La leggenda di Trysil Knut

(ovvero nascita, fortuna e declino di un mito nazionale norvegese, dal ‘700 ai giorni nostri)
di Morten Aass
(pubblicato su Dimensione Sci della Rivista della Montagna n. 219, novembre 1998)
Traduzione dall’inglese di Mario Frascione
Illustrazioni di Hélène Falk

La storia di Trysil Knut risale a più di 300 anni fa. È affascinante, ma anche straordinaria, visto che quando ero piccolo – negli anni Sessanta – in Norvegia tutti i bambini la conoscevano. Era il tempo degli eroi dello sport, e lui era senza dubbio tra i più famosi. Direi che allora lo era quanto l’altra vera e propria leggenda Sondre Norheim. Entrambi avevano lo stesso ruolo quando giocavamo ai piccoli salti con gli sci nell’intervallo e dopo la scuola. Il suo nome era vivo anche perché coincideva con uno dei più popolari marchi norvegesi di sci di quel periodo.

Tuttavia molto tempo fa l’azienda cessò la produzione, e gli eroi di oggi non sono più sciatori. In questi inverni poveri di neve i bambini tendono a dare la priorità alle attività indoor e i pochi eroi dello sci rimasti usano oggi lo snowboard. La conseguenza è che la leggenda di Trysil Knut è lentamente caduta nell’oblio.

Un’altra ragione della sua notorietà e della lunga vita del suo mito è una poesia pubblicata la prima volta nel 1861: si tratta di 31 versi che comparvero in molti libri per i successivi 50 anni. La poesia finì anche nei libri di scuola, e gli studenti dovettero impararla con sentimento. In arte era il periodo del romanticismo nazionale, e per quel genere era una poesia perfetta. Nel 1920 fu tradotta in tedesco e pubblicata da Carl J. Luther, che aggiunse anche una melodia, scrivendo una canzone. Luther, famoso autore di sci, scoprì quel testo studiando la storia dello sci norvegese.

La leggenda ispirò poi la produzione di un film su Triysil Knut, girato nel ’41, durante l’occupazione tedesca. La parte principale era recitata dall’attore norvegese più popolare del periodo, Alfred Maurstad, grande star del Teatro nazionale. Suppongo che i norvegesi non avessero una gran voglia di vedere film in quei giorni, poiché ogni tipo di performance era controllata dai tedeschi. Allo stesso tempo un racconto così romantico e nazionale su un eroe norvegese dovette avere un effetto opposto. I tedeschi probabilmente pensarono che il tema dello sci non fosse sospetto, e lo lasciarono passare. Il successo fu strepitoso, probabilmente perché il film ebbe un effetto morale sulla popolazione. Il regime terroristico di Hitler finì dunque per rafforzare più che mai i sentimenti nazionali. Che cosa c’era di più norvegese di una storia su un eroe dello sci?

Gli sci di Knut
Sono stati pubblicati molti libri su Trysil Knut, e gli storici discutono ancora sul contesto della leggenda. È basata su una storia vera o meno? Quanto c’è di vero, e di inventato?

Non c’è dubbio che ci fu un uomo di nome Knut Knutsen Linnes, nato nel 1749 da contadini che vivevano nel distretto noto come Trysil. I suoi genitori erano poveri, e vissero come affittuari di un ricco mezzadro.

La fama sciistica di Knut cominciò molto presto. La leggenda racconta che vinse la sua prima gara di salto a otto anni, battendo il figlio del più ricco proprietario della valle, e che in quel modo si conquistò una grande stima. Il ragazzo povero aveva battuto il ricco, ma più avanti egli non ebbe fortuna né in amore né col lavoro: sono tutti elementi piuttosto simili alla vera storia di Sondre Norheim. La leggenda di Trysil Knut contiene tutti questi

“luoghi” classici, a supporto dell’ipotesi che si tratti di una storia inventata. Per quanto la storia sia divenuta sempre più incredibile nel passare da una generazione all’altra, non c’è dubbio sul fatto che ci fu un uomo con questo nome che visse a Trysil. Probabilmente fu un buon sciatore, ma la maggior parte delle storie che lo riguardano appartengono ad altri buoni sciatori suoi contemporanei, e poiché la sua è la figura emergente finisce per beneficiare di tutte le altre.

