Lucca città aperta… alle due ruote!

Dalle mura al lago di Massaciuccoli, tra strade bianche e un’oasi naturale. La ciclopedonale Puccini riesce a immergere tutti i ciclisti in uno scenario di pace e silenzio, dove risuonano solo le arie del Maestro.

Lucca città aperta… alle due ruote!
di Davide Orlandi per Bikefortrade

Smontare il luogo comune di Lucca, città chiusa dalle sue mura, è quanto di più istintivo e autentico si possa fare muovendosi, senza automobile, su uno dei territori più vari e suggestivi d’Italia. L’abbiamo vissuta su due ruote, ma anche correndo e camminando, durante un docile autunno toscano che ci ha permesso di godere al massimo di tutto ciò che quest’angolo di natura può offrire. Siamo nella prima metà del mese di ottobre. Il termometro segna 20 gradi: condizioni perfette. Il turismo, principalmente anglofono, si amalgama con lo spirito riservato della cittadina toscana. Le tinte, tra natura e cielo, si fanno tenui.

Siamo nel cuore della Lucchesia, dove si sviluppa l’ecosistema del Bike Hub di Lucca. Cuore pulsante, punto di riferimento per chi vive la bicicletta come mezzo di conoscenza, oltre che sport. Un luogo dove servizi, informazioni e percorsi si incontrano per accompagnare il cicloturista alla scoperta di un territorio. Offre mappe, tracce GPX, noleggio bici, assistenza, guide esperte e orientamento, diventando una vera stazione base per programmare uscite e tour. Il progetto Strade di Lucca Bike Hub interpreta questo modello come porta d’accesso alla provincia: dalle Apuane alla Versilia, dalla piana ai laghi.

Il viaggio
È sera, ci dirigiamo da Gabriele di Ciclismoplus. Uno dei tanti service, rent e guide del territorio, ma non è possibile definirlo solo come tale. Gabriele, infatti, è una delle menti pensanti del Lucca Bike Hub. Oltre a metterci in sella a delle Scott gravel di alta qualità, abbiamo attinto informazioni e passione pura. Passiamo la notte con la bici in camera (nei b&b di Lucca si può fare anche questo!).

Ready? Go!
Siamo pronti per affrontare la via Puccini. Una ciclopedonale su cui a suon di pedalate e note, grazie ai QR Code disseminati lungo il percorso, è possibile ascoltare le arie del Maestro, e che ci porterà fino al lago di Massaciuccoli, dove il compositore ha concepito le sue opere. Percorriamo il primo tratto tra i vicoli evidenziati da tagli netti di sole e ombra, con gli occhi rapiti da cattedrali, palazzi nobili e i tre ordini di mura concentriche che cingono la cittadina. Uscendo da Lucca, arriviamo al ponte sul Serchio che sonnecchia, scorrendo pigro sotto di noi. Sarà il nostro compagno di viaggio. La ciclopedonale corre infatti in gran parte a lato del fiume. Le poche macchine incrociate le scorderemo fino al nostro ritorno. Silenzio.

Dopo un primo breve tratto asfaltato, imbocchiamo la strada bianca, percorribile potenzialmente per tutti. Sì, perché, senza difficoltà tecnica, tanti punti di fuga, ristori e quasi zero dislivello, la ciclopedonale Puccini è adatta anche alle famiglie. E ne abbiamo incrociate tante. Per chilometri si pedala nel silenzio, con il Serchio sempre a sorvegliarci sulla nostra destra, gli aironi che ci spiano, qualche pescatore e tanti biker. Superate le cascatelle di Ripafratta, con doverosa sosta fotografica, ci si stacca dal fiume, si pazienta pochi chilometri per oltrepassare l’autostrada e il panorama si fa, ovviamente, meno bello, ma si viene ripagati entrando nella piana del lago di Massaciuccoli. Lunghe e dritte strade bianche che attraversano il parco come tagli su di una tela di Fontana. Voli di uccelli in ogni direzione. A lato della strada, improvvisamente, si alza sulle nostre teste un immenso airone cinerino, maestoso, pur se goffo nel decollo a causa delle dimensioni, per poi acquisire eleganza man mano che sale di quota.

Imbocchiamo poi un magnifico single track di qualche chilometro che tra canneti, bilance, reti e case d’avvistamento dei volatili, ci porta alla nostra meta: l’Oasi Lipu di Massaciuccoli. Ci incamminiamo sulle passerelle di legno sospese sugli acquitrini, che si snodano tra i canneti tra gracidii e tonfi nell’acqua improvvisi. Infine, ci sediamo con calma nelle casette di avvistamento per provare ad individuare (facile) e riconoscere (difficile) innumerevoli specie di uccelli e, perché no, riposarsi all’ombra e rifocillarsi.

Ritorno e ristoro
Ci accingiamo a percorrere a ritroso la via, con qualche variazione sul tema in alcuni tratti, dove si passa sull’altra sponda del fiume. Col ritmo giusto, tra scatti fotografici, arie di Puccini scaricate e ascoltate, ristori, chiacchiere con altri biker, si torna a Lucca in orario perfetto per chiudere la giornata con un tramonto indimenticabile e unico dalla sommità della Torre Guinigi. Ci congediamo con un calice di Montecarlo, uno dei vini del territorio, accompagnato da alcune chicche gastronomiche del territorio. Senza ulteriori distrazioni culinarie, anche se difficile, torniamo al nostro Bike Hub. Per i biker “beginner” la ciclopedonale Puccini rappresenta un ottimo percorso su cui cimentarsi, per i “puri e crudi” può essere una “overture”, per stare in tema, che apre le danze dei giorni seguenti su percorsi più impegnativi, con salite mitiche come le Pizzorne e molti altri che si possono guardare, studiare e programmare.

Qui si trovano 22 percorsi raccontati, fotografati, recensiti e mappati per oltre 1.000 km di piacere, oltre a nove strutture ricettive di ottimo livello che offrono servizi adatti ai biker, e sei officine, noleggi, club che vi faranno conoscere e amare il loro territorio.
Una Lucca senza pensieri, una dimensione differente dove le stagioni, tutte “pedalabili”, scandite da zuppe, voli magici d’uccelli, da albe di montagna e tramonti di mare, regalano opportunità diverse a tutti gli appassionati della bicicletta.

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