Il Microcosmo della Riviera del Cònero

Non tutti sanno che Numana viene chiamata da molti biologi marini e dagli appassionati di fotografia subacquea la “Lembeh italiana”.

Il Microcosmo della Riviera del Cònero
di Franco Tulli
(pubblicato su huffingtonpost.it il 15 febbraio 2022)
Foto: Franco Tulli

Il tratto di costa lungo circa 20 km che dal porto della città di Ancona arriva sino a quello di Numana è chiamato Riviera del Cònero. Il nome è dato dall’omonimo promontorio a picco sul mare, ricco di insenature e piccole spiagge. Il territorio è circondato dal Parco regionale del Cònero e comprende, oltre alle località balneari di Ancona-Portonovo, Sirolo e Numana, con i loro coloratissimi e spesso affollati stabilimenti balneari, molti luoghi di interesse naturalistico: dalle città fortificate alle numerose piccole calette, alcune raggiungibili solo via mare, dagli itinerari culturali alle passeggiate nella natura all’interno del bellissimo Parco.

Granchio
Gamberetto fantasma (Periclimenes) su Spirografo  

Non tutti sanno però che Numana viene chiamata da molti biologi marini e dagli appassionati di fotografia subacquea la “Lembeh italiana”. Lembeh è un’isola situata nell’arcipelago indonesiano all’estremità nord orientale di Sulawesi, lo stretto che lo separa da questa è famoso come uno dei migliori luoghi al Mondo per incontrare e fotografare minuscole ed incredibili forme di vita: dalle decine di specie di pesci rana ai coloratissimi e variopinti nudibranchi, dai piccolissimi gobidi che spuntano dai colli di bottiglia alle molte forme di vita che vivono in simbiosi con altre, ingannevolmente somiglianti a piante.

Nudibranco (Chromodoris purpurea) 

Spesso occorre una buona vista e un’ottima conoscenza di biologia marina per capire dove si trova la testa o la coda di questi minuscoli esseri. Come lo Stretto di Lembeh anche la Riviera del Cònero, ed in particolare Numana, in alcuni tratti di costa ha un fondale di sabbia e fango ricchissima di vita sottomarina, spesso così piccola che la maggior parte dei bagnanti ignora cosa può smuovere ad ogni passo che fa mentre gioca nell’acqua!

Granchio facchino (Dromia personata)

L’Adriatico è molto ricco di macroalghe e fitoplancton e se dal punto di vista del comune bagnante questi organismi possono risultare spesso fastidiosi in quanto rendono colorate e poco limpide le acque delle coste, al contrario indicano una grande ricchezza dal punto di vista biologico e favoriscono la biodiversità dell’ecosistema marino creando un ambiente particolarmente favorevole alla vita. È tramite le cosiddette “muck dives”, come vengono comunemente chiamate questo genere di immersioni nei fondali sabbiosi, a pochi metri di profondità, che anche qui, lungo la Riviera del Cònero, si può partire alla ricerca delle microscopiche creature marine che faticosamente cercano di sopravvivere ad un ambiente spesso difficile ed abitato anche da enormi piedi giganti degli inconsapevoli bagnanti! 

Nudibranco (Cratena peregrina)

Dopo pochi istanti di immersione, nonostante l’acqua piuttosto fresca e la visibilità non proprio ottimale, ci si accorge che molti di quei piccoli esseri che spesso si era andati a cercare a migliaia di km di distanza, da Tulamben ad Anilao, dall’Indonesia alle Filippine, sono lì, davanti ai propri occhi, anzi davanti alla maschera rigorosamente ottica! 

Tracina (pesce ragno)

Sembra incredibile che in località così distanti tra loro e climaticamente molto diverse si possano trovare forme di vita così simili, pur nella loro singolarità. Eppure ecco comparire tra il grigiore della sabbia mista a fango decine di specie diverse di variopinti nudibranchi, dalla colorata Chromodoris Purpurea alle più comuni flabelline. Svariate specie di granchi facchino adornati nei modi più disparati che si muovono tra gli spirografi. I trasparenti gamberetti periclimenes che, anche in Adriatico come nei lontani mari equatoriali, cercano riparo tra le urticanti appendici degli anemoni. Non mancano, anche se assai più rari, i cavallucci mediterranei e le più comuni bavose che spuntano dai buchi più disparati. Chi ha qualche problema di vista si può dedicare a qualcosa di più grande, anche se non troppo: piccole cicale di mare, seppie di pochi centimetri, polpi, mimetici pesci come gli scorfani, le sogliole e numerose specie di molluschi.

Bavosa cornuta (Parablennius tentacularis) 

Da bambini quando si andava al mare e si giocava nel bagnasciuga o in acqua nei primi metri dalla riva ci dicevano sempre di stare attenti a non incappare con il piede nelle “terribili” tracine, conosciute anche come pesci ragno, in quanto le loro robuste spine dorsali sono velenifere e la loro puntura provoca non poco dolore. Oggi sappiamo che la vita sotto la sabbia non si limita solo a questo ma c’è un intero microcosmo e, a ben guardare, anche la temibile “tracina” ha degli splendidi occhi verdi!  

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