Ha ancora senso, nel 2023, realizzare nuove funivie?

Prendiamo spunto dalla recentissima inaugurazione (1 luglio 2023) della malaugurata funivia “più alta delle Alpi”, della quale abbiamo parlato in un post di GognaBlog del 5 giugno 2023, per concentrarci sugli altri numerosi pericoli che minacciano le aree alpine e appenniniche rimaste integre: lo scorso 9 marzo 2023 è stato depositato in Provincia a Pistoia lo Studio di fattibilità dell’impianto funiviario Doganaccia-Corno alle Scale. Il costo previsto del progetto è, ad oggi, di circa 15.700.000 euro. Per esprimere la contrarietà al progetto della nuova funivia, domenica 18 giugno 2023 è stata organizzata la manifestazione Quale sviluppo per la montagna – No alla nuova Funivia Doganaccia Corno Alle Scale.

Ha ancora senso, nel 2023, realizzare nuove funivie?
di Pietro Lacasella
(pubblicato su loscarpone.cai.it il 15 giugno 2023)

Un fulmine a ciel sereno! Quando ormai tutto lasciava pensare che la realizzazione dell’impianto funiviario Doganaccia-Corno alle Scale fosse un’idea ormai sbiadita e destinata a rimanere tale, il 9 marzo 2023 è stato depositato in Provincia, a Pistoia, lo Studio di fattibilità.

Si vuole procedere, quindi.  Si vuole offrire una veste concreta a quell’idea, nata nel 2016 e rafforzatasi nel 2017, grazie a un accordo di programma sottoscritto fra il Governo Renzi, la Regione Emilia Romagna (Stefano Bonaccini) e la Regione Toscana (Enrico Rossi) per “il sostegno e la promozione congiunta degli impianti sciistici della montagna tosco-emiliano romagnola”.

L’obiettivo è dunque quello di potenziare le stazioni sciistiche a cavallo dell’Appennino fra la Doganaccia (Toscana) e il Corno alle Scale (Emilia) con la costruzione di nuovi impianti a fune su entrambi i versanti.

Il costo previsto del progetto è, ad oggi, di circa 15.700.000 euro: 5,7 milioni a carico dello Stato e 10 milioni a carico della Regione Toscana.

Alla Doganaccia è da anni esistente e funzionante la funivia Cutigliano-Doganaccia (cabinovia da 45 posti 660 persone all’ora); e la funivia Doganaccia-Croce Arcana (oggi in fase di ammodernamento per un milione e 500 mila euro, lavori già in corso).

Stiamo dunque parlando di un’operazione finalizzata per avvicinare la Doganaccia al Lago Scaffaiolo, ma anche e soprattutto ad ampliare l’offerta, donando all’area un aspetto sciisticamente più seducente, capace di stimolare l’interesse degli appassionati dello slalom sulle lamine.

Lago Scaffaiolo – ©Stefano Marini

Ma ha ancora senso, nel 2023, puntare su questo tipo di offerta turistica? 
È la domanda che si pongono gli organizzatori della manifestazione Quale sviluppo per la montagna – No alla nuova Funivia Doganaccia Corno Alle Scale, che si è tenuta domenica 18 giugno 2023, per esprimere la contrarietà al progetto della nuova funivia, ma anche per provare a individuare una pianificazione territoriale alternativa per l’Appennino, una pianificazione meno invadente e più rispettosa delle esigenze ambientali e sociali del presente.

Ha ancora senso, quindi, rafforzare questo tipo di offerta turistica in un’epoca profondamente segnata dai cambiamenti climatici?

L’industria sciistica è un settore estremamente vulnerabile all’aumento delle temperature perché questo innalzamento mette in discussione modelli fino a pochi anni fa considerati vincenti e replicabili all’infinito: nel tempo e nello spazio.

Con una quota-neve di anno in anno più elevata e con inverni sempre più brevi, nei prossimi anni sarà più difficile riuscire a sciare e, di conseguenza, molte stazioni sciistiche rischiano di chiudere.

A dire la verità, come riportato dal report di Legambiente Nevediversa2023, diverse stanno già chiudendo: «Nella Penisola nel 2023 sono aumentati sia gli “impianti dismessi” toccando quota 249, sia quelli “temporaneamente chiusi” – sono 138 – sia quelli sottoposti ad “accanimento terapeutico”, ossia quelli che sopravvivono grazie a forti iniezioni di denaro pubblico, e che nel 2023 sono arrivati a quota 181».

Inoltre in Italia possiamo vantare quasi 6.000 chilometri di piste da sci. Tantissimi: 6.000 km è la distanza che separa Capo Nord da Palermo, passando per Bruxelles.

