L’obbrobrio in vetta al Pollino

L’Associazione Italiana per la Wilderness* (AIW), nella persona di Saverio De Marco, Delegato Regionale AIW Basilicata, ha segnalato per prima questo nuovo attacco all’integrità di una zona integralmente protetta e cuore del Parco nazionale del Pollino.

L’obbrobrio in vetta al Pollino
di Saverio De Marco
guidapollinosaveriodemarco.wordpress.com
Foto di Mimmo Ippolito

La mattina del giorno 21 ottobre 2021 su wathsapp sono girate delle foto che mostrano un mega pannello solare posto nei pressi della cima del Dolcedorme (la vetta più alta del Parco Nazionale del Pollino), come si può rendere conto chiunque conosca bene questa montagna.
Già nei giorni scorsi degli escursionisti erano stati allertati da voli di elicottero che scaricavano materiale vistoso nei pressi della cima del Dolcedorme.


Di fronte agli allarmi legittimi degli escursionisti, associazioni e guide, l’Ente Parco rispondeva con un comunicato sulla sua pagina facebook in cui si parlava di un “piccolo pannello solare” e di telecamere per la videosorveglianza antincendio installate sui resti della vecchia postazione meteo anni ’60, già esistente a Timpa di Valle Piana. Tutto ciò è inesatto perché l’installazione riguarderebbe invece, come si capisce bene dalle foto, i dintorni della cima del Dolcedorme (come era del resto scritto sul progetto del Parco, costo 100.000 euro), guardando verso la cresta est. L’Ente Parco si contraddice? Chiediamo una spiegazione. Ci sembra pertanto fuorviante parlare di “notizie prive di fondamento” come affermato dal Parco, perché nei pressi della cima, in un’area assolutamente integra, effettivamente si sta installando un impianto fotovoltaico. 

21 ottobre 2021 ore 20.56

Il fatto è di una gravità inaudita: si calano dall’alto progetti senza rispetto per la natura integra delle cime, e senza attenzione per chi quei luoghi li ama e li vive, come i tanti escursionisti e alpinisti che le montagne le vogliono conservare “forever wild”, ovvero per sempre selvagge e non imbrattate da cemento e ferraglia di vario tipo. Non c’è nessuna scusante che giustifichi interventi del genere, né l’antincendio né la “messa in sicurezza del territorio”. Un Parco nazionale degno di questo nome avrebbe il dovere di conservare l’integrità paesaggistica e la bellezza della montagna, anche per rispetto delle generazioni future, non di contribuire a svilirla e deturparla…

22 ottobre 2021 ore 11

Il Parco ha giustamente sospeso i lavori dopo le proteste sui social, indicando che presto sarà effettuato un sopralluogo: a parte il fatto che semmai il coinvolgimento della società civile (Guide del Parco, CAI, Soccorso Alpino e associazioni ambientaliste, ecc.) andava fatto PRIMA, i  sopralluoghi previsti non serviranno a nulla se non si smantellerà l’impianto. Si chiede pertanto il RIPRISTINO IMMEDIATO DELLO STATO ORIGINARIO DEI LUOGHI e di riportare il materiale a valle con l’elicottero.

*L’Associazione Italiana per la Wilderness è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con Decreto 28.12.2004 e confermata con Decreto 18.1.2018. E’ Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS). Codice Fiscale: 90003070662 – Segreteria Generale: Via Bonetti 71 . 17013 Murialdo (Savona) – Tel. 019.53545 – Cell. 338.4775072 – segreteriagenerale@wilderness.it.

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