Il movimento delle donne solitarie

di Emanuela Provera
(pubblicato su camoscibianchi.wordpress.com il 15 agosto 2021)

Le solitarie sono tutt’altro che solitudini.
Mi sono chiesta che cosa spinge alcune donne a viaggiare sole, ad affrontare lunghi o brevi tragitti da sole, per raggiungere un ostello collocato nel vallone dell’alta Valpelline e che oramai per me è diventato un luogo vitale, questo qui sotto (foto), di cui per ora non faccio il nome perché ne sono gelosa.

È qui che pernotto quando raggiungo da sola la #valpelline, ed è solo qui che ho sempre incontrato donne [single, sposate, fidanzate, vedove, giovani o adulte] solitarie ma – come me e al contrario di quanto si possa credere – aperte ad esperienze di umanità, incontri, condivisioni, segreti. È sbagliato pensare che una donna viaggia sola perché asociale o in cerca di isolamento. Dopo aver preparato il proprio letto e l’abbigliamento adatto all’escursione del giorno dopo, fuori dallo zaino [a volte si va a dormire vestite perché ci si alza che è ancora buio ed è conveniente essere già pronte per partire senza ritardi] ci raccontiamo le nostre vite con poche parole perché bisogna dormire, riposare; vanno recuperate le forze.

Io avvocato e tu? Io senza lavoro da dieci giorni. Sposata, e tu? Io fidanzata e con due figli. Anch’io ho una figlia, che nonostante tutto, mi somiglia tanto. Where are you from? I’m from Holland, and you? I was born in Beirut, I’m studying in London.

Emanuela Provera

La Valpelline, aspra, selvaggia e poco bucolica ben si adatta a questa esperienza, e ancor di più il comune di Bionaz (nel quale si trova l’ostello) il terzo della Valle d’Aosta per estensione, tanto da comprendere 21 villaggi di cui Plan-de-Veyne 1600 m che è il capoluogo. Un gioiello:

Plan-de_Veyne

Il motivo per cui abbiamo deciso di viaggiare da sole ci è molto chiaro, non serve spiegare, ci sentiamo unite e solidali, ci dà forza sapere che altre donne lo hanno fatto, e continueranno a cercare nella fatica di una ascensione o nella ripetizione di un passo dietro l’altro, nuove risposte, anche quelle che non cerchiamo. Prima dell’alba ci salutiamo e ciascuna parte per la propria escursione da sola o in compagnia. È così che accade, e lo sarà sempre di più, ogni tanto bisogna fare lo zaino e partire. È tutto molto semplice.
Il gestore dell’ostello si chiama Darles, un nome originale, una persona sorridente e disponibile, che subito dopo aver rilevato l’attività dell’ostello si è trovato a dover affrontare il lockdown. Ma il più delle volte questa è la vita. Un casino bellissimo.

Il movimento delle donne che viaggiano da sole è già iniziato, se vuoi aderire scrivici e raccontaci la tua esperienza. Per contattarmi: donnadrusilla@gmail.com. Sul sito http://it.gravatar.com/donnadrusilla si trovano altre informazioni.

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1 Comment

  1. says: Angela

    Finché si continua a scrivere articoli e soprattutto a pensare che sia straordinario , che una donna cammina da sola, non andremo da nessuna parte. Mi domando perché viene considerato così straordinario che una donna cammina da sola . Se non vogliamo essere considerate , ” inferiori” bisogna essere le prime a non sentirci tali. Il tema dell’articolo dovrebbe essere : il movimento dei camminatori solitari, non delle donne.

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