Bohinj Jezero, il lago di cristallo

Nelle Alpi Giulie Orientali, non distante dalla stazione turistica di Bled, si nasconde un piccolo lago incantato. Secondo un’antica leggenda, lo specchio d’acqua sarebbe l’occhio della Terra.

Bohinj Jezero, il lago di cristallo
di Marco Aime
Foto di Joco Žnidaršič
(pubblicato su Rivista della Montagna n. 127, marzo 1991)

Secondo un’antica leggenda slovena, un dio si ritirò tra le montagne della regione per meditare in silenzio. Trovata finalmente la calma interiore e la pace, dai suoi occhi sgorgò una lacrima, pura come il cristallo. Scivolando lentamente verso valle, la lacrima si allargò tra le montagne sino a formare un lago meraviglioso, che all’alba e al tramonto riluceva come una gemma. Lo specchio d’acqua era in realtà l’occhio della Terra. Di là, gli abitanti del mondo sotterraneo potevano guardare finalmente gli uomini, gli animali e le piante. Il lago della leggenda ha un nome: Bohinj Jezero, e si nasconde tra le cime boscose delle Alpi Giulie orientali, in Slovenia, sotto lo sguardo austero del Triglav.

Bohinj Jezero

Attraverso la bella piana che dal Lago di Bled conduce a Bohinj Jezero, ci si accorge lentamente di entrare in un altro mondo. Lasciate le moderne attrattive turistiche di Bled, ci si addentra in una terra che ha ancora il sapore della montagna vissuta e non si caratterizza solo per la frequentazione dei villeggianti. Le case dal tetto in legno tradiscono l’impronta della cultura tedesca che pervade l’animo della valle e di tutta la Slovenia. I fienili tipici, ricoperti da un esile tettuccio, spiccano solitari quando la prima neve inizia a cadere nella piana del fondovalle, e segnalano la presenza di un mondo contadino ancora vivo e vitale. Anche i campanili aguzzi delle chiese ricordano che l’Austria è a pochi chilometri di distanza. D’inverno le acque del lago si ricoprono di uno strato di ghiaccio dove pattinatori e fondisti possono scivolare tranquillamente, se lo spessore della corazza gelata è sufficiente. Queste preoccupazioni, però, sono di oggi. Gli abitanti della zona concordano sul fatto che un tempo il ghiaccio che ricopriva il lago era più spesso e resistente. La prova è che sulla superficie piatta dello specchio d’acqua venivano fatti addirittura scivolare i grossi tronchi di abete trascinati dai cavalli. Oggi i cavalli vengono ancora impiegati per il trasporto dei tronchi lungo la piana ma raramente, ormai, attraversano il Bohinj Jezero. Per illustrare il piccolo villaggio di Studor, poco distante dalle rive del lago, nulla sarebbe più adatto di un libro di fiabe del bel tempo antico. Dominato dalla ripida parete rocciosa del monte Studor, il villaggio ricorda il lontano medioevo, quando nella zona si stabilirono i primi agricoltori sloveni. Le case in legno e i kozolek, gli essiccatoi per il fieno, si sono conservati magnificamente, al punto che sono stati dichiarati monumenti etnografici nazionali. Stara Fuzina porta ancora nel nome il ricordo dell’intensa attività metallurgica assai viva nella zona fin dall’epoca preromana. Il ferro estratto dalle montagne circostanti veniva fuso e forgiato nel villaggio. Oggi delle fucine tradizionali rimane solo uno sbiadito ricordo: l’ultimo forno è stato chiuso alla fine del secolo XIX.

Bohinj Jezero

Il sentiero che percorre le sponde del lago, attraverso bellissimi boschi di abete, passa accanto alla caratteristica chiesetta di Sv. Duh, Santo Spirito, che spicca, solitaria e bianca, a due passi dal Bohinj Jezero. All’estremità occidentale dello specchio d’acqua un sentiero sale sulla destra del torrente.

