Alleviare l’anima con le montagne

Le Cholitas Escaladoras sono un esempio di riscatto sociale ed economico: donne indigene Aymara storicamente discriminate, oggi aspiranti Guide Alpine internazionali supportate da Scarpa e Gore-Tex.

di Benedetta Bruni

Le tanto amate montagne, per alcuni, non sono solo un passatempo, un momento per disconnettersi, una scusa per mantenersi in forma o il luogo preferito al mondo. C’è chi ne fa il proprio posto di lavoro, con tutti i rischi che ne conseguono. E poi ci sono persone che per questo lavoro rischiano la vita senza vedersi riconosciuto alcun merito, perché in realtà scalare per loro sarebbe vietato e la presenza è accettata solo quando è volta all’assistenza degli altri, cadendo nell’invisibilità. È qui che inizia la storia delle Cholitas Escaladoras: donne boliviane indigene della comunità Aymara, storicamente discriminate e relegate alla famiglia, che originariamente avevano assaggiato le alte vette solo in qualità di “semplici” cuoche per le spedizioni alpinistiche andine di stampo maschile. Nel 2015 sono riuscite a cambiare la loro vita e diventare protagoniste della montagna che già amavano. Oggi la loro vita è raccontata in Ascensio, il cortometraggio prodotto da Scarpa e Gore-Tex che promuove amore per la montagna, relazioni umane e rispetto per l’ambiente

Chi sono le cholitas escaladoras
Il 10 marzo 2026 il Teatro Arsenale di Milano ha ospitato Dora e Liita, madre e figlia, due delle Cholitas Escaladoras: un gruppo di donne – con età che spaziano dai 14 anni e arrivano fino a oltre i 50 – che ha trasformato il termine dispregiativo “chola”, cioè “meticcia” dello spagnolo coloniale, in un espediente per rivendicare la propria identità. Tradizionalmente legate alla casa e alla cucina, nel 2015 hanno avuto l’opportunità di scalare l’Huayna Potosí (6.088 m) in totale autonomia e in qualità di alpiniste, affiancate da un fotografo. Da lì è iniziata la loro “ascesa”, che le ha portate a raggiungere vette come l’Illimani (6.438 m) e l’Aconcagua (6.961 m), il monte più alto del Sud America. Negli anni, il gruppo è cresciuto e sono nate delle sottocategorie: Dora e Liita, per esempio, fanno parte delle Cholitas Escaladoras Khunu, che significa “figlie della neve”. Tutte, comunque, sono accomunate da un approccio spirituale alla montagna e da un legame profondo con la loro cultura. Per questo indossano vestiti tradizionali anche quando hanno imbrago, ramponi e piccozza: la pollera, la gonna voluminosa associata alle donne andine, o gli aguayos, gli scialli. Un modo per affermare il modo di essere donne, boliviane, Aymara e alpiniste in un mondo dominato dagli uomini. Un modo per rispondere alle domande da cui è partito tutto: “Cosa c’è in cima alla montagne?”, e subito dopo: “Perché non possiamo scoprirlo da sole?”.

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