Sono 75.586 le persone che hanno votato la ferrovia nel 2020, facendole vincere la decima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal Fai-Fondo per l’ambiente italiano.
Cuneo-Ventimiglia-Nizza
(quando una ferrovia diventa sinonimo di meraviglia)
di Francesca Alliata Bronner
(pubblicato su repubblica.it/viaggi il 3 luglio 2025)
Foto di Federico Santagati
Una meraviglia. Sui binari: la Ferrovia delle meraviglie è tra le dieci più belle al mondo e unisce tre regioni e due stati lungo la Cuneo-Ventimiglia-Nizza, straordinaria opera dell’ingegno umano realizzata quasi due secoli fa che, con un eroico tracciato di 100 chilometri, 1000 metri di dislivello e 33 gallerie, creando un collegamento spettacolare fra l’Italia e la Francia, attraverso la pianura piemontese e le coste della Liguria di Ponente e della Costa Azzurra, i parchi naturali delle Alpi Marittime e del Mercantour. Un filo conduttore di cultura e natura che corre su rotaia, parallelo alla storia del nostro Paese abbracciando paesaggi, passaggi e personaggi, rappresentando una risorsa di importanza vitale per il territorio. Da conoscere, valorizzare e salvaguardare.
Per questo 75.586 persone hanno votato la ferrovia nel 2020, facendole vincere la decima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal Fai-Fondo per l’ambiente italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Un risultato dal valore più eccezionale ancora, visto che durante il censimento la tempesta Alex si era abbattuta sulla Val Roya, cuore del tracciato, causandone l’isolamento e la ferrovia è stata l’unico mezzo di collegamento tra i diversi territori. Una via di comunicazione a cui il Fai ha pensato anche di dare voce ideando un progetto di racconto e di valorizzazione culturale: “A bordo della meraviglia”, sviluppato e realizzato dalla Scuola Holden di Torino. Il risultato? Un’altra meraviglia. Inedita di video e fumetti intrecciati tra loro: protagonista il fumettista Claudio Marinaccio, che ha percorso il viaggio in treno e raccolto una serie di testimonianze attraverso gli incontri con chi vive questo articolato territorio, per tracciarne non solo la storia passata, ma soprattutto il suo presente con le criticità e il suo futuro con le potenzialità.
Come ha raccontato Silvia Sandrone, archeologa cuneese che tutti i giorni si sposta in treno a Tenda, dove dirige il Museo delle meraviglie, il cui nome deriva dalla valle che ospita uno dei più importanti siti di incisioni rupestri d’Europa. In molti, inoltre, hanno sottolineato come il confine politico, nella percezione della gente, che un tempo abitava il territorio unificato “Contea di Tenda”, sfumi salendo a bordo, come Marilène Pesce Durero, proprietaria di uno storico bar, nata italiana e diventata francese. Una linea di terra che guarda i mare dove le tradizioni e le risorse naturali sono uno dei suoi punti di forza, come testimonia l’apicultore Alberto Dalmasso, che utilizza il treno per trasportare la sua produzione, o il musicista Silvio Peron, che negli anni Ottanta lavorava a Torino al lavaggio proprio dei treni della Ferrovia delle meraviglie e che si è trasferito a Robilante per insegnare fisarmonica, o ancora Charlie Buzenet, che ha raccontato l’attività del Conservatorio della castagna, dove l’utilizzo di una risorsa caratteristica della valle diventa anche luogo di sperimentazione di tecniche sostenibili per contrastare il cambiamento climatico. Il progetto, realizzato grazie al contributo di 55mila euro messo a disposizione per il programma “I Luoghi del Cuore” e al sostegno di 30mila euro da Fondazione Crc (Cassa di risparmio di Cuneo ), dà spazio anche al racconto della storia della ferrovia, strettamente legata alla storia del territorio come un luogo di passaggio, di scambio tra popolazioni e di incontro tra culture e tradizioni.
Il tracciato fu pensato a metà Ottocento da Cavour, per collegare il Piemonte a Nizza, allora sabauda, e la cessione di Nizza alla Francia, avvenuta nel 1860, portò alla creazione della deviazione per Ventimiglia, proposta dal deputato ligure Giuseppe Biancheri. La ferrovia fu costruita a partire dal 1882 e inaugurata il 30 ottobre 1928, ma riportò gravissimi danni durante la Seconda Guerra Mondiale, quando le truppe tedesche in ritirata fecero saltare numerosi viadotti e fu riattivata solo nel 1979, grazie a un accordo italo-francese.
Rimessa in marcia sui binari nel 2013, anche grazie a un intervento di sensibilizzazione del Fai, nonostante un investimento dello Stato italiano di 29 milioni di euro per manutenzione, le corse furono progressivamente ridotte a due al giorno, ma con la tempesta Alex la ferrovia è tornata ad assumere un rilievo vitale. Oggi sono previste quattro corse al giorno della durata di due ore e 50 minuti a tratta ed eccezionalmente, da luglio a settembre prossimo, sono in programma viaggi su treni aggiuntivi che comprendono la tratta da Ventimiglia a Nizza e su treni storici da Ventimiglia e Tenda.
“Per salvare un luogo, bisogna innanzitutto farne conoscere il valore a più persone possibili, ovvero bisogna raccontarlo”, spiega Daniela Bruno, direttrice culturale Fai. “E chi meglio delle comunità che vi abitano può farlo? Le persone che animano questo racconto ci parlano di storia, di ambiente, di un patrimonio di valore culturale che va preservato: ci dicono che ancora oggi questa infrastruttura, che sembrava obsoleta, è strategica, per la loro vita e per il nostro Paese, perché è l’unico mezzo che permette di abitare luoghi altrimenti isolati, che sarebbero spopolati e abbandonati come tanti ormai in Italia. Ed è questa una delle missioni del Fai”.






