Dolomiti Superski: giornalieri e skipass aumentano dell’8%

Per un giornaliero adulto 72 euro in stagione, 80 in alta stagione; 6 giorni adulto 363 euro in stagione, 404 in alta stagione.

Dolomiti Superski: giornalieri e skipass aumentano dell’8%
di Francesco Dal Mas
(pubblicato su mattinopadova.gelocal.it il 14 settembre 2023)

Confermati gli aumenti dell’8% su giornalieri e plurigiornalieri, mentre gli stagionali subiscono un ritocco attorno al 4%. Però – anticipano dal Dolomiti Superski – il caro-skipass potrà essere alleggerito da tutta una serie di opportunità e di sconti.

Prezzi 2023-24
Sono stati definiti i seguenti prezzi skipass (versione Dolomiti Superski): giornaliero adulto 72 euro in stagione, 80 in alta stagione; 6 giorni adulto 363 euro in stagione, 404 in alta stagione; stagionale adulto 925 euro in prevendita fino al 24 dicembre 2023 (dopo costerà 990 euro); stagionale Junior under16 620 euro; stagionale Kids under 8 295 euro.

Bassa e Alta Stagione
La bassa stagione va dal 25 novembre al 23 dicembre e dal 7 al 27 gennaio, nonché dal 2 aprile a fine stagione.

L’alta dal 24 dicembre al 6 gennaio e dal 28 gennaio fino al primo aprile.

Come in aereo
Sul sito internet di Dolomiti Superski è disponibile il nuovo calcolatore prezzi per gli skipass, che si ispira alla tipologia già sperimentata dalle maggiori compagnie aeree internazionali.

Il vantaggio per il cliente è la chiarezza del sistema, che per ogni giornata di calendario comunica il prezzo giornaliero dello skipass, a seconda della precedente scelta dell’ambito di validità (singolo comprensorio o Dolomiti Superski) e della persona (adulto, junior, senior o bambino).

In base alla durata dello skipass scelta sul calendario, il sistema comunica il prezzo esatto, comprese le riduzioni per l’età, le giornate plurime e lo sconto online. Così l’utente vede il costo esatto dello skipass, comprese eventuali agevolazioni.

Tutte le agevolazioni
Anche quest’anno, chi acquista lo skipass tramite il negozio online di Dolomiti Superski con almeno due giorni di anticipo, avrà uno sconto immediato del 5%.

Restano in vigore anche le altre agevolazioni di Dolomiti Superski che ormai da anni garantiscono la convenienza specialmente per le famiglie con bambini.

I bambini con meno di 8 anni sciano gratuitamente, se un adulto accompagnatore acquista contestualmente la stessa tipologia di skipass (escluso lo stagionale) mentre gli junior con meno di 16 anni godono di uno sconto incondizionato del 30% sul prezzo di listino adulti.

Sciare può essere un salasso per l’intera famiglia. Ma Superski ha previsto delle combinazioni per gli skipass stagionali con notevoli risparmi per famiglie numerose, nonché vantaggi riservati ai supersenior (nati nel 1953 o prima).

Sono state confermate anche le promozioni di inizio e fine stagione, con il “Dolomiti Superpremière” con 4 giorni di alloggio e skipass al prezzo di 3 (o 8 giorni al prezzo di 6) da inizio stagione al 23 dicembre e i “Dolomiti Springdays” nella versione L con 7 giorni di alloggio al prezzo di 6 e 6 giorni di skipass al prezzo di 5 e nella versione S con 4 giorni di alloggio e skipass al prezzo di 3.

I numeri di Dolomiti Superski
La superficie totale di Superski è di circa 3mila chilometri quadrati. Ben 12 i comprensori sciistici, 58 snowpark, family fun line, cross line. Ben 450 gli impianti di risalita, 1200 i km di pista totali, 890 il numero complessivo delle piste, addirittura 6mila i generatori di neve, 19 i bacini e le vasche per la raccolta idrica, la potenza totale degli impianti di innevamento di 100 MW. Il 40 % sono piste blu, il 46% rosse, 14% nere. E ancora: 670 mila le persone trasportate all’ora, 350 i gatti delle nevi, 75 i punti vendita principali di skipass.

Il commento
di Carlo Crovella
Da appassionato delle montagna, la mia unica speranza è che il rialzo dei costi costituisca una barriera per scremare l’accesso antropico attraverso lo sci di pista. Non è tale attività sportiva (di cui, in altri tempi, sono stato un grande appassionato, tendenzialmente nella versione discese in fuoripista) ad essere un “male”.

Il male è costituito da tutto il contorno: continua costruzione di nuovi impianti, sbancamenti per ottenere le piste lisce come biliardi, battipista che lavorano in piena notte (perché di notte non ci sono gli sciatori…), ma così disturbano strutturalmente la fauna selvatica.

Non mancano le amenità assolutamente circensi, come snowpark, family fun line, cross line: inglesismi usati per nobilitare scemenze che servono solo ad attirare più gente in loco.

