Cronologia dell’Eiger dal 1252 al 2013

Cronologia dell’Eiger dal 1252 al 2013
di Daniel Anker e Rainer Rettner
(la prosecuzione della cronistoria fino al 2022 è a cura di Sherpa-Le Grandi Storie)

1252
Un documento in latino relativo ad una vendita immobiliare di Ita von Wadiswyl all’Abbazia di Interlaken si riferisce ad un’area di terreno così: “ad montem qui nominatur Egere”, tradotto come “al monte chiamato Eiger”. Dopo il Bietschhorn, l’Eiger è la seconda vetta delle Alpi svizzere con un nome registrato.
1850
“Il precipizio settentrionale dell’Eiger, che cade in tutta la sua estensione terribilmente ripida fino a valle, è per così dire un’unica gigantesca parete rocciosa che si guarda con orrore e ammirazione. Solo in luoghi, come sul Mittellegi, negli incavi della massa sommitale superiore e nei canali e nelle concavità dove la roccia liscia si rompe più in profondità, resiste la neve eterna”. Così Gottlieb Studer, governatore distrettuale di professione e alpinista, disegnatore paesaggista e scrittore alpino per passione, descrive per la prima volta la parete nord dell’Eiger nel suo volume Das Panorama von Bern.
1858
11 agosto: l’irlandese e alpinista occasionale Charles Barrington effettua la prima salita dell’Eiger 3970 m dal versante ovest con le guide alpine di Grindelwald Christian Almer e Peter Bohren.
1861
27/28 luglio: Seconda salita dell’Eiger dell’alpinista viennese Sigismund Porges e delle sue guide locali Christian Michel, Hans e Peter Baumann. Il suo primo tentativo con le guide nel 1857 non ebbe successo; tuttavia nello stesso anno divenne il primo a salire il Mönch.

Da sinistra, Heinrich Harrer, Fritz Kasparek, Andreas Anderl Heckmayr e Ludwig Voerg di ritorno alla Kleine Scheidegg dopo l’impresa sull’Eiger.

1862
26 luglio: terza salita, degli inglesi John Frederick Hardy e Robert Liveing, guidati dalle guide svizzere Christian e Peter Michel e Peter Inabnit.
1864
Lucy Walker di Liverpool diventa la prima donna a scalare la vetta dell’Eiger. La sua guida è come al solito Melchior Anderegg, dell’Oberland Bernese. Insieme intraprendono circa 90 salite, sempre accompagnati dai membri della famiglia Walker e da altre guide. Nell’Inghilterra vittoriana, il solo pensiero di un uomo e di una signora senza accompagnamento da soli in montagna o in una capanna sarebbe stato inconcepibile.
1871
14 luglio: prima salita della cresta sud-ovest da parte dell’americano (e poi residente a Grindelwald) William Augustus Brevoort Coolidge insieme alla zia Meta Brevoort e alle guide locali Christian Bohren, Christian e Ulrich Almer.
31 luglio: prima salita del Rotstock 2663 m degli inglesi Francis Fox Tuckett, Joseph Hoyland Fox e Edward Robson Whitewell con le guide dell’Oberland bernese Christian e Ulrich Lauener.
1874
Gli inglesi Francis Chisholm e James Walker Hartley e le loro due guide di Grindelwald Peter Rubi e Peter Kaufmann fanno il primo tentativo sull’affilata cresta nord-est, meglio conosciuta come la cresta Mittellegi.
1876
​​Prima salita della cresta sud del britannico George Edward Foster e delle guide locali Hans Baumann e Ulrich Rubi.
1878
18 agosto: prima salita dell’Eiger senza guida di Paul Montandon, Max Müller, Adolf Rubin e Rudolf Wyss.

Anderl Heckmayr


1883
La guida alpina tedesca Johann Grill di Ramsau, anche conosciuto con il soprannome di Kederbacher e primo vittorioso scalatore della parete est del Watzmann (la parete più alta delle Alpi Orientali), passa per Alpiglen per dirigersi verso una progettata traversata della Jungfrau con il suo cliente John Percy Farrar. Kederbacher è talmente affascinato dalla parete nord dell’Eiger che Farrar riesce solo a fatica a dissuaderlo dal tentare la salita. La voglia di Kederbacher di provare qualcosa di “davvero difficile” è così grande che lui e Farrar hanno poi aperto una nuova via sulla difficile parete ovest del Weisshorn nel Vallese.
1885
29 luglio: un altro tentativo sulla Cresta Mittellegi di un determinato Alexander Burgener, probabilmente la migliore guida alpina svizzera dell’epoca, assieme a due colleghi del Canton Vallese, Joseph Maria Biner e Anton Kalbermatten e al loro cliente austriaco Moritz von Kuffner. Non vanno oltre la Grande Torre. Due giorni dopo, però, riescono a scendere la cresta. Lasciano dietro di sé più di 150 metri di corda durante la discesa in corda doppia; Burgener lascia anche la piccozza cui è attaccata la corda. I quattro raggiungono la grotta dell’Eiger durante la notte, senza né coperte né cibo. Secondo l’Alpine Journal, Burgener “preparava una zuppa con pezzetti di tabacco, sale, pepe, candela e polvere, che scuoteva dallo zaino, aggiungendo un po’ d’acqua”. Si dice che la zuppa non sia stata consumata fino all’ultima goccia…
1890
7 gennaio: prima salita invernale dell’Eiger da parte degli inglesi Charles Walter Mead e G. F. Woodroffe con le guide locali Ulrich Kaufmann e Christian Jossi.
1894
8 agosto: il britannico Claude A. MacDonald e le guide di Grindelwald Christian Jossi e Peter Bernet sono costretti ad abbandonare il loro tentativo sulla cresta Mittellegi a circa 3500 metri. Non risalgono per cresta, scendendo invece direttamente sulla parete nord-est e completando così la prima discesa della parte bassa della via Lauper.
1896
7 gennaio: prima salita del Klein Eiger 3469 m di James Outram, FW Oliver con Ulrich Almer sr. e jr. e Hans Almer. Nel 1901, Outram diventa il primo a raggiungere la vetta del Mount Assiniboine 3618 m, spesso indicato come il Cervino delle Montagne Rocciose canadesi.
1898
Inaugurazione della stazione Eigergletscher 2320 m sulla ferrovia a cremagliera dalla Kleine Scheidegg 2061 m al Jungfraujoch 3454 m. Nei successivi 10 anni, decine di lavoratori italiani perforano l’Eiger, praticando un totale di sette aperture nei quattro chilometri di binari all’interno della montagna. Uno subito dopo l’ingresso del tunnel dell’Eigergletscher, uno alla fermata temporanea di Rotstock, uno causato da un’esplosione di dinamite sulla parete nord, lo Stollenloch (ingresso della galleria) di fama alpinistica, un piccolo outlet poco prima della stazione di Eigerwand e infine l’Eigerwand e Stazioni Eismeer con diverse finestrelle ciascuna.
1899
2 agosto: apertura della stazione Rotstock 2520 m, la prima stazione all’interno dell’Eiger. Viene chiusa nel 1903, con conseguente abbandono del sentiero protetto per il Rotstock 2663 m.
1903
Apertura della stazione Eigerwand 2865 m.
1904
I tre alpinisti bernesi Gustav Hasler, Christian Jossi sr. e Fritz Amatter ripetono la discesa della Cresta Mittellegi.
1905
Apertura della stazione Eismeer 3159 m.
1911
Il terzo inferiore della parete nord viene scalato per la prima volta. Il quotidiano locale Echo von Grindelwald riporta il 20 settembre: “La prima salita della parete frontale dell’Eiger dalla Kleine Scheidegg alla stazione ferroviaria della Jungfrau Eigerwand è stata effettuata nei giorni scorsi dalle due guide Christen Almer di Grindelwald e Joseph Schaler di Zermatt con l’inglese PH Torp di Lancaster. Ci sono volute solo due ore. Gli intrepidi alpinisti sono stati tirati su una fune sospesa sul ghiacciaio fino alla stazione di Eigerwand, da dove hanno preso il treno per tornare alla Kleine Scheidegg”. Non si sa quale linea abbiano preso questi pionieri della parete nord dell’Eiger… forse la Direttissima John Harlin. Una cosa è certa: completano la loro scalata in un tempo sorprendentemente veloce. A proposito: la guida di Zermatt si chiama Schaller, non Schaler.

