La tutela dell’ambiente è principio costituzionale

La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi entra tra i principi fondamentali della Costituzione. Greenpeace e Wwf: “Ora i cittadini vogliono fatti concreti”.
La modifica costituzionale è stata approvata in seconda lettura a Montecitorio con 468 voti a favore, uno contrario e sei astenuti (tutti di Fratelli d’Italia). Il ministro Cingolani: “Giornata epocale”. Il presidente della Camera Fico: “Un segnale chiaro del Parlamento che dovrà essere un faro per il presente e il futuro del nostro Paese”.

La tutela dell’ambiente è principio costituzionale
di Luisiana Gaita
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it dell’8 febbraio 2022)

La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi viene inserita fra i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana. La Camera ha definitivamente approvato la proposta di legge costituzionale che modifica due articoli della Carta, il 9 e il 41. L’articolo 138 della Costituzione stabilisce la soglia dei due terzi dei componenti nella seconda deliberazione di ciascuna Camera per evitare il referendum costituzionale. E il testo, approvato già lo scorso 3 novembre al Senato con la maggioranza dei due terzi, in seconda lettura a Montecitorio è passato con 468 voti a favore, uno contrario e sei astenuti. Superata la soglia, dunque, anche a Montecitorio: il testo entrerà subito in vigore, senza essere sottoposto a referendum. Il provvedimento venne presentato a inizio legislatura dal M5s (a prima firma del senatore Gianluca Perilli) e proprio la garanzia di Mario Draghi che si sarebbe andati avanti sul tema fu tra le condizioni poste dai 5 stelle per sostenere il governo. “È una giornata storica per il Paese che sceglie la via della sostenibilità e della resilienza nell’interesse delle future generazioni”, ha twittato l’account di Palazzo Chigi in serata. Poco prima aveva parlato anche il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, in Aula al momento del voto: “Penso che sia una giornata epocale”, ha detto. In effetti, tra commenti politici e di associazioni c’è soddisfazioni, ma anche la consapevolezza dei passi da compiere perché la tutela si concretizzi. E non manca qualche frecciata polemica.

Le modifiche approvate
L’articolo 9 fa parte degli articoli ‘fondamentali’ della Costituzione. E recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Ora al testo si aggiunge la tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi “anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato – continua – disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Per Cingolani si tratta di “un passaggio imprescindibile per un Paese come l’Italia che sta affrontando la propria transizione ecologica. Per le azioni che facciamo oggi e per le conseguenze che ci saranno in futuro sulle prossime generazioni – ha detto – questa conquista è fondamentale e ci permette di avere regole ben definite per proteggere il nostro pianeta”. L’articolo 41, invece, stabilisce che “l’iniziativa economica privata è libera”, specificando che “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Nero su bianco, con la riforma, anche il divieto di recare danno “alla salute” e “all’ambiente”. La legge, inoltre, determina i programmi e i controlli opportuni “perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali” e, recita ora l’articolo, “ambientali”. Le modifiche introdotte dal progetto di legge costituzionale approvato, infine, stabiliscono una clausola di salvaguardia per l’applicazione del principio di tutela degli animali negli Statuti speciali delle Regioni Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta e delle Provincie del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.

I commenti politici, tra proposte di legge e critiche al governo
Grande soddisfazione ha espresso il ministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili (Mims), Enrico Giovannini che – come previdente dell’Asvis – era stato tra i promotori dell’inserimento della norma nella Carta Costituzionale. “Si tratta di un passaggio storico. Un segnale chiaro del Parlamento che dovrà essere un faro per il presente e il futuro del nostro Paese” ha commentato il presidente della Camera, Roberto Fico. Sul tema è intervenuto anche Giuseppe D’Ippolito, deputato del MoVimento 5 Stelle in commissione Ambiente. “Con la revisione costituzionale il nostro compito di legislatori si rinnova e rivitalizza” ha commentato il parlamentare, secondo cui “occorre adeguare la legislazione vigente a nuovi principi e valori. Occorre – ha spiegato – esercitare la riserva di legge sulla tutela degli animali e introdurre una legislazione di dettaglio che renda il nuovo principio costituzionale materia viva e applicabile e non solo un mero, benché altissimo, enunciato”. Proprio quella di d’Ippolito è la prima firma in una proposta di legge del Movimento 5 Stelle, incardinata in commissione ambiente alla Camera, che introduce una definizione legislativa della nozione di ambiente. Nel frattempo, però, intervenendo nell’aula di Montecitorio nel corso della dichiarazione di voto, il deputato ex M5s e ora esponente di Alternativa Giovanni Vianello ha parlato di “una giornata ambigua: il Parlamento – ha detto – vota favorevolmente una riforma costituzionale sull’ambiente, mentre il Governo continua a produrre norme contro l’ambiente. Un’operazione di greenwashing che dimostra l’ipocrisia del governo Draghi e della maggioranza e, soprattutto, quanto sia inadatto Cingolani a ricoprire il ruolo di Ministro della Transizione Ecologica. Solo le sue dimissioni sarebbero l’unica vera buona notizia per l’ambiente”.

