Monumento alla mucca da mungere
(sta sorgendo al Crest in comune di Ayas)
di Marcello Dondeynaz
Con il pretesto di favorire la pastorizia e l’uso della cabinovia nelle mezze stagioni, la società Monterosa S.p.A. sta realizzando – all’arrivo della telecabina Champoluc/Crest e con i soldi dei contribuenti valdostani – un parco giochi a pagamento con scivoli giganti a forma di Fontina, mucca e bidone del latte, destinati a bambini fino a 12 anni.
Si tratta di strutture alte tra i 5 e gli 8 metri, dal costo complessivo di oltre 1 milione di euro. Un investimento colossale che va nella direzione di trasformare sempre di più la montagna in un insieme di attrazioni artificiali a pagamento, causando per di più seri problemi di accesso ai villaggi interessati, in particolare in inverno.
Un vero e proprio monumento alla “mucca da mungere”, rappresentata in questo caso dalle casse pubbliche regionali, utilizzate per finanziare un’opera che appare difficilmente riconducibile alle finalità per le quali era stata approvata la legge regionale di riferimento.
Con una frazione di tale importo si potrebbero, invece, valorizzare tutto l’anno le peculiarità autentiche dei villaggi Walser di Soussun, Crest, Frantze e Cunéaz, anche favorendo l’accesso tramite la telecabina da Champoluc o la funicolare da Frachey, con prolungamenti verso gli altrettanto splendi agglomerati di Résy e Mascognaz.
Se l’obiettivo fosse davvero sostenere la pastorizia, sarebbe opportuno affrontare il progressivo abbandono degli alpeggi della zona, dove le mandrie sono sempre meno numerose e dove molte infrastrutture tradizionali richiedono manutenzione costante. Basti pensare ai rivi di fertirrigazione mantenuti ancora oggi da alcuni alpeggi, come quello di Gavine: con una cifra analoga si potrebbero sostenere decine e decine di aziende d’alpeggio.
Se, invece, si intende promuovere un territorio capace di coniugare turismo e attività agro-pastorali, si potrebbe guardare ad esempi consolidati come il vicino comune savoiardo del Grand-Bornand, che valorizza la cultura alpina attraverso iniziative diffuse, accessibili e integrate nel territorio durante tutto l’anno: https://www.legrandbornand.com/quoi-faire/culture-et-patrimoine/lart-vache/
Nel merito, già in data 11 marzo 2026, come Associazione Ripartire dalle Cime Bianche abbiamo presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti, di cui riportiamo di seguito i passaggi principali:
1. Oggetto della segnalazione
Il presente esposto riguarda la conformità alla Legge regionale Valle d’Aosta n. 6/2018 dei finanziamenti regionali concessi alla società Monterosa S.p.A. per la realizzazione di un parco giochi in località Crest, Comune di Ayas.
2. Quadro normativo – L.R. 6/2018
La L.R. 6/2018 prevede la concessione di contributi in conto capitale e mutui a tasso agevolato per investimenti finalizzati esclusivamente ai complessi funiviari, al fine di conseguire i seguenti obiettivi:
– mantenimento in efficienza delle strutture e dei sistemi facenti parte del complesso funiviario, “da effettuarsi tramite l’ammodernamento di una parte significativa di essi, al fine di mantenere l’offerta sciistica, anche senza modificare apprezzabilmente le potenzialità di trasporto o di sviluppo dell’area sciabile”;
– sviluppo dei complessi funiviari, “sotto il profilo dell’aumento dell’offerta sciistica, in termini di capacità di trasporto o di dimensioni delle aree dedicate allo sci”.
La legge elenca inoltre le tipologie di intervento ammissibili, tra cui:
– realizzazione, miglioramento o rinnovo tecnologico di impianti funiviari;
– strutture e sistemi funzionalmente connessi agli impianti funiviari;
– opere di sicurezza, sistemi antivalanga, segnaletica;
– sistemi di innevamento artificiale;
– ammodernamento del parco mezzi battipista.