Ricostruzione in parete della vittoriosa salita del 1938


1921
10 settembre: il primo alpinista professionista del Giappone, Yuko Maki, effettua la prima salita di successo della cresta di Mittellegi insieme a Fritz Amatter, Fritz Steuri e Samuel Brawand.
1924
18 maggio: prima salita con gli sci dell’inglese Arnold Lunn e dello svizzero Fritz Amacher, Walter Amstutz e Willy Richardet. Salita e discesa via Eigergletscher; dall’Eigerjoch settentrionale 3614 m, i quattro scialpinisti procedono a piedi lungo la cresta sud fino alla vetta. “Sull’Eigerjoch ci siamo rimessi gli sci e abbiamo sciato in discesa fino all’estremità superiore della seraccata; è stata una splendida corsa su una neve eccellente”.
Costruzione e inaugurazione della Mittellegihütte 3355 m, realizzata con fondi donati da Yuko Maki.
1927
6 agosto: prima salita dell’Hörnli Ridge (la parte inferiore della cresta nord-est dall’Ostegg alla Mittellegihütte) dei giapponesi Samitaro Uramatsu e Saburo Matsukata con le guide di Grindelwald Emil Steuri e Samuel Brawand; tiro chiave di V.
1929
16-18 settembre: probabilmente la prima traversata completa da sud-ovest a nord-est dall’Eigerjoch meridionale all’Hörnli con salita per la cresta sud e discesa attraverso la cresta Mittellegi da parte di Frida Lina Gsteiger (poi Konzett) e sua sorella Martha (poi Markle), insieme con le guide alpine Emil Steuri e Adolf Rubi. Pernottano al Berghaus Jungfraujoch e alla Mittellegihütte. Frida Lina Gsteiger – che conosce bene Yuko Maki – scrive un ampio diario di viaggio, che poi condivide con le lettrici della rivista del Club alpino femminile svizzero: “Abbiamo proseguito lungo la cresta verso l’Hörnligruppe. Quella mattina fummo osservati dal capostazione Boss. Avvisò il nostro caro padre, che aveva bisogno di un generoso cognac per superare lo shock: ora ci trovavamo su un terreno dove prima non c’erano impronte femminili“.
Tra il 1925 e il 1930
Klara Amatter, figlia di Fritz Amatter (primo salitore della parete nord-est del Finsteraarhorn e della Cresta Mittellegi), insegnante di scuola a Grindelwald e moglie dell’alpinista Christian Kaufmann, è probabilmente la prima donna a compiere la salita del Mittellegi Ridge, accompagnata dal padre e dal giovane Adolf Rubi nella seconda metà degli anni ’20, forse più tardi. Salgono la cresta da Alpiglen al rifugio. Il loquace Rubi chiacchiera incessantemente e Amatter deve dirgli di tacere. Rubi, va detto, vince la discesa libera del Lauberhorn nel 1934.
1932
20 agosto: gli alpinisti svizzeri Hans Lauper e Alfred Zürcher e le loro guide Alexander Graven e Joseph Knubel diventano i primi alpinisti a salire la parete nord-est di 1700 metri di altezza (Lauperweg). Grado di difficoltà: ghiaccio fino a 55°; terreno misto fino a 60°; roccia fino al V con scarse possibilità di protezione.
1934
12 febbraio: le guide alpine di Grindelwald Fritz Amatter e Fritz Kaufmann completano la prima salita invernale della Cresta Mittellegi.
18 luglio: i tedeschi Willy Beck e Kurt e Georg Lowinger effettuano il primo tentativo alla parete nord. Sono costretti ad interrompere la loro impresa a meno di un terzo della salita, ritirandosi dalla parete della stazione Eigergletscher della Ferrovia della Jungfrau 2865 m.
20 agosto: Georg e Kurt Lowinger scalano la Great Tower 3689 m della Cresta Mittellegi e non, come detto da loro, la parete sud-est dell’Eiger.
1935
21 agosto: il primo serio tentativo di conquista della parete nord: Max Sedlmayr e Karl Mehringer di Monaco salgono in linea diretta e raggiungono a quota 3300 m la punta del Ferro da Stiro che da allora è stato chiamato il Bivacco della Morte. Entrambi gli uomini muoiono – probabilmente il 25 agosto – per esaurimento ed esposizione o per una caduta dall’area del Bivacco della Morte/Ferro da Stiro.
1936
18 luglio: i bavaresi Andreas Hinterstoisser e Toni Kurz e gli austriaci Willi Angerer ed Edi Rainer iniziano i loro tentativi separatamente, poi uniscono le forze, ritirano la corda dopo la traversata (precludendosi così la via di ritirata) e devono tornare per il maltempo. Il loro destino non potrebbe essere più duro: il 21 luglio, tre di loro muoiono in parete a portata d’orecchio del guardiano di quel settore della ferrovia della Jungfrau. Toni Kurz muore di esaurimento la mattina successiva, appeso appena fuori dalla portata degli uomini che tentano di salvarlo attraverso lo Stollenloch. Insieme alla morte dei quattro alpinisti che fecero il primo tentativo sul Cervino nel 1865, la loro orribile scomparsa rimane ancora oggi l’incidente più famoso della storia dell’alpinismo www.nordwand-film.de/.
A fine luglio, il canton Berna vieta di scalare la parete nord dell’Eiger a causa della tragedia. L’editto viene abrogato quattro mesi dopo a causa di carenze legali. Otto Zwahlen pubblica il primo libro sulla parete nord appena un mese dopo la tragedia – Der Kampf um die Eiger-Nordwand. Illustrierter Bericht uber die Tragodie 1935 und 1936 in der Eiger-Nordwand (La battaglia per la parete nord dell’Eiger. Resoconto illustrato delle tragedie del 1935 e del 1936 sulla parete nord dell’Eiger). Poco dopo, nelle sale viene proiettato il primo film sull’Eiger; si conclude con il recupero della salma di Toni Kurz.
1937
Luglio: gli italiani Bruno Detassis e Giuseppe Pirovano sono sulla via Lauper. Dopo il bivacco, Pirovano cade e si infortuna. Entrambi gli uomini proseguono con difficoltà la salita e riescono a raggiungere la parte alta della Cresta Mittellegi a circa 3650 m, da dove possono scendere.
15 luglio: gli austriaci Franz Primas e Bertl Gollackner tentano la parete nord-est, su una linea a sinistra della via Lauper. Il tempo peggiora improvvisamente. Primas viene salvato dall’alta Cresta Mittellegi il 20 luglio; Gollackner muore di sfinimento.
20 luglio: Loulou Boulaz di Ginevra è la prima donna a tentare di scalare la parete nord, accompagnata da Pierre Bonnant. Raggiungono i 2700 m prima di dover tornare indietro.
3 agosto: la cordata dei monacensi Zimmermann, Wollenweber e Lohner scalano la parete est dell’EigerHörnli. Nel 1934 i fratelli Lowinger e Willi Beck erano stati costretti a svoltare a nord sulla cresta, in direzione dell’Ostegg, prima della parete sommitale. Commento del colonnello Strutt, direttore dell’Alpine Journal, nella sezione “Freak expeditions”: “La prestazione più notevolmente ridicola è stata, tuttavia, la chiodatura della parete est della Quota 2706 m. dell’EigerHörnli, dopo 4 mesi di perforazione”.
Inizio agosto: l’austriaco Hans Haidegger, di Solothurn poi naturalizzato svizzero, tenta la parete nord, arrivando fino al Bivacco della Morte secondo il racconto orale che fa ai compagni alpinisti. Che risultato straordinario! Un alpinista in gran parte sconosciuto raggiunge il punto più alto mai scalato con un blitz a sorpresa! Hans Haidegger e Lucie Durand intendono salire la via Lauper, ma il maltempo li fa uscire sulla cresta Mittellegi.
11/12 agosto: prima salita della rocciosa parete sud-est alta 800 metri da parte dei tedeschi Otto Eidenschink ed Ernst Möller. Grado di difficoltà: V.
11-14 agosto: l’austriaco Hias Rebitsch e il tedesco Ludwig Wiggerl Vorg fanno il loro terzo tentativo sulla parete nord, salendo alcuni tiri oltre il Bivacco della Morte più in alto di chiunque altro. L’improvviso scoppio di una bufera li costringe a tornare indietro. Sono i primi a tornare vivi dalla parte centrale della parete nord.

L’Eigerwand con il tracciato della via Heckmayr. Clicca per ingrandire


1938
23 giugno: gli italiani Bortolo Sandri e Mario Menti muoiono all’altezza della Fessura Difficile.
Dal 21/22 al 24 luglio: prima salita della parete nord dei tedeschi Anderl Heckmair e Ludwig Vorg e degli austriaci Fritz Kasparek e Heinrich Harrer. A Heckmair va il merito maggiore. Questa salita è osservata attentamente non solo dalla valle sottostante, ma anche dall’alto. Il fotografo bernese Hans Steiner noleggia un aereo e fotografa i quattro primi salitori alla Cengia Friabile e alla Fessura Friabile prima che il tempo peggiori. Questa immagine fa il giro del mondo, così come la notizia del nuovo traguardo dell’alpinismo. I nazisti non hanno scrupoli nello sfruttare il successo della cordata austro-tedesca, usando l’impresa come simbolo sportivo dell’annessione dell’Austria al Reich tedesco e pubblicando il libro popolare Um die Eiger-Nordwand. Grado di difficoltà della via Heckmair: roccia fino a V+, pendii di ghiaccio 50-55°, stratificazione rocciosa per lo più sfavorevole e in alcuni punti friabile; spesso c’è un alto rischio di caduta sassi; spiacevoli cascate; sviluppo di arrampicata 4 km, nessuna alternativa di percorso dopo lo Stollenloch.
1945
23 giugno: seconda salita completa della parete nord-est da parte della cordata svizzera Alexander Graven, Alfred Sutter e Alexander Taugwalder.
1946
16 agosto: gli alpinisti svizzeri Edwin Krahenbuhl e Hans Schlunegger salgono fino al Terzo Nevaio acirca 3500 m, da dove devono scendere il giorno successivo dopo che il tempo è improvvisamente peggiorato.
1947
14-16 luglio: seconda salita della parete nord, i francesi Lionel Terray e Louis Lachenal.
4/5 agosto: Terza salita, le guide svizzere Hans e Karl Schlunegger da Wengen e Gottfried Jermann da Dittingen nel canton Basilea. Bivaccano al Terzo Nevaio dopo il peggioramento del tempo e scendono il giorno successivo sotto la costante minaccia di temporali. Jermann scrive poi sulla Solothurner Zeitung: “A volte sento una carica elettrica nelle mani quando mi aggrappo alla roccia bagnata e ghiacciata. La neve bagnata copre la roccia e ruscelli d’acqua scendono ovunque. È fare o morire“.
1950
26 luglio: gli austriaci Leo Forstenlechner ed Erich Waschak diventano la prima cordata a scalare la parete in un giorno, impiegando 18 ore dai piedi della parete alla vetta. È la quarta salita. In parete superano gli svizzeri Jean Fuchs, Marcel Hamel, Raymond Monney e Robert Seiler, che il 27 luglio hanno siglato la quinta salita.

Heinrich Harrer e Fritz Kasparek al terzo bivacco sopra il Ragno.


