Dolomiti Superski: 30 milioni di rimborsi agli sciatori

Tariffe nei consorzi definite centralmente e vendite online limitate: sono queste le presunte condotte anticoncorrenziali ricostruite dall’Agcm.

Dolomiti Superski: 30 milioni di rimborsi agli sciatori
(per evitare la maxi-multa)
di Chiara Currò Dossi e Andrea Dalla Serra
(pubblicato su corrieredellaltoadige.corriere.it il 28 aprile 2026)

Eliminazione di ogni forma di coordinamento dei prezzi e delle promozioni applicati dai consorzi aderenti, ed erogazione di «benefici economici per i consumatori» nella forma di rimborsi per chi ha acquistato skipass nelle stagioni passate o di sconti per quelli futuri, per un totale di 30 milioni di euro. Sono gli elementi cardine della proposta che Federconsorzi Dolomiti Superski e i 12 consorzi che ne fanno parte (tra le province di Bolzano, Trento e Belluno) hanno presentato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), dopo i rilievi emersi dall’istruttoria dello scorso anno in merito alle presunte violazioni delle leggi sulla libera concorrenza. Proposta validata dall’Agcm e pubblicata online il 27 aprile 2026, primo dei trenta giorni di «market test»: fino al 27 maggio 2026, verranno raccolti eventuali rilievi, in attesa di una decisione dell’Autorità.

Il procedimento
Il 25 novembre 2024, la società milanese SportIt srl aveva mandato una segnalazione, denunciando una possibile restrizione concorrenziale. La segnalazione, aveva spiegato l’Agcm, era partita dopo che Dolomiti Superski e i consorzi associati avevano rifiutato di stringere un accordo con SportIt (che, tramite la piattaforma SnowIt, consente agli utenti di acquistare online vari servizi, compresi gli skipass). Il primo luglio 2025, i funzionari dell’Autorità, con l’ausilio del nucleo speciale Antitrust della guardia di finanza, avevano svolto ispezioni nelle sedi del Dolomiti Superski e dei consorzi e avviato un’istruttoria. Due le condotte anticoncorrenziali contestate: il «coordinamento della politica tariffaria praticata dai consorzi aderenti», esplicitamente previsto dallo statuto del Superski, e la limitazione dell’autonomia dei singoli consorzi nella distribuzione online degli skipass. Era seguita una «fase interlocutoria», non ancora conclusa, nell’ambito della quale è stata formulata la proposta in 19 pagine presentata il 24 marzo e pubblicata ieri.

Le tariffe
Proposta che consiste in un «set di misure» che, si legge, «si ritiene pienamente idoneo a far venire meno i profili anticoncorrenziali oggetto dell’istruttoria». Il primo obiettivo è quello di «garantire piena libertà decisionale» ai consorzi «in merito a prezzi e sconti degli skipass, eliminando ogni asserita forma di coordinamento delle politiche commerciali», rendendo ciascuno libero di «determinare autonomamente la propria strategia imprenditoriale e commerciale»: motivo per cui la proposta è quella di eliminare «tutte le indicazioni dirette o indirette di prezzo», e quindi «le tre fasce di prezzi/sconti nelle quali sino ad oggi venivano collocati i consorzi e le stesse soglie di sconto minimo e massimo». L’unica deroga riguarda il mantenimento dello «skipass di valle», ossia quello valido nel singolo consorzio: «quale presidio dell’identità del prodotto superiore», il prezzo dovrà essere inferiore a quello del Dolomiti Superski.

Le promozioni
Il secondo obiettivo è l’eliminazione «di qualsivoglia forma di coordinamento» delle promozioni, fatta salvo la facoltà del Superski di richiedere ai consorzi di aderire al «Dolomiti Superpremière» e ai «Dolomiti Springdays». Questo, a patto di garantire standard minimi qualitativi (in termini di offerta sciistica, innevamento, sicurezza e servizi), di introdurre un «sistema strutturato di compliance», con misure idonee a «prevenire condotte anticoncorrenziali e scambi informativi illeciti anche a livello delle singole imprese consorziate» e di adottare una «delibera vincolante» per garantire la «massima autonomia nell’individuazione delle modalità di distribuzione e commercializzazione» degli skipass, «attraverso canali propri o di terzi» (superando così il rilievo dell’Agcm sulla «pattuizione di non concorrenza» che attribuirebbe a Dolomiti Superski «il potere di bloccare qualsiasi autonoma iniziativa commerciale» dei consorzi).

I rimborsi
Punto centrale, per il consumatore, quello relativo all’«erogazione di benefici economici», ossia i 30 milioni di euro messi sul piatto (cifra che potrebbe corrispondere a quella della sanzione massima che l’Agcm potrebbe infliggere all’azienda in caso di violazioni accertate, pari al 10% del fatturato). Erogazione prevista in due forme: quella di «rimborso diretto in forma monetaria» (pari al 20% del prezzo di uno skipass plurigiornaliero acquistato nelle ultime tre stagioni concluse, 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025; a tal fine sono messi a disposizione 12 milioni) o di sconto sull’acquisto di uno skipass futuro (pari al 30% del precedente esborso; 18 i milioni disponibili). È il consumatore che deve farsi «parte attiva» nel richiedere il «beneficio», erogato secondo il criterio del «first come, first served» («a fronte di una platea astrattamente vastissima, è l’unica modalità capace di garantire l’erogazione di un beneficio che possa restare significativo sotto il profilo economico») e «sino al completo esaurimento del plafond». L’erogazione è prevista a partire dalla stagione sciistica 2026/2027, con l’apertura di un apposito portale per la registrazione del consumatore «non oltre il 15 ottobre 2026»: qualora il plafond non dovesse essere esaurito («ma si crede così non sarà»), è prevista la proroga per un «periodo successivo».

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