Sulle orme di Pavese e Fenoglio

Fra le Langhe e il Roero si sviluppa un cammino di 130 chilometri che attraversa undici comuni ciascuno con le proprie storie, sapori e paesaggi. Una proposta di primavera per riscoprire noi stessi e chi ci sta accanto.

Sulle orme di Pavese e Fenoglio
(il dolce abbraccio della Strada Romantica)
di Marina Maffei *
(pubblicato su saperambiente.it il 28 aprile 2025

Il bello di perdersi, l’emozione di ritrovarsi. Lo promette la Strada Romantica delle Langhe e del Roero, un percorso turistico di strade panoramiche che si estendono per 130 chilometri in uno dei più affascinanti territori del Piemonte.

Il Sentiero dei mughetti, nell’alta valle Belbo. Foto: Terreealte.it.
Foto: Strada Romantica.

Mete di primavera
La strada si sviluppa lungo 130 chilometri di strade panoramiche, toccando undici comuni e offrendo numerosissimi spunti letterari, paesaggi ed enogastronomia. Il percorso inizia a Vezza d’Alba e prosegue attraverso Magliano Alfieri, Neive, Treiso, Trezzo Tinella, Benevello, Sinio, Cissone, Murazzano, Mombarcaro e Camerana.

Molti di questi paesi sono gli stessi che nei decenni hanno dato vita e ispirazione a Cesare Pavese, tra i poeti più importanti del Novecento italiano, che queste colline ha consegnato all’immaginario di milioni di lettori.

Terre d’autore
Nelle Langhe e nel Roero si ritrova anche il cuore della scrittura di Beppe Fenoglio, altro gigante della letteratura piemontese, che ha raccontato con passione la Resistenza e la lotta contadina. In uno dei suoi romanzi più toccanti, Una questione privata, Treiso ha un ruolo di primo piano. E ancora, questa terra è protagonista negli scritti di un autore in parte dimenticato come Giovanni Arpino, come in quelli di Maria Tarditi, che ne ha fotografato in pagine commoventi la povertà assoluta che, nemmeno un secolo fa, regnava sovrana.

Percorrere la Strada diventa quindi un’esperienza che, come un libro, invita a fermarsi e riflettere su ciò che ci circonda, su ciò che si è vissuto e su ciò che si può ancora scoprire. E ogni passo lungo il percorso diventa un incontro con la storia, la cultura e le parole di chi ha saputo raccontare questo angolo di Piemonte con il cuore e con la penna.

Libri da portare

Cesare Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, Einaudi 2014

Beppe Fenoglio, Una questione privata, Einaudi 2022
Giovanni Arpino, L’ombra delle colline, Lindau 2016
Maria Tarditi, Vestivamo alla poveraccia, Araba Fenice 2023

Alberi parlanti e panchine per due
Ogni tappa, legata a un particolare tema, permette di declinare l’universo culturale e paesaggistico del territorio raccontandone l’anima poetica. Gli undici punti panoramici, nei comuni attraversati, diventano luoghi di sosta e osservazione. A individuarli, la “panca romantica”, dove eventualmente sedersi in coppia (ma non guasta una solitudine silenziosa: anzi è perfino più coerente con la contemplazione di questi luoghi, NdR), e la presenza dell’evocativo albero parlante, che affida alle sue foglie il racconto del territorio attraverso brani letterari.

Il panorama dalla tappa di Sinio. Foto: Strada Romantica.

Tartufi, castelli e un’incredibile vista sul mare
Partendo da Vezza d’Alba, le prime suggestioni che regala la Strada Romantica sono legate al tartufo, ai cibi e ai sapori, punto forte indiscusso di un territorio che grazie al celebre tartufo bianco d’Alba è famoso in tutto il mondo.

A Magliano Alfieri il riferimento corre ai castelli di Langa e Roero, intorno ai quali ruota la giostra di aneddoti e racconti delle famiglie nobili che li hanno abitati.

Neive, immersa tra le vigne, richiama i vini, invece Treiso con le sue rocche la Resistenza, Trezzo Tinella il legame tra Alpi e colline.

A Benevello ci si immerge invece nel bosco di Langa, a Sinio nelle storie di Langa dentro il teatro delle colline, mentre a Cissone si ricorda la fatica del lavoro e della vita domestica dei contadini.