1952
22/23 luglio: i francesi Maurice Coutin e Pierre Julien fanno la sesta salita della Nord. Quattro giorni dopo, gli austriaci Sepp Larch e Karl Winter realizzano la settima salita dopo aver bivaccato in alto sulla parete.
Dal 26 al 29 luglio: ottava salita per la via Heckmair con tempo terribile degli austriaci Hermann Buhl e Sepp Jöchler, dei tedeschi Otto e Sepp Maag e dei francesi Jean Bruneau, Paul Habran, Pierre Leroux, Guido Magnone e Gaston Rébuffat. Le tre cordate si riuniscono nella parte alta della Rampa, separandosi nuovamente prima di uscire sul nevaio sommitale. Rébuffat è il primo alpinista a scalare le tre famose pareti nord [Eiger, Grandes Jorasses (1945) e Cervino (1949)].
Le salite si susseguono in rapida successione durante questa estate di maggior successo sull’Eiger: la nona salita della parete nord è rivendicata dagli austriaci Karl Lugmayer, Hans Ratay ed Erich Vanis (dal 6 all’8 agosto); Karl Blach dall’Austria e Jurgen Wellenkamp dalla Germania celebrano la decima salita il 14/15 agosto. L’ultima squadra a conquistare la parete nord quest’anno sono altri due austriaci: Siegfried Jungmaier e Karl Reiss. Durante il loro tentativo del 15/16 agosto tentano invano di superare il tratto di parete tra il Bivacco della Morte e il Ragno, raggiungendo finalmente la vetta attraverso la via Heckmair.
1953
22 agosto: lo svizzero Ueli Wyss e il tedesco Karlheinz Gonda muoiono sul nevaio appena sotto la vetta. Hanno salito la parete nord in quattro giorni (tentando una direttissima dal Ferro da Stiro al Ragno). La loro tragica impresa è comunque considerata la dodicesima salita.
25-27 agosto: tre giorni dopo, la tredicesima salita di successo dei bavaresi Albert Hirschbichler ed Erhard Riedl.
1957
In un giorno di luglio, il tedesco Günther Nothdurft sale in solitaria al Secondo Nevaio.
11 agosto: primo salvataggio in parete riuscito. Una squadra multinazionale di soccorritori volontari riesce a recuperare l’alpinista italiano Claudio Corti dalle Ausstiegsrissen (Fessure di Uscita) facendolo salire in vetta con un verricello su cavo d’acciaio. Il maltempo poi impedisce loro di salvare il compagno Stefano Longhi, le cui ultime grida disperate dalla cengia su cui è arenato sono “fam, frecc!” (fame, freddo!). Il suo corpo rimarrà appeso alle corde per due anni, davvero una macabra sensazione. Il povero Corti è sospettato di essere complice della morte dei compagni di arrampicata, i tedeschi Günther Nothdurft e Franz Mayer: il suo nome non viene riabilitato completamente fino a quando i loro corpi non vengono scoperti sul fianco ovest nel 1961.
1958
5/6 agosto: i viennesi Kurt Diemberger e Wolfgang Stefan sono la quindicesima cordata a scalare la parete nord. È la prima volta in cinque anni che i conquistatori della salita più famigerata delle Alpi tornano sani e salvi a valle. La copertura stampa del loro successo è ampia.
Die Weisse Spinne (Il Ragno bianco). La Storia della parete nord dell’Eiger del primo salitore Heinrich Harrer è pubblicata e tradotta in diverse lingue.
1959
9 luglio: un editore olandese finanzia il recupero della salma di Longhi da parte di guide locali. In cambio, chiede una copertura esclusiva e tenta persino di far dichiarare lo spazio aereo attorno all’Eiger una no-fly zone per gli aerei della stampa rivali. Dal 1959 al 1962, la parete nord diventa oggetto di una causa per diffamazione.
Hans Grünleitner fa causa a Toni Hiebeler, che esprime dubbi giustificati sul fatto che Grünleitner e lo svizzero Robert Stieger abbiano scalato con successo l’intera parete, come i due alpinisti avevano tentato di dimostrare con foto false.
Altre due salite di questa estate sono indiscusse: quella degli svizzeri Lukas Albrecht e Adolf Derungs dal 10 al 13 agosto (16a salita) e quella dei loro connazionali Ernst Forrer e Peter Diener il 13/14 settembre. Un anno dopo, questi ultimi sono tra i primi scalatori di successo sul Dhaulagiri 8167 m.
1960
Febbraio: i tedeschi Lothar Brandler, Jörg Lehne e Siegi Löw tentano la prima invernale della parete nord, ma sono costretti a tornare indietro dopo aver bivaccato. Pochi giorni dopo, gli austriaci Sepp Larch e Karl Frehsner devono interrompere la loro salita alla Traversata Hinterstoisser.
1961
27/28 febbraio e dal 6 al 12 marzo: prima salita invernale della parete nord dell’austriaco Walter Almberger e dei tedeschi Toni Kinshofer, Anderl Mannhardt e Toni Hiebeler. Viene fuori la notizia che i primi salitori invernali non hanno, come sostiene Hiebeler, scalato la parete in un’unica soluzione, bensì inizialmente sono arrivati solo fino allo Stollenloch. E da lì riprendono e completano il tentativo dopo un’interruzione di una settimana a causa del maltempo. Lo scandalo che questa notizia scatena è grande, soprattutto in Germania. La salita è comunque ufficialmente riconosciuta.
28 agosto: arrampicando in solitaria, l’austriaco Adi Mayr cade all’inizio del Camino della Cascata (quasi alla fine della Rampa).
2 settembre: un aereo della stampa con tre a bordo si schianta sull’Oberer Eigergletscher.
1962
Fine luglio: la svizzera Loulou Boulaz fa un altro tentativo sulla parete nord insieme ai suoi connazionali Michel Darbellay, Yvette Attinger e Michel Vaucher. Il tempo si guasta, costringendoli a ritirarsi dalla Rampa.
Tentativi fatali in solitaria: il 31 luglio, lo svizzero Adolf Derungs (vedi 1959) cade dalla parete appena sotto la Traversata Hinterstoisser. Il 27 agosto, cade l’austriaco Diether Marchart (quello che ha effettuato la prima salita in solitaria della parete nord del Cervino nel 1959): cade dall’alto dell’Eisschlauch.
All’inizio di settembre, il corpo di Karl Mehringer viene ritrovato ai margini del Secondo Nevaio.
12 – 16 agosto: Armando Aste, Franco Solina, Pierlorenzo Acquistapace, Andrea Mellano, Romano Perego e Gildo Airoldi compiono la prima italiana della via Heckmair (NdR).
1963
29 luglio: l’alpinista italiano Walter Bonatti è costretto a ritirarsi dal suo tentativo in solitaria sulla parete nord a causa di una caduta sassi sul Secondo Nevaio.
2/3 agosto: prima salita in solitaria della parete nord (e la 41a salita in totale) della guida alpina svizzera Michel Darbellay.
Dal 27 al 31 dicembre: gli alpinisti svizzeri Paul Etter, Ueli Gantenbein e Sepp Henkel diventano la prima cordata a scendere in corda doppia dalla vetta. Portano con sé dal Ragno i corpi di due spagnoli morti quello stesso anno: Alberto Rabada ed Ernesto Navarro.
1964
Gennaio: quattro giorni di tentativi di via direttissima con un freddo pungente: i tedeschi Werner Bittner, Reiner Kauschke, Peter Siegert e Gerd Uhner sono sponsorizzati dalla rivista tedesca Bild. Sono costretti a ritirarsi prima di raggiungere la quota contrattualmente concordata.
Dal 10 al 12 febbraio: prima salita invernale della via Lauper dei bernesi Hanspeter Trachsel e Gerd Siedhoff.
Dall’1 al 4 settembre: accompagnata da Werner Bittner, Daisy Voog diventa la prima donna a scalare la parete nord. È la 51a salita della via Heckmair. La rivista svizzera Blick porta il seguente titolo: “La bionda segretaria di Monaco Daisy ha infranto un tabù sulla parete assassina“.

Toni Kinshofer


1966
Dal 23 febbraio al 25 marzo: squadre anglo-americane e tedesche aprono una nuova via diretta con corde fisse – poi chiamata John Harlin Route – sulla parete. Il 22 marzo, l’alpinista americano John Harlin muore quando una corda fissa si rompe sotto il Ragno. Ciò spinge le squadre rivali a unirsi e Dougal Haston, Siegfried Hupfauer, Jörg Lehne, Günther Strobel e Roland Votteler raggiungono la vetta il 25 marzo. Gli altri alpinisti sono i britannici Chris Bonington e Don Whillans con l’americano Layton Kor; da parte tedesca, Karl Golikow, Peter Haag, Rolf Rosenzopf e Günther Schnaidt.
Dal 24 al 26 settembre: Daisy Voog-Leidig diventa la prima donna a compiere una salita completa lungo la via Lauper. Arrampica con i compagni Sepp Gschendtner e Helmut Leidig.
1967
Marzo: l’alpinista francese Roland Trivellini inizia un tentativo in solitaria lungo la via John Harlin. Scompare e viene dichiarato disperso, presumibilmente morto.
21 luglio: quattro alpinisti della Repubblica Democratica Tedesca muoiono contemporaneamente sotto la Traversata Hinterstoisser.
Dal 26 agosto al 1 settembre: Christine de Colombel di Francia diventa la seconda donna a salire la parete attraverso la via Heckmair, insieme al connazionale Jack Sangnier.
1968
Due nuove vie vengono aperte sul Pilastro Nord dai polacchi Krzysztof Cielecki, Tadeusz Laukajtys, Ryszard Szafirski e Adam Zysak (dal 28 al 31 luglio) e dai fratelli altoatesini Günther e Reinhold Messner con i tedeschi Toni Hiebeler e Fritz Maschke (dal 30 luglio al 1 agosto).
1969
Dal 15 luglio al 15 agosto: una squadra giapponese di sei persone, di cui una donna (Michiko Imai), apre una seconda direttissima in stile arrampicata-spedizione. Michiko Imai, Takio Kato, Yasuo Kato, Satoru Negishi, Hirofumi Amano e Susumu Kubo trasportano 1000 kg di attrezzatura (inclusi 250 spit, 200 chiodi e 2400 metri di corda) e il loro percorso supera la Rote Fluh (in alcuni punti strapiombante). Difficoltà: artificiale sulla Rote Fluh da A1 a A3; parte superiore V, VI e A2. La via giapponese è anche chiamata Summer Direttissima in contrasto con la John Harlin Route, nota anche come Winter Direttissima.
1970
20-25 gennaio: gli svizzeri Otto von Allmen, Max Dorfliger, Peter Jungen, Hans Müller e Hanspeter Trachsel effettuano la seconda salita – e la prima in inverno – della Direttissima giapponese.
Gennaio: il primo salvataggio invernale di successo dalla parete: il giapponese Kenji Kumura viene portato in vetta dalle Ausstiegsrissen e portato via dalla montagna in elicottero.
9 marzo: prima discesa con gli sci con pendenza fino a 50° del versante ovest dello sciatore vallesano Sylvain Saudan. Questa discesa è oggi considerata una classica discesa estrema.
Dal 28 al 31 luglio: prima salita del North Pillar Direct degli scozzesi Ian MacEacheran, Bugs McKeith e Kenny Spence.
Settembre: i britannici Leo Dickinson, Eric Jones, Pete Minks e Cliff Philips salgono lungo la via Heckmair. Dickinson filma la loro scalata per la televisione; una prima nella storia dell’Eiger.
1971
12 settembre: primo soccorso aereo dalla parete del pilota di elicottero Günther Amann. Gli alpinisti tedeschi Martin Biock e Peter Siegert vengono recuperati in volo dal Secondo Nevaio.
1972
dal 21 al 23 dicembre: prima salita invernale della parete sud-est degli svizzeri Kurt Haas, Walter Müller, Ernst Ott e Markus Wacker.
1973
Fine agosto: seconda salita della via Messner-Hiebeler del Pilastro Nord. Le alpinisti polacche Wanda Rutkiewicz, Danuta Wach e Stefania Egierszdorff sono la prima squadra tutta al femminile a scalare la parete nord, in tre giorni.
1974
13 agosto: lo scozzese Dave Knowles viene ucciso da una caduta di sassi durante le riprese del thriller hollywoodiano The Eiger Sanction (Assassinio sull’Eiger). La star Clint Eastwood mette gli occhi sulla parete per la prima volta ed esclama “Oh merda! Andiamocene da qui!”.
15 agosto: Reinhold Messner e Peter Habeler salgono la via Heckmair in 10 ore (NdR).
24 agosto: gli svizzeri Karl Moser e Walter Müller aprono una nuova direttissima sulla parete sud-est. Grado di difficoltà: V+.