Dalla Lav al Wwf
Tra i primi commenti anche quelli di Gianluca Felicetti, presidente Lav (Lega Antivivisezione). “Sono passati 24 anni dalla prima proposta che abbiamo fatto presentare per l’inserimento degli animali in Costituzione aprendo la strada che ci avrebbe condotto alla grande conquista di civiltà ottenuta oggi, con il riconoscimento di Animali e Ambiente nella Legge fondamentale dello Stato” ha ricordato, sottolineando che “siamo il quinto Paese al mondo” a inserire la tutela degli animali in Costituzione. Anche, per il Wwf però, si tratta di un primo passo “presupposto di un intervento organico per adeguare strumenti normativi vigenti a tutela della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali”. “Per dare concretezza a questi passaggi è ora necessario definire un sistema normativo organico e innovativo a tutela della natura d’Italia. Il nuovo assetto costituzionale – ha dichiarato la presidente Donatella Bianchi – rafforza significativamente il principio della sostenibilità, sin qui trattato solo in termini di dottrina e giurisprudenza, e crea il presupposto per aumentare il livello di salvaguardia del capitale naturale che costituisce la base insostituibile di tutte le nostre attività anche economiche”. E così pure Greenpeace: “Un’evoluzione in linea con le attese dei cittadini che ora vogliono fatti concreti: una vera transizione ecologica, la tutela della biodiversità (la protezione di almeno il 30% del territorio, mare compreso) e una migliore qualità dell’ambiente in cui viviamo”, si legge in una nota. “Adesso vanno garantiti questi diritti, visto che una maggioranza così ampia del Parlamento ha votato la modifica della Carta costituzionale. Molto importante poi a nostro avviso il riferimento alle generazioni future, quelle che vediamo scendere in piazza invocando a gran voce la tutela dell’ambiente. Si tratta di una formulazione assolutamente innovativa in Costituzione che riflette le nostre battaglie e le aspettative di milioni di cittadini, e in particolare delle generazioni più giovani, che hanno compreso l’incredibile sfida che abbiamo davanti dovuta a decenni di sfruttamento delle risorse del Pianeta”.

Cosa significa avere la difesa dell’ambiente tra i valori base della Costituzione
di Andrea Ferrazzi
(pubblicato su huffingtonpost.it il 9 febbraio 2022)

Ieri alla Camera è stata votata in via definitiva la modifica della Costituzione in chiave ambientale. Il nuovo articolo 9 prevede che la Repubblica tuteli “l’ambiente, la biodiversità, gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Sono le stesse parole usate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di giuramento davanti ai grandi elettori. Per la prima volta nella storia repubblicana si modifica uno dei primi 12 articoli della nostra Costituzione, quelli dei “Principi fondamentali”. Si tutela l’ambiente, si tutela il pianeta, si tutelano gli animali, si tutelano gli interessi delle future generazioni.

Anche quest’ultimo è un passaggio fondamentale: si prevede non più la sola solidarietà intragenerazionale (già presente nella Carta) ma, viene inserito il concetto di solidarietà intergenerazionale. Nel Comitato ristretto dei 7 presso la Commissione affari costituzionali del Senato che ha scritto il testo e di cui ho fatto parte, molto si è discusso sulla necessità di integrare la Costituzione con questi punti qualificanti. Nulla dei principi fondamentali è stato toccato: semplicemente abbiamo integrato ciò che mancava e che nella sensibilità dei padri costituenti non poteva essere presente in quanto tematiche emerse nei decenni successivi. Si supera dunque un gap storico, si recupera il tempo perso e si inserisce a livello costituzionale quanto emerso, anche drammaticamente, nella discussione scientifica e nella consapevolezza ormai comune.