3. Finanziamenti concessi
Risulta che la Regione Autonoma Valle d’Aosta abbia concesso a Monterosa S.p.A. finanziamenti pubblici per un importo complessivo pari a € 1.118.385,00, mediante:
– DGR n. 1602 del 29 novembre 2021 (€ 263.000,00);
– Provvedimento dirigenziale n. 8013 del 14 dicembre 2022 (€ 59.385,00);
Provvedimento dirigenziale n. 7280 del 5 dicembre 2024 (€ 796.000,00)
4. Natura dell’intervento finanziato
Dalla relazione tecnica illustrativa emerge che l’intervento consiste in una nuova costruzione permanente assai onerosa e ad alto impatto paesaggistico destinata ad attività ludico-ricreative (parco giochi per bambini), con finalità di destagionalizzazione turistica e incremento dei ricavi.
L’opera:
– non costituisce impianto funiviario;
– non è un ammodernamento o rinnovo tecnologico di impianti funiviari;
– non è funzionalmente necessaria all’esercizio degli impianti di risalita;
– non incide sulla capacità di trasporto né sull’estensione delle aree sciabili.
5. Profili di possibile irregolarità contabile
Alla luce del raffronto tra:
– finalità e tipologie di intervento tassativamente previste dalla L.R. 6/2018;
– oggetto effettivo dell’opera finanziata,

la realizzazione di un parco giochi per bambini con scivoli giganti, pur di possibile interesse turistico come lo potrebbe essere un campo da golf o una discoteca, appare del tutto estranea alle finalità di mantenimento o sviluppo dei complessi funiviari come definite dalla legge.
Ne consegue un possibile scostamento tra il titolo giuridico del finanziamento e la destinazione effettiva della spesa, con potenziale violazione dei principi di:
– vincolo di destinazione della spesa pubblica;
– specialità e tipicità della spesa;
– corretta gestione delle risorse finanziarie regionali.
6. Richiesta alla Corte
Con il presente esposto si chiede alla Corte dei conti di valutare:
– la conformità dei finanziamenti concessi alle previsioni della L.R. 6/2018;
– l’eventuale irregolarità contabile nell’utilizzo di risorse vincolate;
– la possibile sussistenza di profili di danno erariale, ove accertabili.
Confidiamo che la segnalazione venga attentamente valutata.
Diversamente, potremmo presto assistere ad ulteriori iniziative considerate funzionali allo “sviluppo del sistema funiviario” e al “sostegno della pastorizia”:
– una sala giochi con la messa in palio di alcune forme di Fontina, con ingresso riservato ai malcapitati dotati di biglietto di A/R Champoluc-Crest;
– una discoteca a tema bovino, con ingresso riservato ai clienti muniti di corna.




“Pecunia non olet2 (il denaro non puzza, neppure di busa di mucca). Se i politici locali hanno autorizzato queste ridicolaggini carnevalesche è colpa dei cittadini che li hanno votati. Ma molti di questi cittadini sono anche fra i soggetti che prendono gli appalti (o i subappalti) dei vari lavori e quindi incassano i soldi. Così il cerchio si chiude.
Il cambiamento climatico stimola le migliori (?) fantasie destinate all’attrazione turistica per 12 mesi ogni anno. Qua’ e la’ non mancano parchi avventura, ponti tibetani, aero funi ed anche mega funivie panoramiche (con pranzo e/o cena a bordo?), e così via, per ora. Forse noi non ci saremo, ma si vogliono licenziare migliaia di addetti agli impianti sciistici, a neve finita? Le montagne sono lì ad aspettare. Come cento anni fa le migliaia di km. di litorali marini prima delle concessioni alle ‘spiagge private’.
Senza ironia. L’articolo è chiaro anche nel ricordare che la proprietà del territorio montano è pubblica o privata. La tentazione di metterla a reddito è evidente, come già fatto per lo sci in pista: spesa quasi tutta pubblica e fatturato e reddito quasi tutti privati. Come ben sappiamo le Amministrazioni Pubbliche lamentano entrate sempre più insufficienti a coprire le crescenti spese. Dunque la montagna è una possibile risorsa tutta da sviluppare.
Raga, in Dolomiti per farti prendere gli impianti d’estate, sono decenni che si inventano cose simili e oltre. Su certe cime ci sono spiaggette artificiali e le vacche da mungere sono bipedi stressati che necessitano di vacanza.