Si solleva uno scandalo su Torre Trieste? Ma perché il parlamento, la Regione Veneto, rimangono assenti? Perché la provincia di Bolzano (molti voli partono da lì) non fa rispettare la sua legge (1996)? Perché il CAI si scandalizza quando molte sue sezioni nel recente passato hanno sostenuto questi voli? Un minimo di coerenza. E specialmente di azione.
L’argomento dell’eliturismo sulla Torre Trieste era già stato trattato il 27 luglio 2023 da GognaBlog.
Voli sulle montagne
(da decenni Mountain Wilderness chiede una regolamentazione nazionale severa)
di Luigi Casanova
(Moena 16 agosto 2025)
Ci si sta meravigliando di come le montagne siano state trasformate in un circuito di divertimenti. Fra le offerte che si stanno consolidando vi è quella dell’eliturismo. Nelle Alpi occidentali si diffonde l’eliski, in Dolomiti e Appennino eliturismo, elibike, elicene, transfert in elicottero di ospiti elitari, si discute di un eliporto da Cortina. Si evita di dire che regolarmente, nonostante una legislazione ritenuta a tanto severa, in Alto Adige (Passo Gardena, Ortisei) si giochi con questi voli. Il Veneto ha sempre rifiutato una legge di regolamentazione dei voli, si diffondono ovunque anche grazie al supporto di patrocini locali del CAI, ovunque in estate come in inverno si sorvola a pagamento lo straordinario patrimonio paesaggistico che ci è stato offerto.
Da tempo, fin dal 1998, Mountain Wilderness Italia ritiene sia urgente e dovuta una legge nazionale che porti rispetto alle montagne, come avviene da trent’anni in Francia, Austria, Germania, Slovenia. Il Parlamento ha sempre negato simile attenzione; il CAI, al di là di proclami scandalistici, è rimasto assente nonostante vanti un corpo sociale di 360.000 tesserati e debba sostenere le sue stesse direttive. Non si vuole polemizzare con questo sodalizio, con il CAI vogliamo collaborare, ma è necessario portarlo a coerenza attiva.
Quando leggiamo dello scandalo dei lanci dalla Torre Trieste (gruppo Civetta) o da altre rinomate cime si ritrova la colpevolizzazione degli autori. E’ venuto il momento di smettere l’abito dell’ipocrisia. Cominci la Provincia di Bolzano a far rispettare la sua legge sui divieti, ritorni coerente la Provincia di Trento, Dolomiti UNESCO esca dal suo torpore e investa come promesso fin dal 2010 in poi in una legislazione unificata dei quattro ambiti territoriali di sua competenza, se questa Fondazione intende ritrovare credibilità funzionale sui territori. Almeno una qualche forza politica nazionale, perlomeno di opposizione, abbia il coraggio di affrontare il tema e di portarlo a soluzione (vedasi atti del Parlamento 1998). Grazie alla disattenzione del Parlamento, grazie alle ipocrisie delle Regioni e Comuni montani, abbiamo offerto le montagne a ogni possibile indirizzo consumistico. A fronte di quanto sta accadendo, in Dolomiti come nell’occidente delle Alpi, si troverà un qualche politico capace di coraggio, energia, coerenza nelle Regioni interessate, come nel parlamento nazionale? I dubbi rimangono consolidati. Aspettiamo che qualche sensibilità politica e sociale ci smentisca. In quel caso siamo disponibili a ogni collaborazione.
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La Commissione Tutela ambiente montano del CAI ribadisce il no ai voli turistici in elicottero: «Un modello che non giova né alla montagna né ai suoi abitanti. Usare la montagna come parco giochi è un errore».
Eliturismo sulle Dolomiti, il CAI: «Non è sviluppo sostenibile»
a cura della Redazione di corrierealpi.it
(pubblicato su corrierealpi.it il 16 agosto 2025
Troppi voli turistici sulle Dolomiti. La Commissione centrale Tutela ambiente montano del CAI è stata sensibilizzata sul tema del cosiddetto eliturismo in montagna, da parte di alpinisti tedeschi che hanno testimoniato una inconsueta frequenza di voli turistici commerciali di elicotteri che portavano persone sulla cima della Torre Trieste, nel gruppo della Civetta, in provincia di Belluno.
Si tratta di attività turistico-commerciali che si stanno progressivamente consolidando in modalità non consone alla montagna ed alla sua più che lecita fruizione in maniera responsabile ed effettivamente sostenibile.
Troppi turisti sulle Dolomiti Unesco
È necessario ricordare come questa area dolomitica ricada in pieno nel territorio delle “Dolomiti Unesco” potendosi quindi fregiare di un riconoscimento di alto valore internazionale il quale sta purtroppo dimostrando alcune debolezze nella conservazione dei luoghi.
La Fondazione Dolomiti Unesco ha il prestigioso ed oneroso compito di promuovere e garantire una efficace e coordinata gestione dell’intero sito. In particolare la Provincia di Belluno è incaricata della promozione del turismo sostenibile secondo questi principi:“Non tutti i tipi di turismo sono compatibili con il riconoscimento Unesco attribuito alle Dolomiti. In alcuni casi i flussi di turisti possono diventare dei veri e propri fiumi in piena. Si deve dunque elaborare un modo “dolomitico” di fare turismo, che tenga in considerazione i valori del Bene e la possibilità di conservarli per le generazioni future”.
All’interno della definita “Strategia complessiva di gestione – Strategia per il Turismo” vengono delineati piani attuativi che, coinvolgendo le Amministrazioni, le componenti economiche e sociali e gli attori più direttamente interessati, permetterebbero la tanto auspicata fruizione responsabile. I fatti posti alla nostra attenzione dagli alpinisti tedeschi testimoniano quanto complesso e difficile sia fare coincidere i buoni propositi con la realtà. Anche il Club alpino italiano ha affrontato questo tema.
Eliturismo in montagna
Il Consiglio centrale infatti ha approvato il 23/3/2024 e fatto proprio il documento di posizionamento “Eliturismo in Montagna” predisposto dalla Commissione centrale con il determinante apporto delle Commissioni territoriali più direttamente coinvolte. Un documento molto articolato tecnicamente e documentalmente all’interno del quale trovano evidenza le dichiarazioni espresse dal presidente generale Antonio Montani: «La posizione ufficiale del Club alpino italiano è fermamente contraria all’utilizzo ludico dei mezzi motorizzati in montagna, primo tra tutti l’elicottero che è sicuramente il più impattante. Tale posizione è data anche dalla convinzione che non è questo il modello di sviluppo turistico che giova alla montagna. Per questo motivo invito fermamente tutte le Sezioni a rispettare le posizioni ufficiali del Sodalizio astenendosi da iniziative inappropriate”.
Il CAI, nelle parole del componente del Comitato direttivo centrale Mario Vaccarella, delegato alle attività ambientali parchi e sostenibilità, condivide pienamente le posizioni espresse dalla commissione centrale di tutela ambiente montano , già espresse in un documento di posizionamento approvato anche dal comitato centrale di indirizzo e controllo del CAI. Un fenomeno quello dell’eliturismo, fine a se stesso, non sostenibile per l’ambiente montano e per alcune aree protette particolarmente sensibili. Dovremmo smetterla di “ usare “ la montagna per qualsiasi finalità ludica si voglia praticare, perdendo quel senso del limite tanto invocato dalla nostra Associazione”.



