si continua verso il Monastero di San Salvador de Cornellana, poi a Salas con la Torre del Castello e la Collegiata di Valdés-Salas, il Museo Prerromanico e la Cascata del Nonaya, una pausa perfetta per le gambe.

La seconda tappa collega Salas con Tineo, Pola de Allande e Berducedo. Qui si trova il Puerto del Palo, la veduta più spettacolare, il punto più alto del Camino Primitivo. Quello che più fa sudare ma che più rimarrà impressa nella memoria per la sua maestosità. La cima raggiunge i 1.146 metri, dividendo i bacini idrografici dei fiumi Navia e Narcea. In questa tappa meritano visita anche il dimenticato Monastero di Obona, il centro storico di Tineo e il Museo di Arte Sacra. A Pola de Allande, il Palazzo dei Conti di Peñalva e le case degli emigranti arricchiti con la fortuna in America.
L’ultima tappa scende prima fino alla diga di Salime, poi risale a Grandas de Salime e infine al Puerto del Acebo, confine con la Galizia. L’ultimo sforzo sarà guardare indietro e sentirsi soddisfatti del cammino percorso. Vale la pena non dimenticare a Grandas la Collegiata di San Salvador, il sito archeologico di Chao Samartín (800 a.C.) e l’eccezionale Museo Etnografico “Pepe el Ferreiro”.
L’essenza delle Asturie
Tanta natura, tanta storia e tante persone conosciute lungo la pedalata avranno ormai mostrato ai pellegrini l’essenza delle asturiane e degli asturiani. Nulla lo dimostra meglio del rapporto con la gastronomia, che riflette il legame con la terra. Qui il cibo e la bevanda sono nutrimento e celebrazione, offerta e incontro. Produttori, cuochi, ristoratori e albergatori aderiscono a iniziative come Cocina de Paisaje, Guisanderas o Alimentos del Paraíso. Vedono la gastronomia come senso collettivo, sostenibile, che utilizza ingredienti locali e ricette ereditate per offrire ciò che è proprio con la massima dignità. La si trova nei chigres, dove si gusta il sidro e nei ristoranti fedeli a questa filosofia comune.

Un’empatia che avvicina Spagna e Italia, unite dalla lingua romanza. L’autunno risveglia l’appetito per piatti lenti e sostanziosi, per i salumi artigianali, il chosco di Tineo, le centinaia di formaggi prodotti nelle Asturie o il Vino di Cangas DOP, sempre più apprezzato anche nei mercati internazionali. Il ricettario locale è ampio e fragrante, perfetto per recuperare energia nelle gambe e buonumore nello spirito: la fabada, il pote asturiano, il cachopo, il riso con l’aragosta, il pitu de caleya (pollo ruspante). Dolci come il tocinillo, le casadielles, i carajitos del profesor o l’intramontabile riso al latte. Assaggiare e chiacchierare, chiacchierare e assaggiare. Per sentirsi parte del Cammino anche quando si scende dalla bicicletta. Perché nelle Asturie, ogni pellegrino è sempre Cammino ogni volta che arriva.

L’alba il bosco gli uccellini le cascate eccetera. Che c’entrano le biciclette allora? Se vai in paradiso con la bicicletta ci puoi andare pure in motocicletta, ma è l’inferno!
Ma si può sapere che cosa le hanno fatto le biciclette da meritarsi simili commenti sprezzanti?