Sulle tracce della Guerra Bianca

Stelvio Historical Trek è un progetto promosso da Bormio e dal Parco Nazionale dello Stelvio che unisce trekking, natura e memoria storica. I sentieri, un tempo utilizzati dai soldati della Grande Guerra, sono stati trasformati in percorsi escursionistici.

di Tatiana Bertera

A spasso nella storia, come in un grande, enorme museo a cielo aperto, dove i cimeli sono le fortificazioni e le trincee costruite durante la Prima Guerra Mondiale fanno da cornice ad alcune delle cime più alte dell’Arco Alpino. Qui quella del 1915-18 prende il nome di Guerra Bianca, a indicare un conflitto combattuto in alta montagna, spesso oltre i 3.000 metri, in condizioni estreme di neve e freddo. Nato con l’obiettivo di collegare il patrimonio naturale del Parco con le testimonianze storiche che si trovano letteralmente dietro ogni sasso e in ogni tratto di sentiero, “Stelvio Historical Trek” unisce sport e cultura. Grazie all’uso della tecnologia, i visitatori possono utilizzare l’app gratuita Valtellina Outdoor e usufruire di audioguide e contenuti multimediali, favorendo un’esplorazione consapevole e in autonomia. Gli itinerari attraversano trincee, gallerie e postazioni militari. Tra i percorsi più famosi il “Filon del Mot” da Passo Stelvio e il “Sentiero della Pace” in Valle dei Forni. Oltre alla storia, i trek offrono panorami spettacolari sulle cime dell’Ortles-Cevedale e sulla Punta San Matteo.

Filon del Mot, la “Machu Picchu delle Alpi”
Il villaggio militare del Filon del Mot si trova a quota 2.768 metri, sulla cresta occidentale del Monte Scorluzzo, nei pressi del Passo dello Stelvio. Uno straordinario complesso costruito dai soldati italiani durante il conflitto con la funzione strategica di controllare la Valle del Braulio oltre a sorvegliare i movimenti delle truppe austro-ungariche. Edifici in pietra, baracche, postazioni difensive, camminamenti, scalinate e muri di protezione, disposti su più livelli e letteralmente “aggrappati” alla montagna. Il villaggio è spesso definito la “Machu Picchu delle Alpi” per la sua spettacolare posizione e per l’impatto visivo delle strutture. È raggiungibile attraverso diversi itinerari con partenza dalla zona del Passo dello Stelvio. Il percorso più frequentato parte dalla Terza Cantoniera della Strada Statale 38 dello Stelvio. Da qui si segue una strada militare sterrata che sale dolcemente verso la Malga Scorluzzo, per poi procedere su un sentiero ben segnalato fino ai resti del villaggio. In alternativa, è possibile raggiungere il sito anche dal Passo dello Stelvio, passando dal Monte Scorluzzo, lungo un itinerario più panoramico, ma anche leggermente più impegnativo.

Un sentiero per non dimenticare
Il Sentiero della Pace, che include tratti come quello nella Valle dei Forni, collega i luoghi e le memorie della Prima Guerra Mondiale (fronte meridionale) per riflettere sul passato e promuovere la pace. Un percorso escursionistico ad anello di circa 9 chilometri che parte e ritorna al Rifugio Forni, in Valfurva, con vedute sul Gruppo Ortles-Cevedale e sul Ghiacciaio dei Forni. Attraversa i pascoli della Malga dei Forni, dove durante l’estate si possono incontrare animali al pascolo. Proseguendo verso la Cima Branca, compaiono le prime testimonianze della Grande Guerra (trincee, fortificazioni e tanto, tantissimo filo spinato che giace come un animale dormiente da oltre 100 anni). L’itinerario prosegue verso la Valle delle Rosole, per poi risalire fino al Rifugio Branca prima di tornare al punto di partenza.

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