Michel Darbellay


1976
L’ultimo saluto di un eroe scomparso: “Bivacco 21 agosto 1935. Max Sedelmajr, Karl Mehringer. Monaco HTG Sekt. Oberland”. A marzo, una squadra ceca di quattro persone trova un portasigarette contenente un biglietto ingiallito scritto da Karl Mehringer (che ha sbagliato a scrivere il nome del suo compagno di arrampicata Sedlmayr).
Dal 3 al 9 agosto: prima salita estiva della Winter Direttissima (via John Harlin) dei cechi Petr Bednařík, Jindřich Sochor, Pavel Cicàrek, Pavel Ševčik.
Dal 4 al 29 agosto: gli alpinisti cechi Jíří Smíd, Sylva Kysilkovà, Petr Plachecky e Josef Rybička aprono una nuova linea a destra (ovest) della via giapponese. La parte inferiore del Pilastro Ceco sale sul versante destro della Rote Fluh ed è la prima via nella storia dell’alpinismo sulla parete nord che non termina in vetta a 3970 m, ma sulla cresta ovest a circa 3700 m. Gradi di difficoltà: arrampicata libera 700 m dal III al VI+, arrampicata artificiale 600 m A0-A4.
1977
3/4 agosto: gli alpinisti locali Edi Bohren e Hannes Stahli effettuano la prima salita del pilastro sud-est dell’Ostegg; 700 m, V+, A1 in alcuni punti, per lo più IV-V, V+ in alcuni punti.
Settembre: primo volo in deltaplano dalla vetta dello svizzero Jürg Frey.
1978
dal 16 al 26 gennaio; Dal 7 al 26 febbraio: Jíří Smíd, Josef Rybička, Miroslav Smíd e Jaroslav Flejberk aprono la via ceca nella parte orientale della parete sinistra. Il 27 febbraio vengono salvati dal fianco ovest. Per lo più arrampicata artificiale.
Dal 3 al 9 marzo: Tsuneo Hasegawa del Giappone effettua la prima salita invernale in solitaria lungo la via Heckmair.
Il francese Ivan Ghirardini è il primo a compiere una salita invernale delle tre pareti nord dell’Eiger, del Cervino e delle Grandes Jorasses.
Sei alpinisti cechi tentano una nuova direttissima ideale tra le due esistenti. Dieter Smeikal soffre di un grave congelamento e viene salvato in elicottero dal bordo superiore del Secondo Campo di Ghiaccio il 24 aprile. Il 29 aprile, gli alpinisti Jiri Pechouš e Jíří Slegl cadono dalla Mosca (il nevaio in alto e a destra del Ragno). Gli altri alpinisti scendono.
1979
I climber ginevrini Michel Piola e Gerard Hopfgartner aprono la prima via moderna di arrampicata libera – anche la decima via sulla parete nord (al Pilastro dei Ginevrini), Les portes du caos.
Termina 900 metri sotto la vetta ed è oggi una classica. Difficoltà: 900 m di altezza, da V+ a VII, brevi tratti in artificiale A2-A3.
1980
15-18 febbraio: prima salita invernale della via Heckmair da parte di una donna. La diciannovenne Claudia Heissenburger di Bludenz, dell’Austria occidentale, è accompagnata da Wolfgang Loacker, Wilfried Amman, 17 anni, Beat Kammerlander e Dietmar Galehr.
30 luglio: diretta sulla cresta ovest dell’Eiger: lo svizzero Michel Piola e il francese Vincent Sprungli sono i primi a scalare la parte più bassa della cresta ovest; il margine occidentale della parete nord per così dire.
Il britannico Leo Dickinson viene calato sulla parete nord per filmare la salita in solitaria del collega britannico Eric Jones.
1981
12-16 febbraio: prima salita invernale del Pilastro dei Ginevrini, gli svizzeri Norbert Joos e Kaspar Ochsner.
25 agosto: l’alpinista svizzero Ueli Bühler I scala la via Heckmair in otto ore e mezza.
26/27 agosto: Prima salita del Diedro Nord nella parte destra della parete degli svizzeri Christel e Hans Howald e Marcel Ruedi. Difficoltà: fino a VII-.
1982
In solitaria, il 15 luglio lo sloveno Franček Knez migliora il record di Bühler I scendendo a 6 ore); il 13 agosto gli svizzeri Kaspar Ochsner e Urs Brunner salgono la Schluplochweg (via della Scappatoia), a destra del Pilastro dei Ginevrini.

John Harlin


1983
1 gennaio: prima salita invernale del Pilastro Nord (via Messner), gli svizzeri Norbert Joos e Kaspar Ochsner, Martin Grossen e Bernhard Misteli.
Dal 20 marzo al 2 aprile: lo slovacco Pavel Pochyly apre la Ideal Direttissima nella linea di caduta dalla vetta. La parte bassa della Direttissima Ideale segue la via del Secondo Nevaio che fu scalata nel 1935 dai tedeschi Karl Mehringer e Max Sedlmayr; una squadra ceca aveva perlustrato la parte superiore fino a 200 metri sotto la vetta nel 1978. Pochyly affronta il maltempo durante la sua scalata in solitaria e, grazie a diversi angeli custodi, sopravvive per raccontare la storia.
16 e 19 maggio: gli italiani Toni Valeruz e Bruno Pederiva sono i primi a scendere con gli sci fino ai 60° di pendenza della parete nord-est.
Dal 3 giugno e dal 9 al 12 luglio: gli alpinisti svizzeri Pierre-Alain Steiner e Paul Maillefer aprono la Spit Verdonesque édenté, una via di arrampicata puramente sportiva di 300 metri di altezza sul pilastro della cresta ovest con gradi di difficoltà fino all’VIII. Si raggiunge l’inizio della salita in calata a doppie dalla cresta ovest.
27 luglio: l’austriaco Thomas Bubendorfer stabilisce un nuovo record per la via classica della parete nord in 4 ore e 50 minuti. Aveva conosciuto la via insieme a Peter Rohrmoser solo pochi giorni prima. Pochi giorni dopo l’altoatesino Reinhard Patschaider sale la stessa via in 5 ore (NdR).
26-30 luglio: la Direttissima Piola-Ghilini è aperta dal ginevrino Michel Piola e dal francese René Ghilini dopo i tentativi falliti degli anni precedenti. Questa via diretta alta 1400 metri conduce sul pilastro più alto e prominente sopra la Rote Fluh. Tratti di arrampicata libera fino al grado VII si alternano a tratti di arrampicata artificiale. Gli spit vengono posizionati solo alle soste e dove altrimenti sarebbe impossibile salire. Una ritirata da questo pilastro quasi costantemente strapiombante richiederebbe sicuramente difficili manovre di corda. Nel 1983, nemmeno una squadra di elisoccorso sarebbe stata in grado di fornire molto in termini di assistenza.
1985
Dal 10 al 27 marzo: Jíří Smíd apre insieme ai cechi in esilio Michal Pitelka e Čestmír Lukeš la sua terza via dell’Eigerwand: la Toni Hiebeler Memorial Route con le sezioni più difficili di arrampicata con spit, passaggi di ghiaccio ripidi e terreno misto.
25 luglio: l’alpinista francese Christophe Profit concatena le pareti nord del Cervino, dell’Eiger e delle Grandes Jorasses in sole 22 ore. I loro primi salitori negli anni ’30 le avevano chiamate “gli ultimi grandi problemi delle Alpi”. Profit scala l’Eiger in 6 ore e 45 minuti. Raggiunge i punti di partenza in elicottero.
27/28 luglio: gli sloveni Franček Knez, Marjan Frešer e Dani Tic aprono una nuova via diretta sulla parte sinistra della parete. Questa via, denominata Fortuna, è caratterizzata principalmente da arrampicata su roccia estremamente difficile.
11/12 settembre: Daniel H. Anker diventa il primo scalatore a salire in solitaria il North Corner (Diedro Nord).
23 settembre: il francese Pierre Gevaux è il primo a volare in parapendio dalla vetta dell’Eiger.
1986
marzo: lo sloveno Tomo Česen scala in sei giorni le pareti nord dell’Eiger (in 12 ore), Grandes Jorasses e Cervino. Non può completare questa impresa più velocemente perché sta usando la sua vecchia Zastava per guidare da un luogo all’altro.
Lo svizzero Kobi Reichen percorre la via Lauper in tre ore.
1987
11/12 marzo: Christophe Profit ripete la sua trilogia in 42 ore, questa volta in inverno, entrando sulla via Heckmair alle 16.00, uscendo alle 09.30. E da lì prosegue per il Cervino.
21 aprile: il francese Bruno Gouvy surfa lungo il versante ovest su uno snowboard.
1988
Due nuove vie di arrampicata libera estremamente difficili nella parte occidentale della parete. Dal 5 al 7 agosto: gli alpinisti svizzeri Daniel H. Anker e Michel Piola aprono Eiger Sanction, la 20a via della parete nord (comprendente la via Lauper e la Direct West Ridge, di cui la parte inferiore è salita anche sul lato nord).
Dal 6 all’11 agosto: i fratelli cechi Miroslav e Michal Coubal salgono attraverso i pilastri meno prominenti tra il Diedro Nord e la Direttissima Piola-Ghilini. Chiamano il loro percorso Gelber Engel (Angelo Giallo).
17 agosto: nuova via di arrampicata sportiva denominata Löcherspiel aperta all’estremità occidentale della parete dagli alpinisti svizzeri Daniel H. Anker e Michael Gruber.
Da metà luglio a metà agosto: una squadra indonesiana sale lungo il Diedro Nord in stile spedizione; il percorso si sovrappone in alcuni punti al percorso di Howald Ruedi. La via indonesiana non viene conteggiata come nuova via autonoma.

