Mille chiamate al 118

Il commissario Giuseppe Dal Ben fa il punto degli interventi di soccorso dal 14 al 17 agosto. E lancia l’allarme: «Notiamo un incremento degli incidenti con le bici, specie quelle a pedalata assistita».

Mille chiamate al 118
(nel Ferragosto bellunese)
di Paola Dall’Anese
(pubblicato su corrierealpi.it il 18 agosto 2025)

Aumentano le chiamate al 118, ma restano in linea con l’estate 2024 le missioni di soccorso effettuate. E c’è un allarme: aumentano gli incidenti con le biciclette, specie quelle a pedalata assistita. È ciò che si evince dai dati bellunesi relativi alle giornate dal 14 al 17 agosto 2025.

I numeri mostrano incrementi degli accessi ai Pronto soccorso della provincia (in tutto sono stati 1.415, con i picchi registrati nelle giornate del 14 con 428 accessi e del 16 agosto con 411 ingressi, rispetto a una media di 250 giornalieri in tempi normali) e delle chiamate al Suem (+14,5%, ben 999 in quattro giorni), mentre le missioni sono state 314, in linea con lo stesso periodo 2024.

Bikers tra i sentieri di montagna: aumentano gli incidenti con ciclisti.

Di queste missioni, 20 sono state eseguite dagli elicotteri del Suem: 8 da Falco 1 che ha la sua base a Pieve di Cadore e 12 da Falco 2 che ha la base a Belluno. Quasi la metà di questi interventi sono stati per traumi (5 eseguiti da Falco 1 e 4 da Falco 2), sette i soccorsi medici (malori per lo più).

«Si tratta di dati che dimostrano ancora una volta l’importanza del secondo elicottero del Suem», ha sottolineato Dal Ben lanciando però un allarme. «Abbiamo notato in questi quattro giorni presi in esame un aumento considerevole degli incidenti in bicicletta. Per ora è una sensazione, ma va monitorata».

Dal 14 al 17 agosto 2025 sono stati ben sei i soccorsi per ciclisti caduti «e qualcuno si è ferito anche in maniera piuttosto grave», ha evidenziato il commissario straordinario, sottolineando come serva a questo punto la massima attenzione anche per guidare le due ruote.

«La bicicletta è un mezzo molto bello per stare tra la natura e godere delle sue bellezze specie tra le nostre montagne», ha riconosciuto Dal Ben, «ma bisogna saperla usare, specialmente se è a pedalata assistita. Per questo motivo invito tutti i ciclisti, oltre a portarsi dietro i documenti di identità, a osservare le regole di sicurezza, a partire dal casco, ma anche le regole del codice della strada», ha proseguito il commissario straordinario. «Certo le e-bike sono belle perché permettono a tutti di poter affrontare i percorsi montani, ma poi bisogna considerare che a una salita corrisponde una discesa e bisogna sapere governare il mezzo anche in queste condizioni».

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3 Comments

  1. says: bruno telleschi

    Tra i cannibali in montagna non ci sono tanto gli innocui escursionisti in pantofole ma soprattutto i ciclisti in pieno delirio tecnico. Come mostrano chiaramente le foto si tratta di sportivi che non hanno alcun senso della montagna né rispetto della convivenza civile. In questo caso la soluzione è molto semplice: basta vietare l’uso delle biciclette sui sentieri.
    Sulle insensate prodezze degli sportivi vd qualche esempio nell’articolo di Elisa Campisi https://www.avvenire.it/attualita/pagine/alpinismo-parapendio-base-jumping-le-vittime-dello-sport-portato-al-limite

  2. says: Enrico Villa

    Le e.bike hanno straordinarie caratteristiche tecniche impensabili sino a pochi anni fa. Motori elettrici piccoli di elevata potenza e incredibili rapportature dei loro cambi. Corone anteriori di soli 30-32 denti e cassette posteriori a 12-14 pignoni, con quello più grande fino 50 denti! Non sono certo progettate per salire lo Stelvio o il Mortirolo, anche se molti ‘sfaticati’ le usano lì. Tutto bene su normali strade. I gestori degli impianti di risalita dedicati allo sci incentivano il trasporto di questi mezzi che, stante l’allungamento dell’estate da maggio a ottobre e la scarsità di neve che sparisce presto, sono ben felici di massimizzare i loro incassi. Poi, in quota, con questi potenti mezzi si risalgono ghiaioni, rocce e roccette, dimenticando che in discesa … casca l’asino (ops, mi è venuto spontaneo).
    Come si può pensare di proibire l’accesso ai sentieri? E i gestori degli impianti, chi li sente? E dove indirizziamo questi potenti mezzi, consentiamo l’uso autostradale? Prima di rassegnarci e lamentarci: targa, assicurazione obbligatoria, patente. Come per le moto, perché tali sono le e.bike pur dotate di motori elettrici e non a combustione interna. Rigidi controlli delle Forze dell’ordine, come avviene sulle piste da sci con introduzioni di regole analoghe a quelle stradali, p.e. sensi unici di marcia e controllo della documentazione e della salute dei conducenti. Compresi divieti ben segnalati su certi terreni. Ma non è già cosi per auto e moto in certe strade private, montane, poste provvisorie, cantieri, ecc.? Cominciamo dunque con le targhe, patenti e assicurazioni, che è già una buona regolamentazione. Quando i trasporti a motore hanno sostituito i cavalli, c’era molto caos iniziale, ma si è poi arrivati alle regole!

  3. says: Matteo

    “La bicicletta…bisogna saperla usare, specialmente se è a pedalata assistita. Per questo motivo invito tutti i ciclisti, oltre a portarsi dietro i documenti di identità, a osservare le regole di sicurezza, a partire dal casco, ma anche le regole del codice della strada”

    I documenti salvano dagli incidenti? E che regole della strada si applicano fuoristrada, sui sentieri?

    Certo che se partiamo con queste premesse…

    Villa le e-bike sono biciclette a pedalata assistita, per le quali vigono alcune norme, tipo occorre pedalare perché il motore intervenga e sopra i 25 km/h il motore non può più intervenire. Non sono moto.
    Quelle a cui tu ti riferisci sono le moto elettriche dei vari delivery, che però vengono taroccate illegalmente (e piuttosto facilmente).
    Probabilmente dalle stesse aziende di delivery che poi le danno ai loro “pedalatori”.
    Siccome Milano e molte altre città sono piene di queste moto-pseudo-bici-elettriche, ben visibili ovunque e facilmente identificabili, e non c’è uno straccio di Polizia Locale, Polizia Stradale o Carabinieri che batta ciglio, mi sembra che il tuo invocare Forze dell’Ordine e rigidi controlli sia un tantino utopico…magari un’indagine della Magistratura su collusioni e indebite influenze?

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