La natura in uno scatto

Il prestigioso concorso annuale ha indicato Maruša Puhek come fotografa dell’anno. Vi mostriamo la sua opera e quelle selezionate al primo posto nelle diverse sezioni: una carrellata di bellezza per sottolineare la nostra responsabilità al cospetto degli ecosistemi.

La natura in uno scatto
(ecco le immagini vincitrici del “World nature photography awards” 2025)
di Roberta Sapio
(pubblicato su saperambiente.it il 12 marzo 2025)

Occhi stralunati che ci osservano da un mondo minuscolo, complice la macrofotografia che ne esalta l’involontaria espressività. Bianche distese che sembrano creazioni grafiche più che ambienti naturali nei quali riposa la vita. E poi anfibi sospesi a mezz’aria, strani effetti di luce che genera l’alba sulle piante protocarnivore negli altopiani del Minas Gerais, in Brasile. Gli immancabili grandi predatori che si nutrono impietosamente di una giovane antilope.

Orso bianco, Svalbard. Foto: Tom Nickels

Sono anche quest’anno meravigliose le immagini vincitrici del World Nature Photography Awards: il concorso fotografico internazionale che punta, dal 2020, ad esaltare la bellezza dei viventi e dei loro ecosistemi.

Due esemplari di Lanternaria. Foto: Khaichuin Sim.

La fotografa dell’anno
All’edizione 2025 sono arrivati migliaia di scatti (ogni fotografo, dilettante o professionista, ne può inviare un numero illimitato) da 48 paesi di tutti i continenti. E la giuria ha scelto di assegnare il titolo di “World Nature Photographer of the Year” alla fotografa slovena Maruša Puhek per la sua immagine, Run, nella quale si ritraggono due cervi che attraversano un vigneto in pieno inverno, ricoperto dalla neve.

Tricheco, Svalbard. Foto: Malini Chandrasekar.

Dietro l’obiettivo
A lei andrà un gettone di mille dollari. Ma soprattutto la soddisfazione di aver ottenuto un prestigioso riconoscimento grazie a questa foto realizzata nei dintorni di Murščak, un borgo nella zona più interna della Slovenia, qualche anno fa, durante un suo progetto che prevedeva di realizzare una foto al giorno.

«All’inizio — racconta nel suo blog — ho pensato fosse spam. Dopo aver letto il messaggio della giuria e controllato un paio di volte, ho iniziato a piangere. Era vero. I miei 18 anni di duro lavoro avevano dato i loro frutti, tutti i miei progetti avevano improvvisamente avuto senso».

Primo premio, fotografa dell’anno: “Run” di Marusa Pukeh, Slovenia.

Elogio del grandangolare
Poi spiega come ha realizzato la foto che le è valso il titolo: «Era una fredda giornata di gennaio quando ho visto due cervi che correvano. Ho scattato qualche foto e mi sono sentita frustrata perché non avevo un teleobiettivo. Solo più tardi mi sono resa conto di quanto fossi stata fortunata. Scattare con un obiettivo grandangolare ha fatto in modo che la scena non fosse troppo ingrandita, consentendo all’ambiente innevato di emergere come una parte essenziale della composizione. Sapevo che la foto era in qualche modo diversa, ma non mi ero mai resa conto di quanto fosse davvero speciale». E infine: «Sono felice che la giuria abbia visto del potenziale in una foto così semplice, che offre infinite possibilità d’interpretazione».

Maruša Pukeh. Foto: Linkedin.

Gli altri capolavori
Ma lo splendido scatto di Maruša, che oggi lavora come graphic & media designer in Austria, non è l’unico che merita di essere apprezzato fra quelli che il World Nature Photography Awards 2025 ha selezionato nelle 14 categorie che spaziano dai ritratti degli animali alla descrizione del loro comportamento, dal mondo sott’acqua alla fauna selvatica urbana, dalle piante e funghi alle immagini in bianco e nero. Vi mostriamo nello slider in alto quelle premiate con la medaglia d’oro nei diversi ambiti.

Pesca di acciughe al largo di Phu Yen (Vietnam). Foto: Robert Middleton.

Medaglie italiane
E nella nostra carrellata abbiamo voluto inserire anche la foto degli unici due italiani, Ilaria Mariagiulia Rizzuto e Christian Passeri, che hanno ottenuto la medaglia di bronzo in due diverse sezioni. Per condividere con voi le emozioni che suscitano, riflettere insieme sulla delicatezza e la responsabilità umana al cospetto degli ecosistemi. E, magari, prendere la macchina fotografica e provare anche noi a sperimentare questo linguaggio.

Cinque ghepardi hanno predato un giovane Alcelafo, Kenya. Foto: Paul Goldstein.
Mosca predatrice. Foto: Niki Colemont.
Alba su campo di Paepalanthus, altopiani di Mlinas Gerais, Brasile. Foto: Marcio Esteves Cabral.
Via lattea estiva riflessa sul Hyalite Lake, Montana (USA). Foto: Jake Mosher.
Musskipper (pescesaltafango), Roebuck Bay, Australia. Foto: Georgina Steytler.
Tartaruga marina “Olive Ridley” che intraprende il suo rischioso viaggio in oceano a Kasait, Timor Est. Foto: Daniel Flormann.
Migliaia di trampolieri e altri uccelli fuggono dall’alta marea. Foto: Clive Burns.
Vedova dalla coda a spillo, Mandinari, Gambia. Foto: Benjamin Smail.
Rospo calamita, Berlino. Foto: Christian Passeri.
Esemplari di Paper Nautilus, Filippine. Foto: Ilaria Mariagiulia Rizzuto.
Eruzione vulcanica, Penisola di Reykjanes, Islanda. Foto: Aef Kermarec.
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