La parete nord dell’Eiger con i tracciati di alcune vie:
7= Pilastro Nord (Nordpfeiler direkt, 28.07.-31.08.1970), 8= Via dei Cechi-Tschechen-Route (4.-29.08.1976), 9= Via dei Cechi 2 – Tschechen-Route II (16.01.-26.01. & 7.02.-27.02.1978), 10= Les Portes du Chaos (Pilastro dei Ginevrini-Genferpfeiler, 13.-16.08.1979), 11= Cresta Ovest (Diretta, 30.07.1980), 12= Diedro Nord-Nordverschneidung (26.-27.08.1981), 13= via Knez (15.07.1982), 14= via Ochsner-Brunner (13.08.1982), 15= Ideal-Direttissima (20.03-2.04.1983), 16= Spit Verdonesque édenté (3.06 & 9.-12.07.1983), 17= Piola-Ghilini-Direttissima (26.-30.07.1983), 18= Hiebeler-Gedächtnisweg (10.-27.03.1985), 19= Via Slovena-Slowenen-Route (27.-28.07.1985), 20= Eiger Sanction (5.-7.08.1988), 21= Gelber Engel (6.-11.08.1988), 22= Löcherspiel (17.08.1988). Clicca per ingrandire.

1989
3 febbraio: gli svizzeri Heinz e Ueli Bühler II impiegano solo 15 ore per la salita della Direttissima giapponese. Il giorno prima avevano fissato delle corde fisse al Rote Fluh.
1990
Gennaio: lo sloveno Slavko Svetičič sale in solitaria la Direttissima Harlin in 27 ore.
1991
24 febbraio: Martin Beerli effettua il primo volo in parapendio dalla parete nord, partendo da un nevaio nei pressi della Rote Fluh.
Dal 19 febbraio al 22 febbraio e dal 23 febbraio al 4 marzo: da solo e senza spit, l’americano Jeff Lowe si fa strada direttamente verso la parte alta della cresta ovest con un itinerario nuovo tra la Direttissima giapponese e la via Pochyly. Chiama la sua via Metanoiahttp://jefffloweclimber.com/The-Movie.html
Settembre: Completamento della terza via sulla parete sud-est: la Panoramaweg è opera di Werner Burgener, Hannes e Ueli Stahli. Era già stata iniziata nel 1987. Grado di difficoltà: VI/A0.
1992
10 marzo: la francese Catherine Destivelle effettua la prima salita in solitaria-invernale di una donna sulla classica via Heckmair, in 17 ore. È anche la prima salita in solitaria femminile della via Heckmair.
17/18 luglio: gli alpinisti svizzeri Daniel H. Anker e Michel Piola completano la via Le Chant du Cygne nella linea più verticale del Pilastro dei Ginevrini. La via è alta 900 metri e offre un’arrampicata in libera eccezionale con 20 tiri di difficoltà dal V all’VIII. Ad oggi (2013, NdR) la via più moderna dell’Eiger e già dopo poche estati una classica.
1994
26 luglio: Primo soccorso in elicottero con la tecnica del longline. Gli alpinisti olandesi Hans Wijnand e Gerard Ridderhof – quest’ultimo con un piede fracassato in seguito a una caduta – vengono salvati dalla parte superiore strapiombante del Pilastro dei Ginevrini.
1996
31 gennaio: primo soccorso notturno dalla parete nord. Una coppia esausta e mal equipaggiata di alpinisti svizzeri chiama via radio dalla Traversata degli Dei per un elicottero. Nonostante sia notte e con condizioni di vento difficili, il pilota Toni Lotscher e il suo equipaggio riescono a salvare entrambi gli uomini dalla parete. “Il salvataggio di alpinisti illesi in notturna dalla parete nord dell’Eiger, causa mancanza di materiale da bivacco e piccozza! Siamo una compagnia di taxi?” chiede Lotscher nel suo libro Rescue Pilot del 2007. “Eccoci di nuovo – e non per la prima volta – in una situazione in cui siamo vicini a dover prendere una decisione di vita o di morte per gli altri. Tuttavia, non siamo in questo lavoro per giocare a fare Dio, ma per analizzare chiaramente ciò che è possibile, ciò che è giustificabile sotto il profilo della sicurezza e agire in modo da ridurre al minimo il rischio residuo”.
Dall’8 marzo al 1 aprile: Jíří Smíd scala le tre famose pareti nord delle Alpi, coprendo le distanze tra le montagne a piedi, con gli sci o in bicicletta. L’Eiger e il Cervino con Peter Slanina e due bivacchi, pur scegliendo come uscita dalla parete nord del Cervino quella incompleta verso il rifugio Solvay; poi le Grandes Jorasses in solitaria attraverso il Linceul.
1997
Il giornalista austriaco Gerald Lehner svela il passato nazista di Heinrich Harrer a Stern. E questo tra tutte le cose appena prima della “prima” di Seven Years in Tibet, che promette la gloria di Hollywood all’ex membro di SA, SS e NSDAP.
5 ottobre: ​​All’età di 72 anni, l’italiano Benedetto Salaroli diventa l’uomo più anziano a scalare la parete nord. Sale dallo Stollenloch alla vetta per la via Heckmair, guidato dalle guide dell’Oberland bernese Ueli Bühler II e Kobi Reichen.

Jeff Lowe

1998
L’Associazione delle Guide Alpine di Grindelwald costruisce il bivacco Eiger-Ostegg, con spazio per 12 persone a 2317 metri sullo sperone nord-est della Cresta Mittellegi. Grazie a questo e alla Mittellegihuette, è ora possibile attraversare completamente l’Eiger da Grindelwald in due giorni e mezzo. Nell’agosto 1997 e 1998, gli italiani Andrea Forlini e Gianni Faggiana aprono la via dello Yeti tra il Diedro Nord e la via Eiger Sanction. Le sezioni più difficili, 18 tiri fino al grado VII+, si affrontano con l’arrampicata artificiale. Completano il percorso il 29 agosto, la 25a via sul versante settentrionale dell’Eiger.
1999Agosto: Con cinque nuovi difficili tiri di arrampicata libera, i tedeschi Daniela Jasper-Klindt e Robert Jasper combinano la metà inferiore di Le Chant du Cygne con la Spit Verdonesque édenté e chiamano l’intera via Symphonie de liberté.
28/29 agosto: gli stessi scalano tutti i 25 tiri in arrampicata libera, per cui devono padroneggiare il grado di difficoltà X (8a secondo la scala francese).
9/10 settembre: il canale televisivo svizzero SF DRS in collaborazione con il canale televisivo tedesco SWR trasmette il programma Eiger-Nordwand Live. Due squadre di cordate composte dalle guide alpine Evelyne Binsack, Stephan Siegrist e Hansruedi Gertsch dalla Svizzera e Ralf Dujmovits dalla Germania scalano la parete nord attraverso la via Heckmair, entrambe accompagnate da telecamere a rotazione. La trasmissione è un enorme successo e viene trasmessa anche in tutto il mondo su Internet.
2000
28 giugno: i basejumper Ueli Gegenschatz (Svizzera) e Hannes Arch (Austria) sono i primi a lanciarsi in caduta libera di 13 secondi dal Pilz (Fungo), una parete rocciosa a ovest della parete nord dell’Eiger.
Gli ungheresi Gabor F. Andras, Ervin Nagy, Gergo Santha e Tibor Seper trascorrono le vacanze estive dall’8 al 15 agosto 1999 e dal 2 al 20 agosto 2000 aprendo una nuova via di arrampicata sportiva sul lato destro della parete sud-est. Trascorrono settimane in una grotta buia vicino alla stazione di Eismeer, dopo aver utilizzato il budget delle vacanze per acquistare l’attrezzatura da arrampicata. Ecco perché questo percorso dell’Eiger è chiamato The Rathole Syndrome.
25/26 agosto: gli alpinisti svizzeri Daniel H. Anker e Stephan Siegrist completano la via di arrampicata in libera, ad oggi (2013, NdR), tecnicamente più impegnativa della parete nord. Conduce dallo Stollenloch su per la Rote Fluh – dove l’enorme risalto rossastro è più alto e ha la maggiore sporgenza – e su per il pilastro ceco fino alla cresta occidentale. La vida es silbar è alta 900 metri con 28 tiri di difficoltà dal VI al IX e mai più facili di VIII sui 9 tiri della Rote Fluh. C’è voluto un totale di 11 giorni dal 1998 al 2000 e altrettanti giorni per installare corde fisse, spit e punti di discesa in corda doppia. Vale la pena fare lo sforzo? Daniel H. Anker: “Certo. L’atmosfera è unica; l’arrampicata è estremamente impegnativa ma mai pericolosa”. E, considerando la reputazione di caduta sassi dell’Eiger, la roccia è in realtà sorprendentemente “da buona a molto buona. È solo un po’ gessoso su un tiro e mezzo della Rote Fluh”. Il nome della via deriva dal film cubano La vida es silbar (La vita è fischiare) e non è la prima via a tema cinematografico: Anker ha dato a una prima prima salita il nome Eiger Sanction dal thriller con Clint Eastwood.
Apertura della via ferrata sul Rotstock. Il vecchio Eisenweg dalla stazione Rotstock alla vetta, riscoperta nel 1997, è ora esteso con scale fino ai piedi del muro.
12 settembre: il climber britannico Matthew Hayes e il neozelandese Phillip O’Sullivan cadono dal Secondo Nevaio. Altri due alpinisti, il noto autore britannico Joe Simpson (Touching the Void) e il suo compagno Ray Delaney sono al Nido di Rondine mentre i loro amici pensano che siano caduti. La caduta è registrata anche dalla televisione britannica Channel 4. Simpson racconta il dramma sull’Eiger in The Beckoning Silence, in tedesco Im Banne des Giganten.

