Scomparso “Drea”

Le Aree Protette delle Alpi Marittime desiderano ricordare così Drea, storico pastore del Vallone del Marguareis, scomparso martedì 26 settembre 2023.

Scomparso Drea
(storico bergé del Vallone del Marguareis)
a cura della Redazione di areeprotettealpimarittime.it
(pubblicato su areeprotettealpimarittime.it il 28 settembre 2023)

È scomparso martedì 26 settembre Andrea Gastaldi, classe 1937, storico pastore del Vallone del Marguareis. Noto a tutti come Drea, per circa cinquant’anni ha frequentato, con il suo gregge, i pascoli della Valle Pesio, dormendo nei casotti del Marguareis e aiutato solamente dal fratello Antonio, scomparso qualche anno fa, e da Maurizio Mauro, pastore che da lui ha imparato il mestiere.

L’età lo ha rallentato, ma mai fermato: dai 70 anni in poi ha tenuto un gregge più piccolo, circa 40 pecore, nel suo ciabòt nel comune di Beinette, limitando solamente le salite agli alpeggi.

Drea prepara la sua famosa ricotta. Foto: Mauro Fissore.

Fino all’ultimo giorno è stato pastore, per lavoro ma soprattutto per passione. La sua vita è stata scandita dai ritmi del pascolo e dell’ovile: monticazione, nascita degli agnelli, mungitura, caseificazione, un ciclo continuo che Drea non ha mai abbandonato.

Se avevi la fortuna di passare quando caseificava, dopo la mungitura, ti faceva assaggiare i “cavalèe”, la ricotta che sfiorava e galleggiava sul siero prima di essere raccolta” ricorda Mauro Fissore, responsabile del settore Vigilanza delle Aree Protette.

Un rapporto sereno e collaborativo quello con il Parco e, soprattutto, con i guardiaparco che spesso incontrava e che, in occasioni di necessità, ha più volte accolto durante la notte.

Famoso per la sua ricotta e per la sua ospitalità, era anche noto per le sue pecore di razza roaschina: più volte era stato premiato per il miglior montone e per la miglior linea genetica della razza.

Nel corso della sua vita e del suo lavoro, ha assistito al ritorno del lupo sulle nostre montagne; alla morte di una sua pecora, rimasta fuori dall’ovile durante la notte, e ai successivi rilievi dei guardiaparco delle Aree Protette che hanno accertato che fosse stata predata da un lupo, ha risposto con incredulità.

Ma ha imparato successivamente a convivere con il predatore e le sue perdite sono state molto limitate; grazie anche al rapporto di collaborazione con il Parco si era infatti adattato a questa situazione, tutelando il suo gregge in svariati modi, primo tra tutti la sua presenza costante.

Uomo, pastore, ospite, Drea è stato un punto di riferimento per i turisti e per i guardiaparco, una fonte inesauribile di informazioni su cosa accadeva sul nostro territorio, su dove trovare le nidificazioni di gallo forcello e sui parti e gli spostamenti dei camosci, su come sarebbe cambiato il meteo in quella giornata e su quale sentiero era interrotto.

Rispettoso del pascolo che gestiva, con esperienza, come fosse un giardino, conducendo le sue pecore in modo scrupoloso, è il simbolo di un’epoca che non tornerà più, una persona che conosceva metro per metro tutto l’alpeggio e che, soprattutto, aveva scrupolo di conservarlo” così Mauro Fissore, e tutto l’Ente con lui, ricorda e saluta per l’ultima volta Drea.

Il commento
di Carlo Crovella
Non è detto che le figure di riferimento in montagna siano costitute solo da alpinisti di fama. A volte gestori di rifugi, guardiaparco e pastori (chiamati “bergé” nelle valli occidentali) giungono ad acquisire un particolare valore storico e umano.

Spiace sempre quando qualcuno se ne va, ma se il suo cammino sulla terra ha lasciato una “traccia”, questa traccia prima o poi germoglierà di nuovo.

La traccia di Drea non ha nulla a che fare con l’alpinismo, ma è invece collegata alla vita in montagna. Una vita cadenzata dai ritmi della Natura, ogni giorno per tutti questi decenni. Una vita distante dall’uso consumistico e irrispettoso dell’ambiente alpino.

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