Al termine del sentiero, una scalinata in pietra si arrampica sulle rocce di una stretta gola per poi affacciarsi sulla cascata di Savica. Qui nasce la Sava Bohinika che, dopo le sgroppate giovanili, si infila nel grande lago per uscirne dolce, addomesticata e pronta ad attraversare la valle, per continuare poi la sua corsa verso levante. L’acqua, qui, è qualcosa di più di un elemento naturale, indispensabile alla vita dei montanari; nella piana di Bohinj rappresenta una compagna di vita. Sulla riva settentrionale del lago, dopo piogge abbondanti il sentiero è interrotto da un torrente che si getta impetuoso nel Bohinj. Sgorga dalla Grotta di Gović, un’apertura nella roccia dalla quale erompe una cascata intermittente, visibile solo nei periodi di grandi precipitazioni.

Se si prova a raggiungere il centro del Bohinj Jezero, si può tentare di indovinare il luogo in cui si trova il Pod Naklom glava, la testa sotto l’incudine. In questo punto preciso, se si pronuncia una parola ad alta voce, l’eco la ripete per sette volte (la gente del posto afferma che lo sparo di un fucile riecheggia ripetutamente per un lungo intervallo di tempo).

Il suono pare rimbalzare tra le strette pareti dei canaloni che solcano le pendici del Monte Prsivec. I mille segreti che questo lago racchiude e le montagne che lo circondano appaiono sempre meno lontani se si trascorrono alcuni giorni nella piana di Bohinj. Persino attraverso i vetri moderni e luminosi dell’hotel Jezero, nella cui cornice si staglia il profilo della chiesa di San Giovanni, il mondo mantiene quella calma lenta e paziente, tipica dei montanari che vivono della loro terra e con la loro terra.

Bohinj Jezero

A lato, nelle radure tra i boschi che ricoprono i monti attorno al lago, si trovano numerosi insediamenti stagionali dove i pastori salgono in primavera con greggi e mucche.

Prima di uscire dalla stalla, i pastori dispongono sulla soglia una catena. Se gli animali riescono a superarla senza dare segni di irrequietezza, significa che per il pascolo sarà una stagione buona.

Durante i mesi della transumanza, nelle pianure rimangono i contadini. «Se li osservi da lontano, nei campi, da queste parti della Slovenia gli agricoltori non danno l’impressione di faticare e di soffrire, né loro, né le bestie. Sembra che si distanzino dal lavoro che stanno facendo con tutto il loro corpo, di modo che tutto sembra previsto e fissato dall’inizio alla fine… Il lavoro di questa gente appare così facile che potremmo pensare ad un gioco o ad un divertimento, ma appena uno si avvicina e li guarda, si accorge che stanno in un bagno di sudore e che barcollano dalla fatica». Così il grande scrittore Ivo Andric descriveva l’ambiente umano di questa regione.

Ancora oggi gli abitanti di Bohinj raccontano della “peklenska jaga”, la cacciatrice diabolica, un fenomeno luminoso e acustico che appariva all’improvviso, di sera, e paralizzava il malcapitato con lampi spaventosi e ululati. Si dice che luce e fulmini venissero da Komna e corressero attraverso il lago fino a San Giovanni, assumendo a volte le sembianze di una catena infiammata. Chi sentiva arrivare la cacciatrice diabolica, se voleva scampare a un sicuro spavento, doveva gettarsi velocemente in un fosso. «Poi però è arrivata la guerra mondiale» ricordano i più anziani «e le esplosioni ci sono state davvero, peggio della peklenska jaga».

Panorama sul Monte Studor dopo una precoce nevicata autunnale. Foto: Marco Aime.

Camminare a Bohinj
L’accesso. Per raggiungere Bohinj Jezero si possono percorrere due strade. La prima, da Gorizia, segue la valle dell’Isonzo fino a Tolmin per poi deviare a destra per Grahovo fino a Sorica. Di qui una strada di montagna supera un passo a 1200 metri, chiuso d’inverno, per poi scendere nella piana di Bohinj in corrispondenza del paese di Bohinj Bistrica. La seconda, più lunga ma più agevole, passa da Tarvisio e percorre la valle della Sava fino a Bled per poi imboccare la strada che conduce a Bohinj Jezero.