Clicca per ingrandire.


2001
Maggio: L’Associazione delle Guide Alpine di Grindelwald sostituisce la vecchia Mittellegihuette con un nuovo rifugio da 36 posti letto, una sala comune con cucina e una stanza per il guardiano. Un elicottero porta il vecchio bivacco Mittellegi tutto intero nella sua nuova posizione su un’altura sopra la stazione di Eigergletscher, dove funge da museo. Successivamente viene spostato di nuovo e ora si trova sull’Eiger Trail.
Luglio: viene ritrovata la moto di Heinrich Harrer, sulla quale si recò a Grindelwald il 10 luglio 1938: si credeva fosse andata perduta senza lasciare traccia. È esposta nel Museo di storia locale di Grindelwald.
In due giorni dell’agosto 2000 e 2001, gli alpinisti svizzeri Bernd Rathmayr e Reto Ruhstaller trovano una via di arrampicata libera molto attraente (e difficile) a destra della Spit Verdonesque édenté, con roccia ottimale e soste a regola d’arte. L’uscita sulla cresta ovest segue il 23 agosto. Il percorso si chiama Deep Blue Sea perché si snoda lungo una striscia di colore blu lunga 250 metri. Molto comoda, in quanto la partenza si raggiunge con le scarpe da ginnastica. 9 tiri di difficoltà 7b+ francese.
I climber bernesi Res Leibundgut e Sacha Wettstein hanno chiamato la loro nuova via sulla parte destra della parete sud-est Marmelibahn (vicolo di marmo) a causa dei numerosi solchi d’acqua nella zona di placche della rampa. Questa via dell’Eiger, realizzata in 9 giorni nelle estati del 1999, 2000 e 2001, ha un grado di difficoltà di VII ed è dotata di 76 spit. Dopo 11 dei 22 tiri, c’è un’ampia fascia calpestabile, luogo comodo per bivaccare. “Al mattino vieni svegliato dai primi raggi del sole”, dice in estasi Res Leibundgut.
15 ottobre: ​​gli alpinisti svizzeri Stephan Siegrist e Ueli Steck salgono la loro nuova via della parete nord e raggiungono la vetta in notturna: 1100 metri della più difficile arrampicata su roccia, ghiaccio e misto. Dalla stazione di Eigerwand in linea diretta attraverso il Bivacco della Morte, la “gamba” sinistra del Ragno e successiva parete sommitale. La via per il Ragno è stata preparata principalmente da Steck, arrampicando in solitaria in più giorni da giugno. Fu anche il primo a colpire la gamba del Ragno con il suo martello da ghiaccio. “Il ghiaccio era sottile, la vite da ghiaccio è entrata solo a metà e non avrebbe mai tenuto una caduta“. Tuttavia, ha scalato 40 metri sulla gamba del Ragno e poi ha voluto posizionare degli spit nella roccia adiacente. “Ho tirato su il trapano, ma l’acqua vi era entrata durante la salita e non funzionava più“. Steck non è stato in grado di calarsi in corda doppia usando gli spit fissati male, quindi ha dovuto scendere di nuovo, colpo di martello dopo colpo di martello, rampone passo dopo passo. Steck e Siegrist devono sopportare diverse scariche di adrenalina sulla via di 1100 metri della parete nord. Per esempio, quando Steck, a causa di un malinteso salendo a Jumar, inizia a risalire la corda che non è fissata a uno spit ma solo all’imbracatura di Siegrist. E lui a sua volta è in piedi sulle punte anteriori dei suoi ramponi con solo una piccozza in mano. Quando Steck riconosce la situazione potenzialmente fatale ed è in grado di rilasciare il carico dalla corda, Siegrist ha vissuto il minuto più lungo della sua vita (alpinistica): “Quando finalmente Ueli mi ha raggiunto, ero assolutamente sfinito. Non mi sono mai sentito così vicino a farla finita con un taglio.
Lo Young Spider è la 29a creazione sul palcoscenico oscuro dell’Eigerwand, calpestato per la prima volta da Lauper e dai suoi compagni. E dopo la Ideal Direttissima, aperta nel 1983, finalmente un’altra via diretta alla vetta della parete nord. Gradi di difficoltà: WI6, M7, 7a, A2.
Nella sua grande traversata di cinque mesi delle pareti nord dalle Alpi Giulie alle Alpi Marittime, Patrick Berhault si unisce a Philippe Magnin per scalare la via Goussault sulle Grandes Jorasses e la via Schmid sul Cervino, nonché la via Heckmair il 4/5 dicembre.
13 dicembre: in occasione della sua 25a riunione a Helsinki, il Comitato del patrimonio mondiale dell’UNESCO aggiunge il “paesaggio drammatico” della Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn come prima regione alpina alla sua lista di prestigiosi siti del patrimonio naturale. Compreso ovviamente l’Eiger e la sua parete nord.
2002
17/18 agosto: Michal Pitelka e Stephan Siegrist salgono la via Heckmair con attrezzatura identica a quella della prima salita del 1938. Vengono fotografati e filmati da Thomas Ulrich. Il risultato: un film sull’Eiger avvincente e un libro sull’Eiger altrettanto avvincente: Eiger-NordwandMit Nagelschuhen und Hanfseil auf den Spuren der Erstbegeher (Parete nord dell’Eiger: con scarponi chiodati e corda di canapa sulle orme dei primi vittoriosi salitori).
Dal 12 al 16 settembre: gli alpinisti svizzeri Urs Odermatt e Peter Keller aprono una nuova via tra la via slovena e il pilastro scozzese. 40 tiri fino a 7c su roccia e M5 su terreno misto. Reach for the Light è la trentesima via della parete nord e porta un nome appropriato.

Robert Jasper (a sinistra) e Roger Schaeli impegnati nella prima ascensione in libera della Direttissima Piola-Ghilini


2003
24 marzo 2003: Christoph Hainz riesce a completare l’ascensione della via Heckmair in appena 4 ore e 40 minuti (NdR).
29/30 giugno: Stephan Siegrist e Ueli Steck effettuano la prima salita in rotpunkt (utilizzo di spit e altri mezzi artificiali solo per l’assicurazione, non per il movimento) di La vida es silbar in condizioni meteo buone e stabili.
17 luglio: dopo 10 giorni di “duro lavoro” e padroneggiando i 7 tiri strapiombanti della Rote Fluh, gli svizzeri Simon Anthamatten e Roger Schäli completano la Direttissima giapponese nel loro stile in (quasi) interamente in libera. Salgono i 30 tiri in vetta (bivaccando sulla Centerband) in due giorni, continuamente in pericolo di caduta sassi. Simon Anthamatten: “Il coro di fischi è durato tutta la notte. La mattina dopo, rimanere in vita è stato più importante per noi che completare la prima salita in libera e abbiamo deciso di raggiungere la vetta il più rapidamente possibile. Abbiamo usato gli spit in tre punti per guadagnare tempo e siamo saliti sulla soleggiata vetta dell’Eiger prima di mezzogiorno”.
12 agosto: prima salita in rotpunkt della Symphonie de Liberté in un giorno di Ines Papert e Hans Lochner di Berchtesgaden. La Papert è particolarmente conosciuta come la migliore arrampicatrice su ghiaccio del mondo. Hans Lochner sulla rivista Der Bergsteiger parlando dell’arrampicata in libera sui tiri più difficili: “Non si diventa campioni del mondo per niente, penso tra me e me, perché Ines affronta ancora una volta un tiro chiave e, senza battere ciglio, raggiunge una sosta dopo una serie di appigli piccolissimi”.
L’estate del 2003 con le sue temperature tropicali ha un effetto enorme sull’Eiger. A fine agosto la parete nord è quasi completamente priva di neve e ghiaccio. Anche il nevaio del Ragno a 3600 metri è praticamente scomparso.
2004
29 luglio: Stephan Siegrist e Ueli Steck stabiliscono un nuovo record per una cordata durante la loro trilogia sulle pareti nord dell’Eiger, Mönch e Jungfrau: impiegano nove ore per la via Heckmair, tre ore per la via Lauper sul Mönch e cinque ore per la via Lauper sulla Jungfrau, mentre gli ultimi 150 metri da soli durano tre ore. “Il ghiaccio sottile è impossibile da scalare e la parete rocciosa è un enorme mucchio di pietre“, riferisce Ueli Steck. Hanno mancato di appena un’ora il tempo massimo previsto di 24 ore (dall’ingresso sull’Eiger a mezzanotte all’uscita sulla vetta della Jungfrau all’01.00, 25 ore dopo).
2005
16 gennaio: per cause ignote, i due italiani Claudio Chiaudano e Roberto Moreschi muoiono vicino al Pilastro Spezzato, diventando la 62a e la 63a vittima della parete nord dell’Eiger. Forse il “mons egere” in realtà ha qualcosa a che fare con un orco (Eiger), il gigante mangiatore di uomini delle fiabe. Dopotutto, in francese la montagna è comunemente conosciuta con il soprannome di “Orco”.
1 febbraio: muore all’età di 98 anni Anderl Heckmair, il protagonista della prima salita della parete nord dell’Eiger nel 1938.
16 settembre: il basejumper svizzero Ueli Gegenschatz salta dai punti di lancio più alti dell’Eiger, (Pilz), Mönch (al rifugio Guggi) e Jungfrau (Malchstuel); Gegenschatz copre le sezioni intermedie a piedi e con un parapendio.
Settembre: a quasi 40 anni dalla morte del padre (1966) John Harlin III sale la parete nord dell’Eiger per la via Heckmair, accompagnato dai tedeschi Robert e Daniela Jasper. Il film IMAX che ne risulta, The Alps verrà proiettato nelle sale cinematografiche nella primavera del 2007.
2006
7 gennaio: Heinrich Harrer, l’ultimo membro della leggendaria squadra a compiere la prima salita nel 1938, muore. Il 12 giugno al Museo di Storia Naturale di Grindelwald, la sua vedova Carina Harrer riceve una lapide commemorativa di 2,2 tonnellate realizzata in calcare dell’Eiger per la tomba di Harrer a Huttenberg, in Austria.
Dal 7 all’11 gennaio: Ueli Steck diventa il primo a salire in solitaria lo Young Spider in inverno. È anche la prima salita ripetuta di questa via, tuttavia le condizioni avverse sulla parete costringono Steck a uscire dalla parete sopra il Ragno, attraverso le Fessure di Uscita della via Heckmair.
Dal 4 al 17 febbraio: gli alpinisti russi Evgenij Dmitrienko, Vladimir Archipov, Pavel Malygin e Dmitri Tsyganov aprono una nuova via sulla parete nord. Il gruppo lavora senza collegamenti con la base della parete. La nuova via corre fino all’estremità superiore del Secondo Nevaio tra le vie Harlin e Pochyly, sulla parete rocciosa molto vicina o sulla Direttissima ideale di Pochyly.
Da un’idea di Robi Koller, conduttore della trasmissione televisiva svizzera Eiger-Nordwand Live, in occasione del centenario dell’Associazione delle Guide alpine bernese e svizzera viene creata probabilmente l’iscrizione più lunga del mondo. L’autore e autore satirico Franz Hohler ricerca la storia movimentata delle guide alpine svizzere e crea 13 concisi blocchi di testo che vengono poi scolpiti nella roccia calcarea dell’Eiger dallo scultore e guida alpina Hannes Stahli. L’iscrizione inizia con il primo blocco di testo presso la Gletscherschlucht (Glacier Gorge) a Grindelwald e viene poi scavata nella roccia in 13 punti dell’escursione attraverso Bonera, Alpiglen e l’Eiger Trail. L’ultimo testo si trova alla stazione ferroviaria di Eigergletscher e recita opportunamente: “DEN EIGER KOMMERTS NICHT” (L’Eiger se ne frega).
13 luglio: l’Eiger fa notizia in tutto il mondo in estate, non a causa di una tragedia alpinistica, ma perché 500.000 metri cubi di roccia rimbombano lungo il suo fianco orientale. La roccia sopra l’Unterer Grindelwaldgletscher ha minacciato di cadere per settimane, suscitando un grande interesse da parte dei media e degli spettatori.
16 luglio: Robert Jasper e Stefan Eder effettuano la prima salita in rotpunkt della via dello Yeti del 1998. Jasper: “I tiri più difficili vengono affrontati solo negli ultimi 250 metri di parete, alta 1000 metri; e oltre a questo, la maggior parte sono complicati e a volte anche bagnati. Non puoi permetterti di commettere errori seri lassù”.
12 settembre: i piloti francesi di speedriding François Bon e Antoine Montant effettuano il primo volo dalla vetta dell’Eiger per atterrare ai piedi della parete nord. Lo speedriding, chiamato anche speedflying, è un’attività che combina elementi di sci alpino e parapendio.