La modifica costituzionale introduce anche alcune integrazioni all’articolo 41, quello comunemente chiamato della “costituzione economica”. Il testo originario prevedeva che l’attività economica privata fosse libera, ma tale da non recare danno “alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”. Ora si prevede che non deve recare danno nemmeno alla “salute e all’ambiente”. Molto si è discusso sulla necessità di inserire a livello costituzionale tale specifica previsione. Alcuni ritenevano che la giurisprudenza costituisse già sufficiente tutela.

Noi invece abbiamo ritenuto esserci la necessità di inserire esplicitamente in Costituzione la tutela della salute e dell’ambiente nella logica del bilanciamento dei diritti: se è (giustamente) esplicitata la “libertà di iniziativa economica privata”, andava al pari specificato ulteriormente il nuovo limite invalicabile. Troppi sono stati anche nel nostro Paese i disastri ambientali che hanno devastato interi territori inquinando, a volte in maniera irreversibile, terra, acqua e aria e minando la salute delle persone. Basti ricordare quanto sta emergendo con i Pfas in Veneto, dove, presso la Corte d’assise del Tribunale di Vicenza è in corso il procedimento penale nei confronti dei responsabili della società Miteni e dei vertici delle controllanti, Mitsubishi Corporation inc e International Chemical Investors Group, per gravissimi reati quali avvelenamento e disastro ambientale.

Nella Commissione ristretta un grande lavoro è stato fatto per la “tutela degli animali”. La riforma prevede che “la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Un punto di equilibrio non semplice che abbiamo trovato dopo un lungo approfondimento. Alcuni senatori spingevano per il riconoscimento del gli animali come “esseri senzienti “; altri ricordavano che il Codice civile italiano li equipara a cose di cui è possibile disporre la proprietà. Due posizioni antitetiche, sulle quali si sono espresse associazioni agroalimentari e della ricerca scientifica. La Lega, su questo singolo punto, aveva presentato 250.000 emendamenti. La soluzione trovata è un importante punto di equilibrio.

Un’ultima nota. Le leggi di revisione della Costituzione sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi. Se consideriamo che il primo passaggio al Senato è avvenuto il 9 giugno scorso, significa che in 7 mesi il testo è stato votato 4 volte con una velocità inusuale. Se si aggiunge che nella seconda votazione di ciascuna delle Camere il testo è passato con una maggioranza superiore ai due dei suoi componenti e che dunque non si dà luogo a referendum, capiamo che siamo dinnanzi a una inedita prova di efficienza parlamentare che, dopo la non splendida dimostrazione nel voto sul presidente della Repubblica, fa ben sperare.

Il commento di Danilo Selvaggi (direttore generale della LIPU)
Vi chiedo 5 minuti di attenzione.

1. La Costituzione è la legge fondamentale della Repubblica, la Legge delle leggi. Nella Costituzione, per fare un esempio, si scrive: “La Repubblica tutela la biodiversità” e non “E’ vietato calpestare le aiuole in Piazza Bixio”. Le misure “spicciole” sono importantissime e tuttavia non sono di livello costituzionale.

2. Il valore della riforma ambientale della Costituzione è simbolico ma non soltanto. C’è una ricaduta concreta che consiste nel fatto che tale modifica fungerà da riferimento per le leggi ordinarie. Molte leggi non attente alla natura saranno giudicate illegittime. Il bene biodiversità, in Italia, con questa modifica, acquista molto valore. Diventa uno dei beni fondamentali.

3. Non corrisponde al vero dire che la biodiversità fosse già “dentro la Costituzione”. L’articolo 117 della Costituzione, dove si citano l’ambiente e gli ecosistemi, ha la funzione di distinguere tra le materie di potestà statale e quelle di potestà regionale. Il famoso “Titolo Quinto”. La qual cosa è importantissima ma è ben altro discorso.

4. Nemmeno corrisponde al vero dire che la biodiversità fosse già “dentro la Costituzione” perché insita nel concetto di “paesaggio”. Cioè, lo era in qualche modo nella concezione naturalistica del 1947, in cui, appunto, paesaggio voleva dire anche “ambiente naturale”. In oltre 70 anni sono accadute e sopraggiunte molte cose. Oggi, paesaggio e biodiversità (due grandi valori da preservare) sono temi connessi ma decisamente distinti.