E poi confusione, puzza di benzina, rifiuti, gente che va, gente che viene, danni di ogni genere.

La montagna, specie invernale, avrebbe bisogno di una moratoria dall’accesso umano, o quanto meno di un sostanziale alleggerimento del peso antropico. Chissà, magari l’insostenibilità dei costi inizierà ad agire in tale direzione. Speriamo.

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9 Comments

  1. says: Fabio Bertoncelli

    Certamente i prezzi diminuiranno la presenza umana, dato che soltanto i ricchi e i benestanti potranno permettersi una vacanza invernale nelle Dolomiti.
    Voi avete mai visto una famiglia di operai in vacanza nella Costa Smeralda?

  2. says: Corrado de Francesco

    L’aumento del prezzo degli skipass per il Dolomiti Superski come per Cervinia-Zermatt porterà ad un ulteriore calo di sciatori italiani ma non certo degli stranieri che da anni sono in aumento. Per un Americano sciare in Europa è un affare visto che da loro gli skipass costano due-tre volte tanto. Aggiungo che per chi scia tanto (almeno 30-40 giorni) gli skipass stagionali portano il costo giornaliero a livelli di ben diversi…

  3. In proporzione all’offerta Dolomiti Superski rimane lo skipass più conveniente al mondo.
    Ciò non significa che io approvi tutto il carosello per rincoglioniti (sono 4 anni che non prendo un impianto di risalita per sciare) scivolanti che vi sta intorno, ma il prezzo in relazione alle possibilità che il comprensorio offre, è decisamente conveniente e non terrà lontano nessuno.
    Tant’è vero che gli utili del consorzio sono altamente in attivo.

  4. says: Fabio Bertoncelli

    Come scrisse Luca Visentini tanti anni fa in una delle sue guide, le Dolomiti saranno sempre piú terra di vacanza per ricchi e benestanti: italiani e ora pure russi, polacchi, inglesi, americani.

    Quando arriveranno anche le orde di cinesi e indiani, il mio Appennino Tosco‐Emiliano diventerà preferibile.
    Già lo sono le Alpi Marittime, Alpi Cozie, Alpi Orobie, Alpi Retiche, Alpi Venoste, Alpi Aurine, Alpi Pusteresi, Alpi Passirie, Alpi Carniche, Alpi Giulie. Ora io vado lí.

  5. says: Odisseo

    L’aumento dei prezzi non farà altro che scremare gli sciatori, lasciando solo i riccastri maleducati. Il trentino ha scelto…

  6. says: Escursionista

    Il solito augurio “sabaudo “di una “montagna per pochi” che si traduce in una montagna per ricchi. Non è detto che il “filtro”funzioni perché non è detto che chi ha più soldi sia maggiormente rispettoso per l’ambiente. Probabilmente sarà l’esatto contrario con pretesa di maggior servizi, maggior intrattenimenti e di fatto maggior impatto ambientale.

  7. says: Marco

    Buongiorno. Ritengo questo suo pensiero discriminatorio per la persona media che non potrà più permettersi di portare la famiglia in montagna, rendendo tutto ciò possibile solo ai ricchi. Ma non è detto che siano più rispettosi dell’ambiente. Tutto sommato alle persone come lei non frega nulla dell’ambiente, ma solo del guadagno. Altrimenti non avreste trasformato i rifugi in quota a dei simil stabilimenti balneari. Complimenti e non si disturbi a ripondermi

  8. says: Gianluca

    Sono amante della montagna e conosco bene il Trentino i numeri li fa la quantità e la qualità è ristretta calcolate una famiglia che va a sciare quanto spende solo abbonamenti settimanale viaggio albergo e altro quando.non sarà più possibile ciò anche voi adotterete un altra politica.i ricchi sono.pochi il medio.ceto è un quantitativo importate.cimunque grazie

  9. says: Carlo Crovella

    Non si tratta di considerazioni “classiste”, tutt’altro. Sono arciconvinto che il turismo alla Briatore/Santanché sia il peggiore di tutti, sotto ogni profilo (anche di etica del turismo, cioè di un turismo basato sulle disponibilità economiche e non sulla bontà delle motivazioni dei turisti). nel caso di specie degli impianti sciistici, la mia speranza è che il modello, rincarando sistematicamente verso livelli sempre più insostenibili, si incarti su se stesso e collassi.

    Nell’immediato lo sci di pista attraverserà una fase “briatoresca”, ma io confido che il il prologo del successivo collasso. Per il “dopo” io vedo o la totale cancellazione del sistema o la sola sopravvivenza di/riconversione verso stazioni piccole e leggere, fatte solo di skilift, aperte solo con neve naturale (se e quando c’è), con piste vecchio stile, gobbute e non trattate, il tutto a disposizione dei soli amanti dello sci in quanto tale, senza aperitivi, cubiste, sbancamenti con ruspe ecc ecc ecc. A quel punto la selezione NON sarà economica, ma esclusivamente motivazionale. Per arrivarci, temo che sia inevitabile un intermezzo briatoresco.

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