Per offrirvi un altro termine di paragone i chilometri di autostrade, sempre nella Penisola, sono circa 7.000. Il report sopracitato ci spiega che il 90% di questi 6.000 chilometri di piste viene innevato artificialmente.

Questo processo di innevamento artificiale è particolarmente vorace di energia che in Italia viene in buona parte ricavata dai combustibili fossili. Combustibili fossili che, come ormai tutti sappiamo, sono la principale causa dell’innalzamento delle temperature, che, a sua volta, sta provocando una diminuzione delle precipitazioni nevose.

Un circolo drammaticamente vizioso.

Ma le nostre montagne possono, oggi, fare a meno di questa importante economia? Nell’immediato ovviamente no.

Bisognerebbe tuttavia provare a differenziare l’offerta, ricalibrandola sui nuovi scenari aperti dai cambiamenti climatici, ma è soprattutto necessario accontentarsi del patrimonio sciistico di cui già possiamo godere, senza investire ulteriori risorse economiche (spesso pubbliche) e ambientali per ampliare un settore che, a detta della maggior parte degli studiosi, ha gli inverni contati.

Locandina manifestazione 18 giugno

Adesioni raccolte: le primissime associazioni firmatarie
LEGAMBIENTE Circolo di Pistoia, il Presidente Antonio Sessa
WWF Pistoia e Prato – il consigliere Marco Beneforti
CAI Gruppo regionale TOSCANA – Il Presidente Giancarlo Tellini
CAI Gruppo regionale TOSCANA – La Vicepresidente Benedetta Barsi
CAI CRTAM Toscana – Il Presidente Mauro Chessa
Per la FOCOLACCIA CAI Lucca – Il Presidente pro-tempore Roberto Cagnacci
CAI Maresca Montagna Pistoiese – Il Presidente Alessandro Bini
CAI Pistoia – Il Presidente Franco Bertini
CAI Prato – Luca Serra- ORTAM (operatore regionale tutela ambiente montano)
CAI Firenze – Giovanni Berti – ORTAM (operatore regionale tutela ambiente montano)
CAI Pescia – Lorenzo Niccoli
CAI Pisa – Vitaliano Gaglianese
GRUPPO TREKKING PEGASO – Bagni di Lucca – Aldo Lanini
ASSOCIAZIONE VALLELUNE – San Marcello Pistoiese – La Presidente Claudia Mignone
TREKKING ITALIA Sez. Toscana – Patrizia Contini
ITALIA NOSTRA – SEZ. VALDINIEVOLE e GRUPPO PISTOIESE – Il Presidente Italo Mariotti
COMITATO “Un altro Appennino è possibile” – Vittorio Monzoni
NUOTO MONTAGNA PISTOIESE – Alessandro Gigli
LIPU PISTOIA – La delegata Laura Bonanno
JURASSIC BIKE – Bagni di Lucca – Michele Viviani
ITALIA NOSTRA FIRENZE- Il Presidente Leonardo Rombai

Adesioni raccolte: i primissimi firmatari singoli
Marcello Pagliai – Scrittore-Agronomo-Accademico dei Georgofili
Leonardo Rombai – Già Professore ordinario di Geografia all’Università degli Studi di Firenze
Samuele Pesce – Legambiente
Francesca Tedeschi – Legambiente
Elena Puccini – Legambiente
Laura Bonanno – Lipu
Vania Cinotti – Legambiente
Manuela Geri – CAI Maresca
Piero Giovannelli – Legambiente
Francesco Sabatini – Legambiente
Sabrina Filoni – CAI Maresca
Isabella Corrao – Legambiente
Guido Mannori – CAI Maresca
Paolo Tesi – Legambiente
Luciano Tognelli – Legambiente
Lucia Bonacchi – Legambiente
Pia Benedetti – Cammino di San Bartolomeo
Giulia Fiori – Legambiente
Giovanna Scuffi – Legambiente
Lorenzo Cristofani – Legambiente
Alessandro Maionchi – Legambiente
Barbara Lunghi – Legambiente
Rossella Bartoletti – Legambiente
Ginevra Lombardi – Legambiente
Gabriele Buccino – Vallelune

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2 Comments

  1. says: Gianfranco

    L’essere “umano”, 🪙💸💰💳, la motivazione la trova e la inculcherà come vangelo sempre!!!!.
    A questo tema mi è ritornato a memoria uno slogan degli anni 80. Che, ….
    Luisa si alza presto e và via presto, e non…………..🤔😱🤷🏻‍♂️🤷🏻‍♂️👏👏👏👏👏👏

  2. says: Alberto Benassi

    Le piste da sci senza più neve, verranno sostituite dal turismo con le E-Bike?
    Qualcuno che ci pensa già e vede e provvede…??

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