LUIGI mette d’accordo aree urbane e natura

Il progetto europeo LUIGI si propone di realizzare una convivenza armonica tra i contesti urbani e la natura, attraverso la pianificazione del territorio e delle relative attività economiche. Tra gli attori del progetto c’è la Città metropolitana di Torino che ha scelto come area pilota il Sito di Interesse Comunitario dei Cinque Laghi di Ivrea.

LUIGI mette d’accordo aree urbane e natura
di Michele Fassinotti e Gabriele Bovo
(pubblicato su piemonteparchi.it il 26 febbraio 2021)

Durante la pandemia molti di noi hanno imparato ad apprezzare maggiormente la naturae una parte consistente dell’opinione pubblica ha iniziato a comprendere l’importanza che rivestono gli ecosistmei, anche per le aree urbane.

Il Lago Nero, uno dei cinque laghi di Ivrea – Foto: Regione Piemonte.

Ma che cos’è esattamente un ecosistema? E’ una combinazione complessa e dinamica di piante, animali, microrganismi e dell’ambiente naturale, che insieme costituiscono un sistema unico di elementi interdipendenti.

Gli ecosistemi della Terra forniscono all’umanità tutta una serie di vantaggi che sono convenzionalmente indicati come beni e servizi ecosistemici. I beni prodotti dagli ecosistemi comprendono il cibo (carne, pesce, verdure, ecc.), l’acqua, i carburanti e il legname, mentre i servizi comprendono l’approvvigionamento idrico e la purificazione dell’aria, il riciclo naturale dei rifiuti, la formazione del suolo, l’impollinazione e i meccanismi regolatori di cui la natura, lasciata a se stessa, si avvale per controllare le condizioni climatiche e le popolazioni di animali, insetti e altri organismi. Poiché molti di questi beni e servizi sono sempre stati a disposizione, senza alcun mercato e gratuitamente, il loro valore reale nel lungo periodo non è compreso dalle previsioni economiche della società.

Diventa quindi importante mappare le funzioni ecologiche, analizzando come interagiscono con le attività umane, che possono essere più o meno compatibili con la natura. L’obiettivo è realizzare un funzionamento dei contesti urbani armonico con la natura: la pianificazione del territorio e delle attività economiche e la relativa progettazione devono puntare a preservare le infrastrutture verdi e il capitale naturale.

Proprio per valorizzare le infrastrutture verdi che possono favorire una connessione ecologica, economica e culturale tra territori rurali e urbani, è nato il progetto europeo LUIGI (acronimo di Linking Urban and Inner Alpine Green Infrastructures) che ha l’ambizione di favorire l’arricchimento sociale ed economico delle vallate, delle campagne e delle aree urbane a loro più vicine. Nell’ambito del progetto la Città metropolitana di Torino ha individuato come area pilota il Sito di Interesse Comunitario dei Laghi di Ivrea, che comprende porzioni di territorio dei comuni di Borgofanco d’Ivrea, Burolo, Cascinette d’Ivrea, Chiaverano, Ivrea e Montalto Dora, con una superficie totale di 1.599 ettari. L’area è stata dichiarata Zona Speciale di Conservazione nel 2016 e la Regione Piemonte ne ha delegato la gestione alla Città metropolitana di Torino nel 2018. Su richiesta dei Comuni interessati, la Direzione sistemi naturali della Città metropolitana ha elaborato la proposta di istituzione un parco naturale.

Il progetto LUIGI prevede una valutazione biofisica, qualitativa e quantitativa dei servizi ecosistemici prodotti dagli habitat tutelati, per fornire agli amministratori locali strumenti di gestione e di autofinanziamento delle attività di tutela, come i pagamenti per i servizi ecosistemici e ambientali  (forme di remunerazione per i soggetti pubblici e privati che mantengono e/o migliorano gli ecosistemi naturali), la commercializzazione di crediti di carbonio, i permessi negoziabili, le tasse per l’utilizzazione dei servizi, le attività commerciali innovative e le donazioni. Diventa quindi importante mappare le funzioni ecologiche, analizzando come interagiscono con le attività umane, più o meno compatibili con la natura. È prevista la condivisione di politiche e pratiche di gestione rurale sostenibili coinvolgendo gli agricoltori.

