Il borgo delle fontane della Val d’Ayas

A poco meno di un’ora e mezza dal centro di Torino e a un’ora d’Aosta, Brusson ha una fonte d’acqua in ogni angolo del suo centro storico, tra i boschi lungo il torrente Évançon.

Il borgo delle fontane della Val d’Ayas
(dove si estraeva l’oro e si fermò a bere Napoleone)
di Luca Sartori
(pubblicato su torino.corriere.it il 10 febbraio 2026)

La loro melodia si diffonde nelle strade del paese, accompagnando le passeggiate dei villeggianti e la quotidianità dei valligiani. Una delle vie principali del borgo si chiama rue Fontaine, dove sorge la casa del conte di Challant, e secondo la leggenda, addirittura Napoleone, nel maggio del 1800, si fermò casualmente al Col De Joux, presso una sorgente, poi divenuta fontana, a pochi minuti dal colle e dal borgo di Brusson, per incontrare il comandante austriaco De-Breux e patteggiare il passaggio delle truppe transalpine dal forte di Bard. 

Dov’è Brusson
A poco meno di un’ora e mezza dal centro di Torino e a circa un’ora dal capoluogo Aosta, Brusson è il borgo delle fontane. Sparse in tutto il paese e nelle zone limitrofe, sono una delle attrazioni, non solo per i bambini, di questo centro sulle rive del torrente Évançon, immerso tra i boschi a una manciata di minuti di macchina dal Monte Rosa. Brusson è infatti al centro della Val d’Ayas, sulla strada che da Verrès e dai centri della bassa valle, Challand-Saint-Victor e Challand-Saint-Anselme, sale alla volta dell’alta valle, verso Antagnod e Champoluc. Qui, fino agli anni Ottanta del secolo scorso, c’era la più importante miniera d’oro della Valle d’Aosta. Scoperta nel 1899, rimase attiva per circa ottant’anni. Sfruttata con successo dalla compagnia britannica The Evançon Gold Mining Company Limited tra il 1903 e il 1906, il giacimento di Chamousira Fenilliaz, con un’estensione sotterranea di 1600 metri, passò poi alla famiglia Rivetti, che ebbe minore successo. Sito visitabile, è tra le più singolari attrazioni dell’intera valle, anche nota per essere la valle dei sabot, i tipici zoccoli di legno, calzature calde e asciutte, adatte ai rigidi inverni della valle, alla pioggia e al fango.

Brusson, l’arte e la storia
Brusson non è solo fontane, boschi e miniere. Parte del patrimonio dell’abbazia svizzera di Saint-Maurice d’Agaune, santo patrono del borgo della Val d’Ayas, ma controllato dai signori di Challant, importante famiglia valdostana che godette di particolare potere tra l’epoca medievale e quella rinascimentale, quando governava la Valle d’Aosta per conto dei Savoia, Brusson è anche arte. Tra i tesori di questo centro alpino a 1338 metri di altitudine c’è sicuramente uno dei castelli più suggestivi della regione, lo scenografico castello di Graines, simbolo del potere feudale degli Challant sulla zona, risalente all’ XI secolo e costruito su uno sperone roccioso con la finalità di controllare la valle. È invece risalente al 1870 la chiesa parrocchiale di San Maurizio, situata nella zona alta del paese, che propone al suo interno altari ottocenteschi e oggetti d’arte sacra.

Sci nordico d’inverno e trekking e mountain-bike d’estate
Paradiso degli appassionati di sci nordico, Brusson propone anche, in zona Estoul, piste di discesa e mete
per gli appassionati di sci alpinismo. A un quarto d’ora dalla rinomata Champoluc, tra le stazioni sciistiche della Valle d’Aosta, Brusson propone una ricca offerta per gli amanti degli sport sulla neve, oltre alla possibilità di fare passeggiate invernali tra i boschi e all’ombra delle cime della valle. Passeggiate e itinerari a cavallo e mountain-bike sono parte della proposta estiva: Brusson è infatti un piccolo paradiso per le famiglie anche nella stagione estiva, con, tra le altre, la frequentata area pic-nic del laghetto appena fuori l’abitato.

Itinerari da Brusson: la strada panoramica del Col de Joux
Tra gli itinerari più panoramici e suggestivi della Valle d’Aosta c’è la strada che da Brusson porta a Saint-Vincent, importante località della Valle della Dora, sulla strada per Aosta. Il tratto di percorso che sale da Brusson alla volta del Col de Joux si snoda in larga parte tra i boschi, regalando qualche affaccio panoramico sulla piana di Brusson e il suo lago. Una volta giunti sulla cima del colle, a 1640 metri di altitudine, tra la Testa di Comagna e la Cima Botta, si apre un panorama straordinario sulla valle centrale della Valle d’Aosta, con la vista che corre, nelle giornate più limpide, fino al Monte Bianco. Un itinerario molto battuto dai ciclisti, che parte dai 1338 metri di Brusson per giungere ai 1640 metri del colle e concludersi, dopo una discesa di oltre mille metri tra tornanti, borgate alpine, chiese e panorami, ai 575 metri della stazione termale di Saint-Vincent.

Cosa mangiare a Brusson: i sapori della Val d’Ayas
Brusson è anche tanto sapore di montagna. Oltre alla possibilità di assistere direttamente alla produzione dei formaggi presso alcuni dei produttori della valle, a Brusson si possono acquistare i tanti prodotti locali che vanno dagli yogurt al latte fresco, dal burro ai formaggi come la Fontina, le tome d’alpeggio e il Fromadzo, ai quali si aggiungono il miele, i vini, i liquori, le confetture e le erbe officinali. 

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