(sicurezza sui ghiacciai estivi)
di Carlo Crovella
Nell’ottica di fornire informazioni rilevanti a chi affronta i ghiacciai estivi, si riporta questo interessante dialogo raccolto di recente su Facebook.
Le valanghe estive non sono proprio una rarità. In più, le consistenti precipitazioni tardo-primaverili (specie nel nord-ovest) e la probabile fase di alte temperature confezionano per l’estate 2023 un mix da non sottovalutare del tutto.
Come sempre, occorre ragionare con la testa, modulando le scelte in riferimento all’uscita che si affronta, compresi i dettagli collaterali (compagni, zero termico, pendenza pendii…).
Attenzione a due particolari:
1) L’eccesso di affollamento di itinerari serviti da impianti (come nel Rosa) comporta il rischio che gli smottamenti di neve (anche estivi) siano causati da “altri” e non solo dalla nostra cordata;
2) La normativa vigente, in caso di incidente, potrebbe pesare ex post sui responsabili dell’uscita (l’assenza del kit sicurezza, previsto dalla legge per tutti, comporta la negligenza di chi deve “controllare”…).
Mai abbassare la guardia… anche se oggi alcuni ghiacciai sono davvero affollati!
Post inviato al Gruppo Club4000 su Facebook a fine giugno 2023
“Scusate una domanda: per l’escursionismo estivo su ghiacciaio voi portate anche artva, pala e sonda? Un’interpretazione rigorosa della normativa direbbe che servono. Anche se mi sembra assurdo”.
Risposta (sempre su Facebook) da Club4000
Dipende dalle condizioni: la normativa dice di sì, in relazione al pericolo. In questo momento (fine giugno 2023) c’è tantissima neve, lo zero termico a 4500 e più, se sono su un pendio oltre i 30 gradi nelle ore calde vi è un rischio reale. É anche vero che il sole trasformerà la neve più velocemente che in inverno. Ma tutto questo dipende dalla singola valutazione: esposizione, pendenza, orario, piani di slittamento. A questo link notizie di una valanga sulla Piramide Vincent che non è propriamente ripida! I corsi per aspiranti guida alpina in alta montagna, ne hanno l’obbligo. Bisogna porsi il problema, informarsi e assumersi la responsabilità della propria decisione, anche in relazione ai componenti della cordata e alla conoscenza del percorso.
L’articolo citato:
Valanga sul Monte Rosa, la vittima è un irlandese
Il tragico incidente è avvenuto intorno alle 15.30, poco sopra il rifugio Gnifetti. La massa di neve ha travolto e trascinato a valle i tre alpinisti facendoli finire in un crepaccio.
a cura della Redazione di AostaSera
(pubblicato su aostasera.it il 1 agosto 2014)
E’ un irlandese – Casey Shay, 40 anni – la vittima della valanga caduta ieri sotto la piramide Vincent, nel massiccio del Monte Rosa. L’uomo era legato in cordata con una guida, Dylan Douglas Taylor, di 39 anni, statunitense, rimasto ferito e un alpinista inglese, Neil McDonald, di 45 anni, illeso.
“Stavamo scendendo – ha raccontato all’Ansa McDonald – quando ci siamo trovati davanti una valanga appena caduta. Mentre l’aggiravamo è arrivata giù l’altra. Fortunatamente sono rimasto con la testa fuori e sono riuscito a cavarmela“.
La guida americana si trova ora ricoverato nel reparto di chirurgia d’urgenza, sotto osservazione. Le sue condizioni non sono preoccupanti. L’uomo è assistito dall’equipe di psicologi del Parini di Aosta perché in stato di shock per quanto accaduto. In particolare sembra sia rimasto più di 30 minuti dentro il crepaccio, scavandosi una bolla d’aria.
Il tragico incidente è avvenuto intorno alle 15.30, poco sopra il rifugio Gnifetti. La massa di neve ha travolto e trascinato a valle i tre alpinisti facendoli finire in un crepaccio. A dare l’allarme è stata la cordata che li seguiva, sfiorata dalla stessa valanga.