I sentieri. Sono numerosi gli itinerari percorribili nella zona di Bohinj. Ne suggeriamo qualcuno lasciando il resto alla fantasia e alla voglia di esplorare degli escursionisti. Si tratta di camminate divertenti, senza dislivelli eccessivi ma, a dispetto della bassa quota, ci si muove sempre in un ambiente di vera montagna. Tutti i segnali principali sono contrassegnati da un bollino bianco, rosso e blu, per cui è difficile perdere la strada. Per chi volesse poi dedicarsi all’arrampicata, in località Ribcev si trova una bella palestra attrezzata con vie di difficoltà estrema.

Le carte. La zona di Bohinj è perfettamente coperta da una bella carta 1:50.000, Julian Alps east part, pubblicata a Lubiana. Carte dettagliate e guide (purtroppo poche in italiano o inglese) sono reperibili a Bled. In ogni caso, sul posto, sono reperibili cartine della sola zona del lago che riportano i sentieri principali.

Un tratto dell’it. 4 nei pressi di Ustovnika. Il sentiero permette di ammirare stupendi scorci di natura ma anche di conoscere la montagna abitata. Foto: Marco Aime.

Le escursioni
1) -Il giro del lago e la cascata della Savica

Dislivello in salita: 200 m
Tempo: 3 ore
Itinerario facile e suggestivo che permette di cogliere appieno l’atmosfera magica di questi luoghi. Splendidi i colpi d’occhio sullo specchio d’acqua e sulle Alpi Giulie.

Dalle case di Ribčev 530 m, si attraversa il parco antistante l’hotel Jezero e si raggiunge il Pod Skalko, un luogo dedicato alle feste all’aperto, dove si trova una caratteristica casetta in legno che funge da osteria. Superato lo sperone roccioso su cui sono state attrezzate diverse vie di arrampicata, si incontra un bel sentiero che si immette nel bosco di abeti e faggi e prosegue in leggera salita con un andamento parallelo alla sponda del lago.

A circa metà strada, una deviazione sulla destra porta alla bella chiesa di Sv. Duh, sulle rive del lago. Riguadagnato il sentiero, si prosegue nel bosco fino a incontrare la stazione di partenza della funivia del Monte Vogel. Qui si imbocca la stradina che scende a destra e che, superato il cimitero della prima guerra mondiale, conduce all’hotel Zlatorog, nell’abitato di Ukanc. Attraversato il ponte sulla Sava, si imbocca il bel sentiero sulla sinistra che sale lentamente, superando le pendici del Monte Pršivec, fino all’osteria di Dom Savica 660 m. Di qui si seguono le indicazioni per la cascata e si risale la lunga scalinata fino a un ottimo belvedere sul salto d’acqua che precipita in una gola rocciosa.

Si percorre ora a ritroso il cammino dell’andata fino al ponte sulla Sava per poi imboccare il sentiero sulla sinistra, che percorre la sponda settentrionale del lago. Da questa sponda si ammira uno splendido panorama sulle Alpi Giulie. Sulla sinistra del sentiero si trova la cascata di Gović, visibile solo dopo forti precipitazioni. Il sentiero corre quasi al livello dell’acqua fino a raggiungere la chiesa di San Giovanni, nei pressi di Ribčev.

2) – Ribčev 530 m – Stara Fužina 546 m – Studor 589 m-Bohinjska Bistrica 512 m – Brod 515 m – Ribčev

Dislivello: pressoché nullo
Tempo: 4.30 ore

Itinerario circolare che permette di visitare alcuni tra i più caratteristici abitati della zona.

