L’estate è sinonimo di barbecue, una vera e propria tradizione. Tuttavia è importante considerare l’impatto energetico di queste grigliate, valutando i consumi e le scelte più sostenibili tra barbecue a gas, elettrici e a carbonella, oltre ad altre pratiche ecologiche consigliate.
L’impatto energetico del barbecue
(il reale costo delle grigliate estive)
di Emma Martin
Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/barbecue-impatto-energetico/
Barbecue a gas: consumi e impatto energetico
Il barbecue a gas è una delle scelte più comuni per le grigliate estive. Tuttavia, il suo utilizzo può influire significativamente sui consumi energetici domestici. Un barbecue a gas di medie dimensioni può consumare 25-30 kWh per un gruppo di 15/20 persone (circa 2-2,5 kg di gas).
Ecco alcuni suggerimenti per ottenere il massimo dal tuo barbecue a gas e, al contempo, prevenire gli sprechi.
- usare un regolatore di pressione: aiuta a evitare sprechi e a mantenere il consumo di gas sotto controllo;
- gestione dei bruciatori: spegnere quelli non necessari durante la cottura;
- verificare le valvole: assicurarsi che a fine cottura il barbecue sia realmente spento;
- chiudere il gas poco prima di terminare la cottura: utilizzare il calore residuo e non disperderlo inutilmente.
Barbecue elettrico: un’alternativa sostenibile?
Il barbecue elettrico rappresenta un’alternativa pratica e pulita, ideale per chi griglia in spazi ridotti o in zone urbane. Anche se l’impatto ambientale è ridotto grazie all’assenza di fumi, è essenziale considerare i costi energetici a lungo termine e la gestione efficiente dei tempi di cottura. Il consumo di energia elettrica, infatti, si aggira sui 12-24 kWh per una sessione di barbecue per 15/20 persone.
Ecco alcuni pro e contro di un barbecue elettrico:
- vantaggi: nessuna emissione di fumi, facilità di trasporto, facilità d’uso, tempi di attesa minimi, maggior sicurezza e pulizia;
- svantaggi: consumi elevati se usato a lungo, dimensioni meno adatte a grandi gruppi.
Barbecue a carbonella: tradizione vs efficienza energetica
Il barbecue a carbonella è il simbolo delle grigliate all’aperto, offrendo un sapore unico agli alimenti grazie alla cottura a fuoco vivo. Tuttavia, dal punto di vista energetico, è la scelta meno efficiente, con consumi tra i 10-15 kg di carbonella per una sessione di barbecue per 15/20 persone. La produzione di calore con la carbonella richiede più tempo e risorse rispetto ai barbecue a gas o elettrici, causando un impatto ambientale maggiore a causa del consumo di materiali e delle emissioni di CO2.
Per un uso più efficiente della carbonella, segui questi consigli:
- usa carbonella di alta qualità, che brucia più lentamente e produce meno fumi;
- accendi solo la quantità necessaria per evitare sprechi;
- utilizza metodi di accensione sostenibili, ad esempio evita accendini chimici.
Ottimizzare l’impatto energetico delle grigliate estive
Indipendentemente dal tipo di barbecue scelto, ci sono diverse strategie per ridurre l’impatto energetico delle grigliate estive. Tuttavia, prima di approfondire ulteriori consigli, ecco un confronto sui consumi energetici delle principali tipologie di barbecue e una stima dei relativi costi per una grigliata media di 15/20 persone, basata sul costo medio dell’energia elettrica in Italia.
Se ti stai orientando verso soluzioni energetiche più sostenibili, considera l’installazione di pannelli solari per alimentare il tuo barbecue, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale
Adottare un approccio consapevole alle grigliate non si limita alla scelta del barbecue: esistono ulteriori pratiche ecologiche che possono ridurre l’impatto ambientale, senza rinunciare al gusto e al divertimento della grigliata, come l’utilizzo di stoviglie biodegradabili, cibi locali e di stagione e la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti.
Integrando questi suggerimenti, potrai goderti la festa sapendo di aver contribuito a un futuro più sostenibile.



Perversioni.
Ottimo esempio di come non si fa informazione tecnico-scientifica, usando unità di misura non omogenee e riportando tutto a al costo d’acquisto, si banalizza tutto e si arriva a qualunque conclusione.
Se si introducesse nel bilancio per esempio il fabbisogno di gas necessario a produrre l’energia elettrica i risultati sarebbero un po’ differenti…
Per poter provare a fare un paragone comunque bisognerebbe stimare l’emissione totale di CO2 emessa da una grigliata a gas o elettrica e quella di 10-15kg di carbonella.
In ogni caso la grigliata migliore si ottiene con fuoco o brace di legna e se l’hai raccolta tu l’emissione di CO2 è zero (non so se è permesso)
Matteo, in realtà 10 kg di legna che brucia emettono circa 18 kg di CO2. Sempre inferiori in ogni caso ai 100 kg di CO2 che derivano dal consumo di 7/8 kg di carne di maiale per la grigliata. Quindi non capisco dove stia la sostenibilità promessa nella premessa.
Ho un vecchio barbecue a uranio arricchito, regolo la temperatura con delle barre di moderazione di cadmio e indio. Me l’hanno regalato degli amici USA quando hanno sciolto il progetto Manhattan.
Lo tiro fuori tutte le estati.
Certo Luciano che bruciare legna produce CO2, però è CO2 già presente nel ciclo del carbonio attuale, quindi l’influsso globale è nullo (in realtà solo quasi, ma lasciamo perdere l’entropia…), mentre la CO2 prodotta dalla combustione di combustibili fossili proviene da carbonio sequestrato mille mila anni fa al bilancio, quindi influisce pesantemente
Bello l’articolo e ancor di più i commenti, come spesso accade su questo blog.
Per conteggiare tutta la CO2 varrebbe allora la pena conteggiare anche quella emessa delle auto dei partecipanti, e quella emessa per produrre il cibo che si va a grigliare.
Certo Gastrolliogica, ovviamente.
Ma, come sempre, da qualche parte devi pur partire e per analizzare un fenomeno complesso e cercare di descriverlo numericamente si cerca di individuare gli insiemi che lo compongono e che dipendano da un numero minore (e meglio gestibile) di variabili per analizzarli, con l’ovvio sottointeso “a parità di altre condizioni”.
Per analizzare ed esemplificare l’impatto climatico del comportamento umano anche una grigliata va benissimo. E il primo passo logico è in effetti analizzare il combustibile usato.
Poi si fa il passo successivo e si analizzano le altre condizioni (tipo di carne, distanza percorsa dai partecipanti, tipo e quantità delle bevande consumate, ecc.).
Peraltro analizzare le grigliate ferragostane non significa affatto sostenere che abbiano un impatto significativo nel mutamento climatico, ma credo sia utile per comprendere che il problema non è solo auto elettrica-benzina
Mi risulta difficile coniugare un futuro più sostenibile con le stoviglie biodegradabili.