La montagna è un’esperienza che non mi consuma

di Luigina Droetto
(pubblicato su camoscibianchi.wordpress.com l’11 gennaio 2022)
Foto di Luigina Droetto ed Emanuela Provera

L’Uja di Mondrone è la mia amata montagna; situata in Piemonte nelle valli di Lanzo, e precisamente tra Ala di Stura e Balme, non arriva a 3000 metri, per l’esattezza 2964. Viene chiamata il Cervino delle Valli di Lanzo per la sua linea e per la sua inconfondibile forma piramidale.

La Nord dell’Uja di Mondrone. Foto: Emanuela Provera (2 gennaio 2022)

Io abito proprio sotto di lei nella piccola frazione di Mondrone della Val d’Ala e tutte le mattine la guardo.

Per arrivare alla sua vetta ci sono varie vie, dalla più facile e classica alle più impegnative per la sua fredda parete nord. Sono salita più volte sia dalla via normale che dalla cresta dell’Ometto e anche percorrendo le due vie più difficili della parete nord.

La prima volta avevo 12 anni e la raggiunsi dalla cresta dell’Ometto assieme ad una mia cara amica. Fu il suo papà Giancarlo che ci portò legate con imbrago e casco, scalando fin lassù. È camminando per quel sentiero e arrampicando quelle rocce che cominciai ad innamoramene.

Dalla via normale non ci sono grandi difficoltà ma bisogna calcolare di percorrere un dislivello di 1700 m.

Il 16 giugno di quest’anno (2021) era un giovedì, decido di raggiungere la cima con l’idea di rientrare nel pomeriggio per tornare al lavoro. Punto la sveglia alle 5.30, così parto presto; alle 6 guardo fuori, c’è un po’ di nebbia che mi rende di cattivo umore e poco convinta ma esco lo stesso, con il mio zainetto e l’essenziale: giacchina, pile, acqua, panino di marmellata.

Amo camminare in montagna da sola per mille motivi, perché penso alle mie cose e scarico tutta la stanchezza e i problemi… è come se la montagna me li prendesse, come fosse una spugna. Mi capita spesso di partire stanca e a mano a mano che cammino, un passo dopo l’altro, sento la stanchezza andare via da sotto i piedi, sento lo stress accumulato dai mille problemi di tutti i giorni uscire dal corpo e dalla testa. Sento un senso di leggerezza che mi fa stare bene.

Luigina Droetto

Amo la natura, la sua flora, la fauna, i profumi, gli odori.

Quella mattina mentre salgo incontro gli amici stambecchi che nemmeno si spaventano più, di solito faccio silenzio e cerco di avvicinarmi. Salgo con un passo deciso, il cielo è sempre coperto dalle nuvole ma la temperatura è perfetta quel giusto fresco estivo della mattina presto che non ti fa sudare tanto.

Arrivo all’inizio degli ultimi 150 m di dislivello dove c’è un po’ da arrampicare tra le rocce facili, non c’è più prato ma inizia il pezzo ultimo, più bello e divertente per me che amo mettere le mani sulla roccia… quando sono da sola mi ripeto spesso come un mantra “Luigina fai attenzione, non fare cazzate che sei da sola”. Mi accorgo di non aver ancora bevuto un goccio di acqua e di non aver fatto pause lunghe.

Amo andare da sola in montagna anche per questi altri motivi: mi fermo quando voglio, vado al passo che mi pare, mi sdraio se sono stanca, parlo da sola, canto, rido e piango, non devo rendere conto a nessuno, solo a me stessa e alle sensazioni che sento.

Manca poco ad arrivare in punta quando buco le nuvole e finalmente vedo il sole… davanti a me uno spettacolo magnifico! Sono le 8.30, sotto di me un mare di nuvole e io tocco il cielo con un dito… mi si apre il cuore.

Suono la campana (è un rito) che è posta vicino al bassorilievo in bronzo che raffigura la Madonna. Mi siedo, prendo il mio panino e guardo tutto intorno. Sono felicissima. Faccio qualche foto, mi riposo dieci minuti e via, i muscoli sono ancora caldi. Scendo con molta calma e attenzione il primo tratto di rocce, poi nei prati vado più veloce, alle 11.30 sono a casa carica di pensieri positivi.

La montagna mi ritempra. La mente, il corpo e l’anima tornano a vivere, nonostante la stanchezza che a volte avverto dopo una lunga e impegnativa scalata o camminata. Sento che questa esperienza non mi consuma.

Chi sono
Ho 45 anni, sono separata con due figli di 16 e 21 anni; risiedo a Mondrone, una frazione di Ala di Stura del cui Soccorso Alpino sono vicecapo. Sono docente di estetica in una scuola professionale a Torino, lavoro che amo e che mi dà molta soddisfazione.

Una decina di anni fa ho dato una svolta alla mia vita e ho cominciato a dedicare più tempo a me stessa e a ciò che mi piace fare: scalare, camminare, scialpinismo, alpinismo, e avendo avuto la fortuna di conoscere il mio attuale compagno, Luigi, ho condiviso con lui tutto questo. Grazie a lui e ad un po’ di allenamento ho raggiunto con una immensa soddisfazione e felicità il Cervino, il Monte Bianco, il Gran Paradiso, il Monviso, tutti i 4000 del Monte Rosa e tante altre vette meno conosciute ma altrettanto belle e significative.

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