Dalla chiesa di San Giovanni si imbocca la stradina che sale sulla sinistra percorrendo la sponda settentrionale del lago. Giunti alle ultime case, si prende a destra e in breve si raggiunge, attraverso il bosco, l’abitato di Stara Fužina. Prima di superare il ponte sulla Mostnica, si imbocca la stradina che sale sulla sinistra e che conduce all’Hudičev most, il Ponte del Diavolo. Di qui il sentiero passa sopra il castello di Zois per scendere alla chiesetta Sv. Pavel.

Si segue ora la stradina che passa dietro il muro della chiesa e che, in piano, conduce a Studor, il più pittoresco villaggio della zona, monumento etnografico nazionale.

Attraversata la strada asfaltata, si seguita attraverso i prati aggirando le pendici del Monte Rudnica per proseguire nella piana fino a raggiungere Bohinjska Bistrica, il maggiore abitato della zona. Visitato il paesino, si ritorna al crocevia delle strade Savska e Ajdovska. Vicino alla casa con il numero civico 11, si imbocca una stradina che conduce alla strada principale nei pressi del ponte sulla Sava. Superato il fiume, si prosegue sulla destra (evitando un bivio a sinistra) e, in piano, si perviene al villaggio di Brod. Di qui il sentiero prosegue lungo la sponda destra della Sava fino a raggiungere nuovamente Ribcev.

Sv. Duh e un antico portale a Bohinj

3) – Da Stara Fužina al Monte Rudnica

Dislivello: 400 m
Tempo: 2 ore
Breve escursione che consente di raggiungere un punto panoramico di prim’ordine, la sommità del Monte Rudnica.

Da Ribčev si segue la strada per Stara Fužina per pochi minuti fino ad incontrare una stradina sulla destra che porta ad un ponticello di calcestruzzo. Superato il ponte, si prosegue in leggera salita fino ad incontrare un bivio. Il ramo di destra porta alla Cima di Peč 719 m mentre, prendendo a sinistra, ci si innalza nel bosco risalendo le pendici del Rudnica la cui cima (719 m), assai panoramica, si raggiunge dopo un’ora circa di marcia.

Il ritorno si effettua lungo l’itinerario dell’andata.

4) – Da Stara Fužina a Voje e Ustovnika

Dislivello: 600 m
Tempo: 2.30 ore
È l’itinerario più escursionistico tra quelli suggeriti. Permette di vedere interessanti angoli di natura, ma anche la montagna abitata.

Dalla vecchia osteria di Mihivec, nel cuore di Stara Fužina, si prende la strada che sale a sinistra e conduce al castello di Zois e quindi all’Hudičev most.

Superato il ponte, si prende a destra e s prosegue lungo la bellissima gola della Voja, percorsa dal torrente Mostnica. Di tanto in tanto, il sentiero esce dal fitto del bosco e consente di vedere i bellissimi giochi d’acqua che si formano nella gola. La strada sale lentamente fino a sbucare nella vasta radura dove sorgono le case di Voje. Qui si incontra un bivio: il suo ramo di destra attraversa il torrente e inizia a salire in direzione di Ustovnika, altro interessante insediamento alpino. Il sentiero segue per un tratto la sponda del torrente per poi inerpicarsi attraverso il bosco fino alle case, abitate in estate da famiglie di pastori, e in breve si raggiunge il piccolo abitato di Lom. Sempre seguendo la stradina, i cui tornanti si possono evitare con qualche scorciatoia (segni sugli alberi), si arriva a Kamen 1090 m, una piccola piana abitata, posta sotto le pendici del Monte Studor. La strada scende verso Srednja Vas mentre, in corrispondenza di un tornante a sinistra, prima della piana, un sentiero si dirama sulla destra e in breve raggiunge l’Hudičev most per poi scendere a Stara Fužina.

More from Alessandro Gogna
Dieci proposte per i cammini interregionali
di Alberto Conte(pubblicato su movimentolento.net il 21 aprile 2021) L’Associazione Il Movimento...
Read More
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.