5. La locuzione “anche nell’interesse delle future generazioni” va soprattutto intesa sotto il profilo del Capitale naturale e del suo buon uso. Si sancisce un patto che attraversa le generazioni. Dobbiamo preservare il Capitale naturale per il presente ed anche il futuro.

6. Chi si aspetta che da domani in Italia non ci siano più disastri ambientali, danni agli habitat, abbattimenti di specie protette, gestione pessima del verde urbano eccetera, sbaglia di grosso. Tutte queste materie sono normate da direttive comunitarie, leggi ordinarie, regolamenti e persino dalla pratica (buona o cattiva) degli amministratori. Il cammino per una più piena tutela della natura, cioè per una maggiore armonia tra umanità e natura non umana, è ancora lungo.

7. Questo cammino, con la modifica della Costituzione, ha fatto un passo avanti. In ogni caso, è una strada che dipende anche da noi, da come la percorriamo, dalla pazienza, determinazione, intelligenza, lucidità, visione con cui la percorriamo.

8. In rete circola una storia sulla modifica dell’articolo 41 e le piccole imprese. Il nuovo articolo 41 della Costituzione dice che l’iniziativa economica privata non può svolgersi a danno (tra le altre cose) della salute e dell’ambiente. Ora, qua siamo nel cuore dell’ambientalismo. La ragione stessa dell’ambientalismo è contenuta in queste pochissime parole. Armonizzare le economie umane e le economie della natura: questa è la ratio di fondo dell’ambientalismo. Eppure c’è chi sta usando la cosa per sostenere tesi che davvero nulla hanno a che fare con l’oggetto della discussione. Il succo è il seguente: “E’ tutta una manovra studiata dai poteri forti nelle segrete stanze per eliminare le piccole imprese”. Come definire questa tesi? Confusione mentale? Spam? No, è strumentalizzazione. E’ l’utilizzo della riforma per questioni che davvero nulla c’entrano. Pura propaganda. Tuttavia, ahimè, molte persone ci stanno cascando. Credono davvero che esista un complotto mirato a distruggere la piccola impresa.

9. Oggi non c’è soltanto un problema di poteri forti. C’è un problema di menti deboli. Non c’è soltanto una minaccia agli ecosistemi naturali. C’è una minaccia agli ecosistemi mentali. E’ una questione seria, da prendere sul serio. Una questione di ecologia della conoscenza e dell’informazione.

10. Le modifiche ambientali alla Costituzione hanno una storia lunghissima. Non nascono il mese scorso nelle segrete stanze. E’ un lavoro lungo che va avanti da decenni. Ad esempio, ci provammo nel 2003, grazie soprattutto al lavoro di un parlamentare che oggi merita di essere ricordato, perché in qualche modo questa modifica costituzionale è anche merito suo. Si chiamava Giulio Schmidt. Presentò il suo disegno di legge e lavorò con noi, con #lipu, #wwfitalia, #Legambiente, #Lav, #enpa, eccetera. Credette fortemente in quella impresa, che non andò in porto. Gli amici Patrizia, Antonino, Sara, Gianluca, Annamaria, Cristina eccetera lo ricordano bene. A cena, una sera, dalle parti di Piazza San Silvestro, parlammo di modificare anche l’articolo 41, e di come la avrebbe presa Giulio Tremonti. Oggi, oltre che lo straordinario lavoro di Loredana De Petris, Paola Nugnes, Gabriella Giammanco, Monica Cirinnà, Gianluca Perilli e di tutti i parlamentari che ci hanno creduto, un ricordo lo merita anche l’impegno, il coraggio, il cuore di Giulio Schmidt.

Non guardate alle cose pensando di averle già capite. Capirete sempre meno, ogni giorno di meno (CyberVoltaire, #5)”.

La Costituzione italiana è una realtà soltanto in parte. In altra parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere (Piero Calamandrei, 1955)”.

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1 Comment

  1. says: Fabio Bertoncelli

    La presenza della Monica Cirinnà è garanzia di “straordinario lavoro”, professionalità, conoscenza della materia, serietà…

    Insomma, bando ai ciarlatani e agli ignoranti.

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