Murazzano richiama le tradizioni di Langa, Mombarcaro il mare, che nelle giornata più limpide si può scorgere: con le sue onde popolava i sogni dei bambini ma per qualcuno diventò l’oceano della “Merica”, da raggiungere in cerca di fortuna.

A Camerana, infine, ci si lascia incantare dai fiori e dalle orchidee.

Castello di Benevello (CN). Foto: Wikipedia.
Vista su Cissone (CN). Foto: Wikipedia.
Il panorama da Mombarcaro (CN). Foto: Langhe.net.
Magliano Alfieri (CN). Foto: Wikipedia.

Il riconoscimento Unesco
Percorrendo la Strada Romantica, non solo ci si nutre della bellezza dei luoghi, ma anche delle tradizioni che sono il cuore pulsante di questo territorio, fregiato, con il vicino Monferrato, del riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità Unesco per i paesaggi vitivinicoli.

E per chi programma una gita, il coupon “Romantica” offre l’occasione per vivere il San Valentino tutto l’anno fino al 30 dicembre 2025 con offerte in una serie di strutture convenzionate.

Foto: Strada Romantica.

Alla scoperta del Roero
Se le Langhe sono ormai celebri in tutto il mondo, tra gourmet, wine lovers, appassionati di arte e natura, il Roero, sulla sinistra idrografica del fiume Tanaro (mentre le Langhe sono sulla destra), merita di essere esplorato per il suo fascino riservato e la forte identità culturale. Il nome deriva dall’omonima famiglia, che possiede da sette secoli il castello di Monticello d’Alba, a pochi chilometri da Vezza d’Alba, punto di inizio della Strada Romantica delle Langhe e del Roero.

Il paesaggio del Roero da Magliano Alfieri (CN). Foto: Strada Romantica.

Dentro il maniero
Una visita al maniero, e soprattutto al suo grande parco, appena rinnovato, è un buon modo per immergersi nella storia e nella bellezza. A inizio Ottocento, infatti, il paesaggista prussiano Xavier Kurten, che gravitava sulla corte sabauda ed era conteso dai nobili di tutto il regno, venne chiamato dai conti Roero per ripensare gli spazi esterni dell’antica fortezza medievale, nel tempo trasformati in dimora signorile di campagna. Kurten immaginò un parco romantico all’inglese con 250 essenze arboree diverse. Fu il giardiniere Giuseppe Mina, sotto la guida di Marcellino Roda, a trasformare il sogno in realtà.

Monticello d’Alba, i conti Roero. Foto: Strada Romantica.

Marina Maffei *
Giornalista e cacciatrice di storie, ha fatto delle sue passioni il suo mestiere. Scrive dai tempi del liceo. Lì è nata una scintilla che l’ha accompagnata durante l’università, mentre frequentava la facoltà di Giurisprudenza, e negli anni successivi, fino a quando ha deciso di fare del giornalismo un lavoro a tempo pieno. La curiosità è la sua bussola ed oggi punta sui nuovi processi di comunicazione. Responsabile dell’ufficio stampa di una prestigiosa orchestra torinese, l’OFT, scrive come freelance per alcune testate, tra cui La Stampa e Sapereambiente.

Il commento
di Carlo Crovella

Chi mi conosce sa che, dopo la città di Torino in senso stretto, il luogo che più mi rapisce è l’area piemontese compresa fra Lance e Roero, cui io aggiungo anche il Monferrato. Può sembrare un paradosso per un appassionato di montagna, in particolare di ghiacciai e di Quattromila, ma non ho remore a riconoscere che le atmosfere e i panorami dei questa porzione del Piemonte hanno un fascino che mi entra in profondità nella pelle forse più di certe pareti alpine.

Ho già raccontato il mio rapporto viscerale con Langhe e Roero in un precedente articolo (https://www.sherpa-gate.com/altrispazi/camminare-stanca-le-langhe-di-cesare-pavese/). Con tali premesse, non posso che consigliare questo trekking, che io non ho mai percorso in modo specifico, ma di cui conosco a menadito i luoghi attraversati.

Il risvolto di questo articolo che mi ha colpito è il suggerimento di portar con sé alcuni dei libri che descrivono con maestria l’atmosfera delle terre che si attraversano. La sera ci si può addormentare riassaporando sulle pagine ciò che si è visto durante il giorno. È come camminare per la Patagonia con il libro di Bruce Chatwin in tasca.

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