Ueli Steck


2007
21 febbraio: In perfette condizioni, Ueli Steck batte il record per la salita della via Heckmair. Risale la parete nord in 3 ore e 54 minuti, 46 minuti più veloce dell’altoatesino Christoph Hainz il 24 marzo 2003. Tre giorni prima della sua solitaria, Steck sale la via classica con la sua ragazza Nicole de Zeeuw. “Gran divertimento!” per citare l’uomo di Ringgenberg vicino a Interlaken. Ueli Steck continua a tornare sulla sua montagna natale. Ha scalato la parete nord dell’Eiger 22 volte su diverse vie. Ha trascorso 48 giorni della sua vita su questa parete. Alludendo al velista più famoso del suo paese, la rivista francese di alpinismo Montagnes Magazine commenta “La face nord de l’Eiger est a Ueli ce qu’etait l’Atlantique nord a Tabarly”.
13 marzo: Ueli Kestenholz e Mathias Roten, entrambi di Thun, fanno un giro veloce lungo il fianco ovest. E lo stesso giorno, con l’aiuto di un elicottero, diventano i primi speedrider a sciare e volare giù dal Mönch 4107 m e dalla Jungfrau 4158 m. Una nuova trilogia: quale sarà la prossima?
9 aprile: Christophe Profit scala per la decima volta la parete nord dell’Eiger, assieme al suo cliente e amico di lunga data Valery Guillebon. Perché questo percorso più e più volte? Profit: “Tous les ingredients du grand alpinisme sont reunis dans cette face nord”.
La 64a vittima della parete nord dell’Eiger: dopo aver salito con successo la via Heckmair, il francese Florent Denis Michel Dugard, 25 anni, cade mortalmente nella parte inferiore del fianco ovest. I suoi due compagni di arrampicata vengono salvati.
Dall’1 al 3 e dall’8 al 10 ottobre: ​​Roger Schäli (Svizzera) e Christoph Hainz (Italia) aprono la via Magic Mashroom. Partendo dal Dynamite Hole, conduce in 20 tiri attraverso una verticale di circa 600 metri fino a una parete strapiombante fino al famoso Fungo, da dove i basejumper si lanciano a valle. La via di pura roccia è assicurata con spit e conduce su roccia estremamente compatta tra il Diedro Nord e la Yeti; è stato aperta dal basso. Il grado di difficoltà proposto è 7c. Il grado di difficoltà più alto si incontra nel terzo superiore della parete. Schäli e Hainz valutano la sezione inferiore da 6a a 6b+ e la sezione centrale da 6c+ a 7a. The Magic Mushroom è la 32a via sulla parete nord dell’Eiger. Ma non l’ultima.
La tragica fine di Toni Kurz e dei suoi compagni ha ancora il potere di sconvolgere. Joe Simpson racconta la storia della vita e della morte sull’Eiger nel film documentario del 2007 The Beckoning Silence, basato sul suo libro omonimo.
2008
28 gennaio: Simon Anthamatten e Roger Schäli stabiliscono un nuovo record di 6 ore e 50 minuti per una cordata sulla parete nord dell’Eiger. Il 23 febbraio gli alpinisti svizzeri Daniel Arnold e Stephan Ruoss hanno battuto questo record di 40 minuti.
13 febbraio: Quasi incredibile. Ueli Steck sale di corsa la parete nord sulla via Heckmair, 2 ore, 47 minuti e 33 secondi. In un’e-mail del 14 febbraio, Steck scrive: “Ero sicuro che ci fosse più potenziale nel tempo record dell’anno scorso. Mentre l’anno scorso mi sono autoassicurato tre volte con corde da 15 metri, ieri ho scalato la parete senza corde. Ho semplicemente usato una daisy chain che mi ha permesso di agganciare i chiodi di tanto in tanto. Ciò significava che il peso della mia attrezzatura era stato ridotto di altri 3 kg. In precedenza avevo anche perso 5 kg di peso corporeo, quindi ero
8 kg più leggero in salita. C’era molta neve nella parte bassa della parete nord e questo è costato un’enorme quantità di energia. D’altra parte, le condizioni della Schwieriger Riss (Fessura Difficile) erano quasi perfette. I tratti tecnicamente impegnativi erano molto asciutti e facili da scalare senza guanti
”.
Dal 14 marzo al 28 settembre 2008: i termini “rischio e avventura” si applicano più all’Eiger che a quasi tutte le altre montagne. In occasione del 150° anniversario della prima salita, che coincide anche con il 70° anniversario della prima salita della parete nord, il Museo delle Alpi Svizzere di Berna organizza una mostra speciale dal titolo “Parete e avventura. Rischi in montagna dalla prima salita dell’Eiger 150 anni fa”. La mostra va dal 14 marzo al 28 settembre, con immagini e filmati che esplorano i temi dei rischi dell’alpinismo e la volontà degli alpinisti di affrontarli, non solo sull’Eiger ma anche sulla montagna in generale. L’anno dell’anniversario dell’Eiger si celebra anche a Grindelwald: il 30 maggio, gli alpinisti che hanno effettuato le prime salite si incontrano nell’ambito del programma televisivo Eiger Live.
6 agosto: l’americano Dean Potter effettua la prima salita della Deep Blue Sea utilizzando il suo stile FreeBASE: non ha con sé la corda sul Pilastro dei Ginevrini ma porta sulla schiena un paracadute da basejumping come ancora di salvezza in caso di caduta. Una forte pioggia inizia proprio mentre raggiunge
la cima del pilastro e torna a piedi attraverso il fianco ovest alla sua tenda alla base della parete.
30 agosto: Ueli Steck e Stephan Siegrist effettuano la prima libera della loro via Paciencia, che avevano attrezzato con spit nel 2003. Due tiri sono di 7c+, uno di 8a e gli altri tra 7a e 7b+. La 33a via attraverso la parete nord è quindi anche la via di arrampicata sportiva più impegnativa e dura dell’Eiger.
In autunno esce nelle sale il film Nordwand del regista di Monaco Philipp Stolzl. L’argomento della coproduzione tedesco-austriaco-svizzera è ancora una volta il destino della cordata condannata del 1936. Il cast stellare con Benno Furmann, Florian Lukas, Johanna Wokalek e Ulrich Tukur nei ruoli principali attira oltre 600.000 spettatori e le critiche sono ampiamente positive: l’Eiger è di nuovo in voga.

