Per tre volte sulle piste da sci in elicottero

Il 14 aprile 2025 nell’articolo Il parcheggio dell’elicottero sulla pista davamo notizia di questo fattaccio “peggio che l’eliski”. Alla luce degli esiti processuali, oggi riprendiamo la vicenda in cui è coinvolto l’industriale bresciano Giorgio Bortolo Oliva, perché il tribunale amministrativo del Lazio cui aveva fatto ricorso ribadisce la correttezza della decisione dell’Enac presa a fine dicembre 2025.

Per tre volte sulle piste da sci in elicottero
(Non ho tempo a disposizione, ero di fretta e volevo sciare”)
di Pietro Gorlani
(pubblicato su brescia.corriere.it il 17 marzo 2026)

Atterrando con il suo elicottero nei pressi delle piste da sci ha determinato «un grave pregiudizio per la sicurezza della navigazione aerea e per l’incolumità delle persone». Con questa motivazione il 16 marzo 2026 il Tar del Lazio ha confermato la sospensione della licenza di volo all’imprenditore bresciano Giorgio Bortolo Oliva, 66 anni. Il tribunale ha respinto il ricorso d’urgenza con cui Oliva chiedeva di sospendere gli effetti del provvedimento Enac del 29 dicembre 2025che aveva disposto la sospensione cautelativa della licenza di pilota proprio per le ripetute manovre non autorizzate sulle piste da sci.

L’elicottero di Giorgio Bortolo Oliva

Il tribunale ha condiviso in pieno le motivazioni dell’Ente nazionale per l’aviazione civile: le condotte reiterate documentate in almeno tre episodi tra aprile e dicembre 2025– configurano un rischio concreto per la sicurezza del volo e per le persone a terra. «Attenersi alle procedure operative di decollo e atterraggio non è solo un requisito imprescindibile per la sicurezza, ma ancheun segno di responsabilità civile e di attenzione per il contesto in cui si vola», ha commentato il presidente Enac Pierluigi Di Palma accogliendo con soddisfazione la pronuncia.

La storia inizia l’11 aprile 2025 a Madonna di Campiglio. Durante un controllo sulle piste del Grostè, i carabinieri-forestali intercettano un elicottero che atterra direttamente accanto alle piste, sopra i 1600 metri. Oliva scende, si cambia e parte per la discesa. «Lavoro tanto, volevo sciare senza perdere tempo» spiega agli agenti. Risultato: multa da 2.000 euro per atterraggio non autorizzato e apertura di un fascicolo all’Enac.

Otto mesi dopo, il 13 dicembre 2025, stesso copione più vicino a casa: l’atterraggio in una zona fuori pista del comprensorio Maniva Ski, a Bagolino. I carabinieri lo fermano mentre sciava; ha i documenti in regola, ma nessuna autorizzazione specifica per l’atterraggio. Oliva ripete: «Non ho tempo a disposizione, ero di fretta e volevo sciare».

Il 28 dicembre 2025, ennesimo episodio al Maniva. Stavolta Oliva sostiene di aver atterrato in un’area privata esterna alle piste, con autorizzazioni necessarie per una piazzola. Un video virale su Instagram (e rilanciato da Orgoglio Bresciano) immortala la manovra. Su Facebook l’imprenditore si difende: il veivolo non ha toccato zone sciistiche né ha messo a rischio nessuno e smentisce frasi del tipo «pago le multe e faccio quello che mi pare», denunciando le tante minacce ricevute.

Per l’Enac però è la goccia che fa traboccare il vaso della pazienza e il 29 dicembre 2025 scatta la sospensione d’urgenza della sua licenza di volo. Oliva impugna il provvedimento al Tar, che gli dà torto. Chissà che non decida di rivolgersi al Consiglio di Stato. 

A Odolo, paese natale e sede dell’Olifer srl (azienda di famiglia), la comunità ha sempre fatto quadrato a difesa di Oliva, come dimostrato da un reportage del Corriere: «È una bravissima persona, generosa, ha dato lavoro a tanti». In paese ricordano anche che Oliva fu coinvolto nella tragedia del 25 ottobre 2020: pilotava il Robinson R44 precipitato sul Monte Rosa a Cervinia, con a bordo l’amico Alfredo Buda (morto); patteggiò otto mesi per omicidio colposo nel 2023, pena sospesa. «Ci stette malissimo», dicono i compaesani.

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