Quello dei Cinque Laghi di Ivrea è un contesto geo-morfologico e ambientale dal carattere unico, caratterizzato da una grande biodiversità ambientale, notevoli testimonianze storiche e artistiche e un tessuto socio-economico e culturale frutto della visione olivettiana, che, nel XX secolo ha saputo coniugare le ragioni dell’impresa con la storia collettiva di un territorio. Il territorio è ora chiamato a ridefinire i propri valori culturali e produttivi, in una prospettiva che deve essere sostenibile e capace di affrontare le sfide del cambiamento climatico e dell’impatto antropico sull’ambiente.

“I Cinque Laghi sono un ambito di notevole interesse, perché molto ben conservato” osserva il professor Riccardo Santolini, docente di Ecologia all’Università di Urbino che si occupa, nell’ambito del progetto LUIGI, di realizzare la mappatura delle funzioni ecologiche presenti sul territorio dei 5 Laghi, che possa supportare l’identificazione dei servizi ecosistemici. “Le aree rurali e montane, – aggiunge Santolini – hanno notevoli potenzialità, legate alle attività agricole (multifunzionalità e prodotti tipici) e silvicolturali (filiera del legno e sostenibilità dei suoi usi), alle filiere energetiche (biomasse, energia eolica e idroelettrica) e al turismo (estivo, invernale, culturale e artistico, religioso, enogastronomico e naturalistico)”.

Esplorare e interpretare il territorio utilizzando la fotografia
Nell’ambito del progetto LUIGI rientrano la ricognizione e l’interpretazione del territorio che è stata avviata da due componenti del collettivo Urban Reports, un gruppo di ricercatori e fotografi, che utilizza il mezzo fotografico per esplorare il paesaggio contemporaneo, attraverso progetti interdisciplinari che dialogano con le istituzioni e le realtà del territorio.

Sottolineando la necessità di tornare a guardare il paesaggio in una forma consapevole, Urban Reports propone l’utilizzo della fotografia per osservare e leggere criticamente i caratteri storici, economici e culturali di un luogo. La fotografia è inoltre un potente mezzo di comunicazione, in grado di alimentare un nuovo immaginario dei luoghi, stimolando il confronto con una grande varietà di attori e stakeholders, ma anche con un pubblico più vasto. Tra gli strumenti adottati c’è anche la ricerca di materiale di archivio, strumenti di piano e carte geografiche, opere di narrativa e saggistica, documenti progettuali messi a disposizione dai partner locali. Per integrare la visione “da esterni” dei ricercatori con lo sguardo degli attori locali e degli esperti si utilizzano mappe digitali come strumento di condivisione del processo progettuale. Tali mappe servono come promemoria, per tracciare percorsi tematici e fisici, ma anche per annotare le foto preparatorie, gli scatti da realizzare e la direzione presa dall’esplorazione. La visita sui luoghi di indagine accompagnati dagli esperti permette di osservare lo spazio con uno sguardo specialistico e conoscitivo che altrimenti non sarebbe possibile. Geologi, storici, esperti forestali, amministratori, esperti di educazione ambientale, archeologi e tecnici comunali forniscono informazioni importanti per capire e conoscere i territori nelle prime fasi esplorative, dedicate alla comprensione delle dinamiche che identificano ciascun contesto.

Il piano di lavoro per sensibilizzare e coinvolgere le comunità locali
Nell’ambito del programma LUIGI, il progetto fotografico diventa strumento di ricerca per offrire un ulteriore livello di analisi delle funzioni ecologiche presenti sul territorio dell’area pilota, per comprenderne il valore nel paesaggio culturale del luogo. Il racconto fotografico introduce una visione d’insieme e mette in relazione tra loro spazi e luoghi apparentemente distanti ma simili nelle sfide del presente, che sono il cambiamento climatico, la transizione verde, la ridefinizione delle vocazioni produttive e culturali dei territori rurali e alpini. La ricerca è articolata in tre fasi successive, finalizzate ad accrescere la consapevolezza rispetto ai valori e alle qualità ambientali del territorio e alle possibilità di metterli a sistema.