Trysil è un piccolo villaggio circa 200 chilometri a nord-est di Oslo, vicino al confine svedese. Il paesaggio è caratterizzato da folte foreste, e alcuni dolci rilievi interrompono la linea della vegetazione a circa 1000 metri. È un distretto ricco di neve, in cui lo sci ha tradizioni antiche; oltre ai cavalli sono infatti gli sci il mezzo di trasporto più naturale.

In quest’area era stato sviluppato uno speciale paio di sci. Uno lungo da far scivolare per il piede sinistro, il langski, e uno più corto per il piede destro, detto onder. Quello lungo era di circa 250 centimetri, l’altro aveva una pelle – per esempio di castoro – montata sulla soletta. In questo modo lavorava come le pelli che usiamo oggi. È abbastanza interessante sapere che nello stesso periodo gli sciatori di Telemark avevano sviluppato il proprio tipo di sci, noto come antenato dei nostri sci moderni, entrambi della stessa lunghezza e della stessa forma. Altri modelli di allora erano o a forma di barca o paralleli.

Secondo la leggenda Trysil Knut andò nella regione di Telemark, in cui il suo nome era noto. Poiché il suo sci corto aveva una pelle, in salita era più veloce degli sciatori del posto, e la storia vuole che questi ultimi fossero meravigliati dalla sua abilità e rapidità nel risalire i pendii.

Prestazioni da record
Secondo la leggenda Knut vagò, migrando a lungo in cerca di lavoro. Fu coltivatore, soldato, conduttore di tronchi sul fiume, e persino pescatore. La storia di Telemark è legata alla sua lunga traversata in sci da Trysil alla costa occidentale, dove potrebbe aver lavorato appunto come pescatore. Se avesse realmente fatto quella traversata sarebbe un’impresa piuttosto notevole. È più lunga del famoso viaggio di preparazione fatto da Nansen, da Kristiania a Bergen.

La regione di Trysil è attraversata dal più grande fiume della Norvegia, il Glomma. Ci sono molti aneddoti circa la sua straordinaria capacità e coraggio nel condurre i tronchi lungo il corso d’acqua. Il Glomma era la via di trasporto più importante per portare il legname dalle foreste della parte centrale della Norvegia fino al mare. Grazie al proprio fantastico equilibrio Knut poteva saltare da un tronco all’altro e districare i grovigli di tronchi nella parte alta del fiume. La sua abilità nel risolvere questo genere di problemi pratici creò un detto per quando la gente era in difficoltà: «se solo ci fosse Knut».

Trascorse anche diversi periodi nell’esercito: anche la sua fama di tiratore e le rischiose missioni di esplorazione sul confine tra Svezia e Norvegia sono parte del suo mito. Al periodo del suo servizio militare risalgono i racconti sulla sua capacità di sparare con la pistola mentre saltava con gli sci. È una prova di abilità descritta in molti libri che trattano delle truppe con gli sci. Come soldato nella guerra tra Svezia e Norvegia, era in grado, stando alla leggenda, di saltare oltre 10 uomini in piedi. Si dice che la sua velocità e possibilità di resistenza fossero straordinarie.

La sua vittoria più eclatante fu una gara con un cavallo che trainava una slitta. Secondo la leggenda scommise la sua fattoria che con gli sci da Trysil a Kristiania sarebbe stato più veloce. Incontrò il cavallo tornando a Trysil.

Stando alla poesia già citata chiese al conducente quando pensasse sarebbe arrivato a Trysil, così da poter dire alla sua famiglia quando sarebbe tornato a casa, poiché Knut era sicuro di tornare indietro anche più velocemente. Ci sono più di 200 chilometri da Kristiania, per cui il racconto è un po’ improbabile. D’altra parte però, quando una storia è tramandata oralmente per secoli è ovvio che qualcosa venga aggiunto. Comunque è una bella storia, sia che si tratti di un fatto sia che si tratti di una leggenda.

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1 Comment

  1. says: Giovanni Verzani

    Guardando la seconda e terza illustrazione, sembra di vedere Morten Aass nel film “ The time Machine”, stessa impostazione

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