Walter Bonatti. I fumetti ritrovati

Walter Bonatti. I fumetti ritrovati
(gli albi originali, le storie inedite, i disegni mai visti)
a cura del Museo Nazionale della Montagna – CAI Torino
(pubblicato su La Rivista del CAI, n. 15, luglio 2025)

Mito dell’alpinismo, esploratore instancabile e narratore capace di trasformare le proprie imprese in storie memorabili, Walter Bonatti affrontò, tra mille avventure, anche quella del racconto e della comunicazione. Un viaggio- forse il suo più lungo e variegato – iniziato con le cronache delle prime ascensioni e proseguito attraverso conferenze, reportage, libri, trasmissioni radiofoniche, documentari, mostre e un’intensa attività fotografica. Per oltre cinquant’anni Bonatti sperimentò molti modi diversi di raccontare se stesso e l’incontro con l’Altro, arrivando anche a “esplorare” il linguaggio del fumetto.

Pubblicato da Solferino (212 pagine, 24,90 euro), il libro sui fumetti dì Walter Bonatti è stato realizzato in un’edizione speciale per la mostra omonima prodotta dal Museomontagna.

A questo tema il Museomontagna – che dal 2016 conserva l’intero archivio dell’alpinista-esploratore – dedica la mostra Walter Bonatti. I fumetti ritrovati, curata da Angelo Ponta. Negli anni Ottanta, conclusa l’esperienza con Epoca, Bonatti pubblicò con l’editore Massimo Baldini alcuni spettacolari libri fotografici (Magia del Monte Bianco, La mia Patagonia, L’ultima Amazzonia). Alla fine di quel decennio fu proprio Baldini, con il quale si era ormai saldato un legame di amicizia, a proporgli di trasporre in fumetto le sue avventure. Il progetto venne affidato a sceneggiatori esperti come Mario Gomboli e Alfredo Castelli (e in seguito Giorgio Pelizzari), e a un disegnatore del calibro di Enea Riboldi, presto affiancato da Pasquale Del Vecchio e altri giovani promettenti autori. L’obiettivo era quello di creare una vera e propria collana, capace di raccontare in modo diverso le imprese di Bonatti e di rivolgersi a un pubblico nuovo, giovane, che forse non conosceva ancora quelle sue straordinarie avventure.

La copertina del primo degli albi di Moby Dick dedicati a Bonatti, sulle sue avventure nel Grande Nord americano. Disegni di Enea Riboldì e testi dì Bonatti. Archivio Walter Bonatti, Centro Documentazione Museomontagna.

Fu un lavoro al quale Bonatti si dedicò con la precisione e il rigore che lo caratterizzavano, a stretto contatto con gli sceneggiatori e i disegnatori, selezionando appunti, mappe, fotografie e ritagli di giornale capaci di ispirare e guidare testi e tavole, il primo albo (maggio 1992) fu Solitario sullo Yukon, seguito due mesi dopo da Nel cuore dell’Africa, che purtroppo segnò anche la fine della breve avventura. Nonostante i molti episodi messi in cantiere, infatti, nessun altro albo vedrà la luce: la crisi del mercato dei fumetti, i numerosi problemi distributivi, e perfino un incidente occorso in quei mesi allo stesso Bonatti, resero impossibile la prosecuzione del lavoro.

Illustrazione di Enea Riboldi ispirata alle avventure di Bonatti sull’isola dì Nuku Hiva, sulle tracce di Melville. Archivio Walter Bonatti, Centro Documentazione Museomontagna.

È quindi una vera riscoperta quella proposta dal libro (contenente anche la ristampa dei due albi) edito da Solferino contestualmente alla mostra del Museomontagna, che guida il visitatore dietro le quinte dell’esperienza di Bonatti alle prese con un linguaggio per lui “inesplorato”, uno strumento espressivo sospeso tra rigore del racconto e libertà immaginativa, tra realtà e fantasia. Attraverso appunti, schizzi a matita, splendide e colorate tavole originali o semplici fotocopie in bianco e nero, fotografie, sceneggiature inedite, materiali preparatori e documentari, nelle sale del Museo prende forma un atlante dei sogni di Bonatti (e nostri). Tra i progetti mai pubblicati troviamo l’avventura africana Tra i coccodrilli del Nilo, un abbozzo di esplorazione subacquea nel Mar dei Caraibi e la tragedia del Pilone Centrale, storia alla quale Bonatti teneva moltissimo e per la quale aveva selezionato un gran numero di diapositive, stampe e ritagli per accompagnare i disegnatori (e poi i lettori) fin nei più minuti dettagli di quella vicenda, i materiali, provenienti dall’Archivio Bonatti e da quello personale di Enea Riboldi, compongono quindi un racconto visivo affascinante, in cui dallo Yukon al Nilo, dalle Alpi all’Africa, tra orsi, varani e barracuda, rivivono luoghi ed emozioni di un’esistenza straordinaria ancora capace, e in forme ogni volta inattese, di far volare la nostra fantasia.

La mostra sarà visitabile dal 18 luglio 2025 all’11 gennaio 2026. Dal 5 luglio al 28 settembre 2025 un’esposizione dedicata alla vita di Bonatti e realizzata dal Museo sarà ospitata dalla Casa Alpina IREN di Cerasole Reale, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.

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