Bellezza e diversità delle Dolomiti Bellunesi

Visitare l’area protetta delle Dolomiti in provincia di Belluno è un’esperienza formativa di grande valore e un modo per ammirare un ambiente naturale diversificato, conservato secondo i più elevati standard qualitativi.

Bellezza e diversità
(nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi)
di Federico Jorge Gomez Riportella
(pubblicato su cumbresmountainmagazine.com il 21 giugno 2024)

Ho partecipato a un interessante tour didattico nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi alla fine dell’autunno 2023, il periodo ideale per godersi e conoscere una delle aree montane protette più belle e diversificate d’Europa.

Il Parco stesso è stato istituito nel 1988 per la sua grande importanza e ricchezza di flora e soprattutto di fauna. Il sito è oggetto di un rigoroso piano di conservazione, che consente ai visitatori di ammirare un prezioso patrimonio naturale.

L’area si trova a pochi passi dal centro cittadino di Belluno, capoluogo dell’omonima provincia veneta. Con una superficie di 31.000 ettari, copre la zona che si estende rigorosamente ai piedi della cima più alta del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, la Schiara 2565 m. Questa montagna ha ispirato il celebre scrittore bellunese Dino Buzzati, autore di una copiosa letteratura montana ambientata nei suoi dintorni.

Il Parco ha un valore particolare per la sua geologia, per la storia delle sue montagne, per la loro nascita e per la loro trasformazione. Magnifiche cascate, splendidi laghi naturali, suggestivi canyon e incredibili formazioni rocciose che sfidano l’immaginazione.

Il tour inizia con le guide Aron Lazzaro e Yuri Casanova.
Il verde e i fiori dominano gran parte del percorso attraverso le Dolomiti Bellunesi.
Percorso nel cuore di una foresta di abeti e altre specie arboree.
Una giornata spettacolare nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Gli animali che popolano il Parco sono specie tipiche delle montagne, diffuse sia sulle Alpi che sulle Dolomiti. L’aquila reale, il lupo, l’orso (anche se meno frequente), i caprioli, i cervi, i camosci e i mufloni condividono l’ambiente selvaggio con uccelli di varie dimensioni e colori e piccoli rettili che, con le alte temperature di giugno, sono soliti incrociarne il cammino.

Un numero enorme di fiori autoctoni può essere apprezzato in tutta la loro magnificenza. Tra tanta immensa bellezza, le orchidee e i gigli si aggiudicano il premio più ambito. Il Parco è senza dubbio essenziale per la conservazione di una flora così diversificata.

Una visita didattica
La Cooperativa Mazarol è stata fondata nel luglio 2002 e riunisce un gruppo di guide naturalistiche e ambientali della regione. Da oltre 20 anni si dedicano all’escursionismo e alla promozione della cultura del territorio delle Dolomiti Bellunesi.

Riproduzione di un’abitazione dei primitivi abitanti delle Dolomiti Bellunesi.
Un imponente anfiteatro di roccia scolpito dall’acqua nel corso di milioni di anni.
Il canyon in cui un tempo scorreva il torrente è una delle tappe imperdibili.
Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi si estende su una superficie di 31.000 ettari.

Flora Rossi dirige e coordina il gruppo. Flora è la figlia di Piero Rossi, ideatore della famosissima Alta Via 1, un itinerario di trekking che attraversa le Dolomiti dal Lago di Braies, in provincia di Bolzano, fino a Belluno.

La cooperativa propone attività di educazione ambientale rivolte alle scuole, dai bambini della scuola materna e primaria fino agli adolescenti e ai giovani dell’istruzione secondaria e persino universitaria. Copre le province di Belluno, Treviso e Vicenza, cioè tutto il Veneto settentrionale.

Esiste anche un programma per adulti che consente di visitare il luogo in un’escursione indimenticabile, di bassa difficoltà e di grande divertimento.

Le visite scolastiche fanno parte di un programma finanziato e coordinato dalle istituzioni del progetto ministeriale per l’educazione ambientale. Sempre in sinergia con la cooperativa Mazarol.

“Il mondo deve essere consapevole. “C’è una consapevolezza e una conoscenza dell’ecosistema, dell’ambiente, perché l’essere umano è un ospite, non un protagonista, è un ospite del nostro pianeta e molte volte lo dimentichiamo a causa degli interessi, del dollaro, della guerra, degli affari, ed è per questo che spesso la natura impazzisce” commenta durante il tour la guida Aron Lazzaro , uno degli incaricati di guidare l’attività a cui ha partecipato Cumbres (la mia rivista argentina), assieme al suo collega Yuri Casanova.

Appassionato della natura e ossessionato dalla sua protezione, come le altre guide, Aron esemplifica la sua argomentazione con il virus Covid, dove la natura “si esprime così, come virus, come terremoti, come cambiamenti climatici. L’uomo è impotente, non può fare nulla perché è solo un ospite. La natura è più forte e se non ami, non rispetti, non usi l’intelligenza, l’amore per la natura, spesso accadono tragedie“.

Forse è questa innata arroganza dell’uomo a spingerlo a una sorta di autoaggressione, verso se stesso e verso l’ambiente. Ciò lo rende in ultima analisi un candidato ideale all’estinzione, molto prima di molte altre specie.

Santuari come il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e azioni come quelle della cooperativa Mazarol e delle sue impegnate guide rappresentano una boccata d’aria fresca per la salvaguardia del nostro pianeta in difficoltà.

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