La regione della Jungfrau finisce sulla lista nera

Bandita dalla guida turistica Fodor’s, viene sconsigliata a causa dell’overtourism. Dure le critiche dagli operatori locali.


La regione della Jungfrau finisce sulla lista nera

a cura della Redazione di tio.ch
(pubblicato su tio.ch il 26 novembre 2025)

Città del Messico, Isole Canarie e Oberland Bernese. Cos’hanno in comune tutte queste mete turistiche? Essere finite sulla famigerata “No List” della guida turistica statunitense Fodor’s. Paesi da cui – secondo i loro esperti – bisognerebbe stare alla larga. Nella classifica del 2026 è compreso anche il quartiere Montmartre di Parigi. E per la prima volta, la regione della Jungfrau.

Deposit Photos. Fonte Blick.

La motivazione? Come per le altre, questa regione sarebbe presa d’assalto dai turisti. «Le persone sono impazienti di visitare la vetta che gli svizzeri chiamano Top of Europe. Mettendo, tuttavia, sotto pressione i ghiacciai ormai in diminuzione, le risorse naturali e la vita quotidiana della popolazione svizzera».

Interpellato dal Blick, Marc Ungerer, direttore del turismo della regione Jungfrau, non ha nascosto il suo disappunto. «Non si possono paragonare luoghi come le Isole Canarie o Città del Messico, con flussi di visitatori nell’ordine di decine di milioni, con una destinazione alpina come la regione della Jungfrau. È come paragonare mele con pere».

«Anche con il turismo giornaliero, i nostri flussi di visitatori restano nettamente nell’ordine di pochi milioni», afferma. Stando a quanto riferito dal Blick, il Jungfraujoch ha registrato 1 milione e 60mila visitatori. Davvero poco, se messo a confronto con gli oltre 11 milioni accolti da Montmartre nel 2024.

E se l’estate scorsa gli abitanti delle Canarie sono scesi in piazza per protestare contro l’overtourism, nella regione della Jungfrau finora non è mai successo. «Il nostro turismo non è sicuramente paragonabile a un turismo di massa come quello che si registra attualmente nei luoghi più famosi a livello mondiale», ha ribadito Ungerer.

Dal suo punto di vista, la “No List” di Fodor’s non danneggerà la regione. Finora, le preoccupazioni per il turismo di massa non hanno portato a una diminuzione dei visitatori.

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6 Comments

  1. says: Matteo

    Un milione e seicentomila turisti registrati al Jungfraujoch? E perlopiù nei soli mesi estivi immagino…

    Ma è una mostruosità incredibile, molto peggio delle tre cime di Lavaredo, del Vandelli o di Varenna, Bellagio, Napoli e Venezia (che comunque consiglierei di aggiungere alla lista di Fodor’s…)

  2. says: bruno telleschi

    Forse i turisti sono troppi e gli indigeni sono pochi. Forse si potrebbe ridurre il numero dei turisti, ma sarebbe difficile aumentare il numero degli indigeni: del resto i pastori e i contadini non hanno futuro.

  3. says: Enrico Villa

    Con molti anni di anticipo gli svizzeri hanno visto bene come impiantare una perfetta, e molto redditiva giostra, sui loro incomparabili
    panorami con soluzioni tecnologiche innovative a quei tempi (inizio ‘900). Altri progetti simili sono stati poi scartati da una prevalente coscienza ambientale. Ma la giostra sull’Eiger non si è mai fermata. Anzi nel tempo sono state apportate diverse migliorie per ‘ordinare’ le migliaia di presenze giornaliere, agevolare i tempi di risalita e, particolarmente, incentivare le vendite di qualsiasi merce a caro prezzo in ogni punto del tragitto. Ne consegue uno straordinario affollamento in spazi necessariamente contenuti, tra un vociare maleducato multilingue. Nonostante le critiche e la pubblicità dissuasiva. Come accade per i fenomeni di over turismo in Italia e nel mondo.
    P. S. Per la costituzione della ferrovia, durata circa 16 anni è stata impiegata manodopera prevalentemente italiana che ha lavorato in condizioni difficilissime, sotto ogni aspetto. 30 sono le vittime per questo lavoro, di cui 29 italiani. I loro nomi sono ricordati nella ‘sala del ghiaccio’, alla fine del viaggio. Se ci andate, ricordatevi di dedicare un pensiero in memoria del loro sacrificio.

  4. says: marcello cominetti

    Queste classifiche altro non servono che a incrementare ulteriormente il turismo nei luoghi definiti come presi dall’overturism.
    Gli idioti vanno dove trovano altri idioti. Gli è di conforto.

  5. says: Marion Gretscher

    Non sono certo una sostenitrice del turismo di massa. Ma bisogna pure dire che Grindelwald è riuscita a canalizzare i flussi, come l’hanno anche notato altri commentatori. Appena si lascia la scia di questi flussi, ci si ritrova in una natura meravigliosa, e questo a poche centinaie di metri.

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