Sono sempre più gli influencer che parlano di sostenibilità e il rispetto per l’ambiente è un tema caldo anche sui social media, dove sono ormai moltissimi i cosiddetti influencer green impegnati a diffondere una maggiore consapevolezza. C’è chi racconta la quotidianità a basso impatto e chi offre consigli di turismo sostenibile. E ancora, c’è chi ha lanciato brand ecosostenibili nella moda e nella cosmesi, chi ha abbandonato l’auto e ha scelto di spostarsi solo in bicicletta e chi sperimenta ricette a spreco zero.
Gli influencer green sono lontani anni luce dai classici influencer che, per anni, ci hanno propinato le loro vite perfette e vissute al massimo (facendoci anche sentire fuori luogo o, peggio, fuori posto), rientrando invece nella categoria dei genuinfluencer, termine coniato nel 2021 dalla società americana WGSN che indica figure di riferimento che non hanno scopi commerciali, ma bensì di informazione e divulgazione rispetto ad un determinato tema. I green influencer sono informati, hanno uno stile di comunicazione green genuino e, grazie alla loro narrativa dal forte impatto, riescono a sensibilizzare migliaia di persone ogni giorno. Insomma: gli ambientalisti famosi di cui oggi l’Instagram è pieno non sono qui per vendere qualcosa, ma piuttosto per informarci in maniera corretta e sensibilizzarci su temi sempre più centrali, tanto nella politica quanto nella società.
Sabrina Trevisan (952 post dal 2 ottobre 2014, 11.000 follower)
@sabrina_trevis_yoga
linktr.ee/sabrina_trevis
Sabrina Trevisan è: insegnante di yoga, surfista, bad vegan e noi, semplicemente, l’adoriamo. Nel suo profilo Instagram racconta la sua vita (e le sue scelte sostenibili) con grande ironia e spontaneità, dando anche nozioni approfondite su temi molto seri e importanti che non sono solo legati alla sua professione. Insegnante RYT® 200 certificata Yoga Alliance, ha preso il diploma a Bali, dove ha vissuto per due anni insegnando ai surfisti.















vorrei capire quale differenza ci sia, per i sostenitori del politicamente corretto, fra alcune foto di questa influencer e le sequenze di foto di arrampicatrici che ogni tanto Gogna mette in linea. Dovreste “protestare” anche in questo caso… invece pare che, a parità di immagini, le sequenze di arrampicatrici sono accusate di avere un sottofondo sessista, mentre queste sono legittime in quanto “manifestazioni” dell’auto-realizzazione di una donna…
Un dubbio mi assale: che cos’è una “bad vegan”?
Prego rispondermi con cortese sollecitudine, altrimenti io stanotte non ci dormo.