La guida alpina Pasquale Iannetti ha inviato in data 3 novembre 2025 questa lettera a vari soggetti, quali Tommaso Navarra (Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga), Luciano Sammarone (Direttore del PNALM Parco Nazionale Abruzzo Lazio Molise), Lucio Zazzara (Presidente dell’Ente Parco Nazionale della Majella), Luciano Di Martino (Direttore dell’Ente Parco Nazionale della Maiella), Maria Laura Talamè (Presidente del Parco Nazionale Sibillini), Francesco D’Amore (Presidente del Parco Regionale Velino Sirente), Aldo Mancini (Presidente CAI GR Lazio), Francesco Sulpizio (Presidente CAI GR Abruzzo), Fabio Duro (Presidente CAI GR Marche), Maria Luisa Spantini (Presidente CAI GR Umbria), Claudio Struzzolino (Presidente CAI GR Molise)
Le scritte sulle vette
di Pasquale Iannetti
Nelle foto che vi presento, alcuni dei tanti esempi di sfregio e di comportamento arbitrario ai danni della montagna e, quel che è peggio, perpetrato sicuramente da chi pensa e afferma di amarla. Ma l’Amore, in tutte le sue connotazioni, presuppone rispetto, che in questa pratica non c’è assolutamente.
Gli Enti Parco ed il Club Alpino Italiano debbono provvedere a fermare il dilagare di questo ignobile quanto deprecabile sistema di scrivere con il pennarello, e non solo, nome e quota delle vette, ahimè, una pessima abitudine, questa, in voga da alcuni anni.
Non sono qui ad aprire una querelle su chi sono i responsabili ed il perché si continua con questo vergognoso modo di sporcare le vette delle montagne, ma lancio l’allarme a chi di dovere, che lo deve raccogliere.
Propongo agli Enti Parco ed al Club Alpino Italiano di farsi promotori di una iniziativa tendente a collocare su ogni cima una piccola targa di pochi centimetri, in metallo brunito, in cui scrivere il nome della vetta e la quota. Così facendo e promuovendo una sensibilizzazione sulla questione, si potrebbe risolvere il problema.
Le sezioni del CAI potrebbero, coinvolgendo i propri soci in tale operazione, provvedere a ripulire con solventi e spazzola le scritte e collocare le targhette. Chiedo anche alle numerose associazioni e organizzazioni di montagna a farsi promotrici di questa battaglia, tesa a restituire alle nostre amatissime montagne dignità e naturale bellezza.
Mi auguro che questa proposta non passi nuovamente inosservata come le precedenti note inviate agli Enti preposti al governo ed alla tutela del territorio. Mi riferisco, in particolare, al dilagare dei furti con relativa rottura di vetri delle auto parcheggiate nei pressi delle partenze per le varie vette, della denuncia per il mancato ripristino del sentiero del Centenario, alla mancata manutenzione delle vie ferrate del Gran Sasso ed alla proposta di modifiche da apportare al nuovo bivacco Bafile.
Con i più distinti saluti













Capisco la denuncia di certe azioni, ma non l’invito a terzi di occuparsi di un proprio desiderio: può il CAI predisporre delle targhette per tutte le vette d’Italia? Perché non lo fa lo stesso autore, se lo ritiene opportuno? Non siamo tutti chiamati a proteggere e custodire il territorio che viviamo?
Non vedo perche’ sostituire le scritte con delle targhette altrettanto inutili…
A me disturbano di più certe croci o monumenti sacri sulle cime che un sasso con su un nome.
Finché resta un sasso, intendo, non quando diventa un murales!
E mi disturbano parecchio anche certi percorsi ipersegnalati con segnavia da 30×10 cm ogni 15 metri
Questo sarebbe seriamente un problema?
È solo una scritta su una pietra. Piuttosto pensate a salire in montagna senza utilizzare l’automobile, utilizzando mezzi pubblici o altro, questo è un gesto che fa la differenza.
Se siete davvero così radicali nel rispetto dell’ambiente fatelo con coerenza. Perché vedo troppe persone scendere dall’auto, salire in montagna e diventare improvvisamente paladini dell’ambiente.
Si sta perdendo il senso della misura, ci sono anche siti o singoli che hanno aperto una battaglia ideologica contro chi getta la buccia della banana o dell’arancia.
Nel merito preferisco un sasso con una scritta che una targhetta fissata. Il primo se lo trovo lo lancio in un ghiaione, la seconda no.
Geniale. Trekkers di tutto il mondo unitevi, e con un solvente o uno sgrassatore super inquinante andate a ripulire tutti i sassi da quelle deturpanti scritte di vetta. Anzi, sostituiteli con dei piedistalli in cemento e piazzateci sopra una targa in metallo brunito, cosí, poco invasiva e totalmente integrata nell’ambiente, vicino a quelle maravigliose croci.
Mio padre spesso mi ricordava di pensare cinque secondi a quello che si vuole dire, prima di parlare…