La prima fase, dedicata alla narrazione territoriale del presente si concluderà all’inizio della prossima estate e ha l’obiettivo di rispondere ad alcune domande: quali elementi costituiscono una base per la costruzione di servizi ecosistemici, come potrebbero essere connessi, con quali benefici e su quale base territoriale? L’obiettivo è quello di attivare modelli di economia circolare che tenga conto delle funzioni ecologiche, attraverso una fiscalità di vantaggio e una valorizzazione delle attività sostenibili dal punto di vista ambientale. I sopralluoghi si svolgono insieme agli attori locali, per osservare e annotare insieme quali sono gli elementi percepiti come significativi per la costituzione di un servizio ecosistemico. Nei sopralluoghi con gli esperti si rintracciano e identificano gli elementi che partecipano alla costituzione di un servizio ecosistemico, approfondendone le ragioni. Sono coinvolti gli amministratori locali, i funzionari e i tecnici della Città metropolitana, le associazioni, i rappresentanti delle associazioni di categoria e gli esperti tematici.

Il confronto multiattoriale e multidisciplinare, previsto tra il settembre e il dicembre di quest’anno, costituisce la seconda fase e ha come obiettivo la comprensione delle funzioni territoriali esistenti, per una narrazione condivisa dei servizi ecosistemici o dei loro elementi, da cui si può partire per costruire o rafforzare tali servizi e le infrastrutture verdi loro collegate. È previsto in questa fase un workshop, che sarà un momento di incontro e confronto tra tutti gli attori coinvolti nella fase precedente, dedicato al riconoscimento delle risorse del territorio, al loro utilizzo e alla loro valorizzazione. La narrazione fotografica verrà utilizzata come strumento di dialogo: si partirà dalle immagini per confrontare rappresentazioni diverse. La costruzione concertata di un nuovo immaginario territoriale legato all’offerta di servizi ecosistemici partirà dagli elementi e funzioni ecologiche rappresentati nel racconto fotografico per immaginare la possibilità di connetterli e metterli a sistema.

La terza fase, di sensibilizzazione e comunicazione è prevista per l’autunno-inverno e per la primavera-estate del 2021 e 2022, con l’obiettivo di condividere il nuovo immaginario e sensibilizzare le collettività sul valore dei servizi ecosistemici individuati sul territorio. Tra le azioni previste figurano una campagna di sensibilizzazione che utilizzi il materiale risultante dalla fase 2, le cui immagini propongano al pubblico questioni e interrogativi, e l’utilizzo dei canali social, in cui i cittadini potranno essere invitati a commentare foto, testi e filmati ed eventualmente a postare materiale relativo ai servizi ecosistemici. Di fondamentale importanza, per raggiungere un’ampia porzione dell’opinione pubblica locale, saranno gli spunti, le riflessioni e gli articoli che potranno comparire nelle testate giornalistiche locali stampate e online, sul sito Internet della Città metropolitana, nella rivista “Cronache da Palazzo Cisterna” e nei canali social dell’Ente. Si possono anche ipotizzare una mostra e un evento pubblico per presentare il processo e il racconto del territorio, attraverso la lettura dei suoi servizi ecosistemici. Entrambe le attività saranno occasione di confronto collettivo sul futuro dei territori.

More from Alessandro Gogna
Referendum sulla pista di bob a Cortina
Secondo il referendum lanciato dal Comitato Civico Cortina il 62,3% dei votanti...
Read More
Join the Conversation

1 Comment

  1. says: Giovanni+battista+Raffo

    Belle iniziative per un mondo ormai così malato che non ha più la possibilità di curarsi.

Leave a comment
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.