Roger Schaeli impegnato su La Vida es Silba

2009
A fine marzo, un dramma fatale sull’Eiger rievoca il destino di Max Sedlmayr e Karl Mehringer (1935). Dopo una salita di successo sulla via Heckmair, i 21enni alpinisti svizzeri Fabian Eberli e Ueli Frey vengono colti da un devastante cambiamento del tempo e bloccati da una tempesta di neve sulla parte superiore del versante ovest. Uno dei due alpinisti riesce appena a contattare la sua famiglia tramite cellulare e fornisce i dettagli approssimativi della loro posizione. La squadra di soccorso del SAC Grindelwald viene allertata e prevede di fornire assistenza dallo Jungfraujoch, poiché le condizioni meteorologiche rendono impossibile una missione di soccorso in elicottero. Con temperature di -22°C, una velocità del vento di 80 kmh e un metro di neve fresca, i soccorritori non hanno assolutamente alcuna possibilità di spingersi verso gli alpinisti bloccati: Frey ed Eberli muoiono di freddo nell’ultimo bivacco.
21 giugno: prima salita in rotpunkt della Magic Mushroom di Stephan Siegrist e Ralf Weber (assistiti da Thomas Theurillat). Siegrist premia subito il suo sforzo con un basejump dal Fungo fino ai piedi del muro.
21 e 31 luglio: Hannes Pfeifhofer e Daniel Rogger, entrambi altoatesini, aprono una nuova via sul bordo occidentale del Pilastro dei Ginevrini. La nuova linea, che corre proprio accanto al Deep Blue Sea, si chiama Freakonomics. La moderna via di arrampicata sportiva raggiunge un grado di difficoltà di 7a+, con 11 tiri e 320 metri di dislivello.
16 agosto: A 30 anni esatti dalla prima salita di Les portes du caos, Roger Schäli e Bernd Rathmayer riescono a realizzare quella che probabilmente è la prima salita in libera della via.
Dal 28 al 31 agosto: Robert Jasper e Roger Schäli realizzano un sogno a lungo accarezzato quando riescono a realizzare la prima libera della Direttissima giapponese (1969). “Un momento clou assoluto in entrambe le nostre vite di alpinismo“, è il modo in cui Jasper descrive l’impresa, durante la quale lui e il suo partner sono stati esposti a pesanti cadute di sassi sul Secondo Nevaio.
Dal 19 maggio al 22 settembre: in questo periodo Tom Ballard, che vive a Grindelwald, apre una nuova via sul Pilastro Nord. Chiama la linea, che è dotata di spit, The Seven Pillars of Wisdom. Ballard ha solo 20 anni ed è figlio di una madre famosa: la britannica Alison Hargreaves, che nel 1995 ha scalato l’Everest senza l’ausilio dell’ossigeno. Tre mesi dopo la Hargreaves raggiunse la vetta del K2 ma perì durante la discesa.
2010
31 luglio: due fratelli tedeschi, Stefan e Robert Dietrich, muoiono sulla parete nord a circa 2600 metri di altezza. Sono in un giro di ricognizione, che doveva concludersi allo Stollenloch. La caduta del primo alpinista strappa gli ancoraggi intermedi e anche la sosta è incapace di reggere il peso. I corpi dei due uomini si fermano 300 metri più in basso, al Primo Pilastro.
Dal 20 al 22 settembre: ancora una volta Robert Jasper e Roger Schäli vogliono “liberare” una via classica sulla parete nord. Questa volta il loro obiettivo è la via Harlin del 1966, cioè la prima Direttissima sull’Eiger. L’ambiziosa impresa riesce, anche se non del tutto, e i due seguono le orme dei loro leggendari predecessori. “I chiodi vecchi di 44 anni dei primi salitori erano molto dubbi. Sarebbe potuta facilmente accadere una caduta“, afferma Schäli. Raggiunto il Ragno, i due decidono di tralasciare la linea originale lungo la friabile parete sommitale e prendono invece la via Heckmair fino alla Cresta Mittellegi.
13 ottobre: ​​Ueli Steck stabilisce un nuovo record di velocità per una cordata sulla classica via nord. Lui e Bruno Schlappi impiegano 5 ore e 3 minuti per la parete nord. Entrano in parete alle 4.05 e alle 9.08 Steck può affondare i denti in un meritato sandwich in vetta. Pertanto, il piacere del suo compagno di scalare per la prima volta la parete nord è quasi finito prima di essere iniziato.
2011
9 febbraio: nuovo record di cordata sull’Eiger. Roger Schäli e Simon Gietl (Alto Adige) sono 38 minuti più veloci del record stabilito solo 4 mesi prima. I due sono in vetta alle 13.25, dopo aver superato sei cordate. “È stata una giornata indimenticabile in cui semplicemente tutto è andato per il verso giusto“, riassume Schäli in seguito.
20 aprile: Daniel Arnold, 27 anni, del canton Uri, effettua la salita – fino ad allora – più veloce lungo la via Heckmair. La guida alpina scala la parete nord dell’Eiger in 2 ore e 28 minuti. Tuttavia, è impossibile confrontare direttamente questa impressionante prestazione con il miglior tempo di Ueli Steck. Mentre Steck ha scalato la parete in totale libera, Arnold ha utilizzato due volte le corde, sulla Traversata Hinterstoisser e sulle Ausstiegsrissens. Poco dopo il suo exploit, Arnold invia un sms a Steck, che in quel momento si trova sull’Himalaya. Lo scalatore dell’Oberland bernese manda subito le sue congratulazioni. “Non mi sono allenato in modo speciale per questa salita veloce e non ho mai scalato in solitaria la parete nord dell’Eiger“, ha detto Arnold.
12 agosto: il primo morto sul Pilastro dei Ginevrini e il 69° morto della parete nord. Il 32enne top climber svizzero Giovanni Quirici cade dal settimo tiro di Le Chant du Cygne, va a sbattere contro le rocce e rimane appeso senza vita alla corda. La caduta sarebbe stata causata dalla rottura di una lastra di roccia. Sconvolto l’amico Stephan Siegrist, che la sera prima aveva discusso delle condizioni della parete con Quirici.

Stephan Siegrist. Foto: Thomas Senf.


2012
9 luglio: Tutti gli occhi sono puntati ancora una volta su Roger Schäli. Lui e il connazionale Roger Christen realizzano probabilmente la prima ripetizione e libera dell’Eiger Sanction.
L’Eiger è la montagna preferita di Schäli. Dall’estate 2012 ha persino una “casa” sotto la parete nord. Roger è ora il proprietario di una vecchia roulotte fissa in un campeggio a Grindelwald.
2013
Luglio: Grindelwald celebra il 75° anniversario della prima salita della parete nord dell’Eiger. Il relativo evento mediatico suscita notevole interesse. Anderl & Co. stanno guardando dall’alto.
Roger Schäli e Robert Jasper liberano la Direttissima Piola-Ghilini (NdR).
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La prosecuzione di questa cronaca è a cura di Sherpa-Le grandi Storie.
2015
11 agosto: un trio internazionale composto da Roger Schäli (Svizzera), Robert Jasper (Germania) e Simon Gietl (Italia) giunge in vetta dopo aver aperto e liberato Odyssée (8a+, 1400m), una impegnativa via d’arrampicata che forse si attesta come la più difficile della parete nord dell’Eiger.

La nuova via prende una linea sulla “parte più erta ed impegnativa” della mitica Nord, ovvero la Rote Fluh e il Pilastro dei Cechi. La linea di Odyssée è stata notata da Schäli e Jasper nel 2009 durante la loro prima libera della Direttissima giapponese). Dopo aver seguito la prima parte della via Heckmair per raggiungere il famoso Stollenloch, Schäli e Jasper hanno iniziato la nuova linea, piuttosto diretta, che incrocia in più punti le vie La Vida es Silbar (7c, 900 m, Daniel Anker, Stephan Siegrist, 1999) e Paciencia (8a, Stephan Siegrist, Ueli Steck). Tra il 2009 e il 2013 Schäli e Jasper hanno esplorato questo terreno dal basso, passando “calcare sorprendentemente compatto e buono” e utilizzando un mix di protezioni trad, chiodi e spit per proteggere la via. Ma anche se i due avevano già superato difficoltà fino all’ 8a+, ed alcuni tratti piuttosto esposti, la loro progressione verso l’alto era lenta, spesso bloccata da freddo e meteo terribili. Avevano aperto soltanto 2/3 della via e il viaggio verso l’alto stava diventando molto più lungo e tortuoso del previsto.

L’estate 2015 si è rivelata la stagione di svolta grazie all’aggiunta di due elementi chiave: il tempo stabile e il giovane altoatesino Simon Gietl. Infatti, mentre tutto l’arco alpino stava quasi soffocando in quella che è stata definita l’estate più calda ed asciutta degli ultimi 150 anni, Schäli e Jasper sono stati raggiunti da Gietl che con il suo solito entusiasmo ha aiutato i due a completare la via.

Gradata 8a+, Odyssée è ora la via di roccia più difficile della parete nord dell’Eiger, un mezzo grado più difficile di Paciencia, aperta da Stephan Siegrist e Ueli Steck nel 2003, liberata da Steck nel 2008 e, per la cronaca, ripetuta quest’estate da Roger Schäli e Mich Kemeter e anche dagli scozzesi Robbie Phillips e Willis Morris. Per quanto riguarda Odyssee, attendendo la valutazione dei primi ripetitori, manca ovviamente la prima libera in un’unica spinta dal basso.

Novembre: due dei più forti e veloci atleti della loro generazione, l’alpinista svizzero Ueli Steck e il campione spagnolo delle gare di scialpinismo e sky running Kilian Jornet Burgada si sono legati alla stessa corda per approfittare del bel tempo. Mentre Steck l’aveva già salita 38 volte in passato, per Burgada era la prima volta. “Combinando corsa in montagna con l’alpinismo” come scrive Steck, dalla macchina a Grindelwald fino in cima e ritorno alla macchina hanno impiegato poco più di 10 ore. Ma questo tempo passa in secondo piano perché, come sottolinea Steck, è stata una giornata “di puro divertimento, e così è proprio bello andare in montagna“.

16 novembre: Ueli Steck si è ripreso il record della solitaria, arrivando in vetta all’Eiger in 2 ore e 22 minuti, quindi soli 6 minuti in meno del precedente best time. La salita è stata eseguita sempre lungo la via Heckmair, ma a differenza del suo record del 2008 questa volta anche Steck, come Arnold nel 2011, ha usufruito delle corde fisse nel traverso Hinterstoisser. Steck peraltro era salito in vetta sulla stessa via qualche giorno prima del 16 novembre assieme ad un altro alpinista, Nicolas Hojac, stabilendo in 3 ore e 46 minuti il nuovo record per una ascensione in cordata (NdR).

2016
29 novembre-6 dicembre: Tom Ballard e Marcin Tomaszewski hanno aperto Titanic (A3/M5/6b, 1800 m), ancora una nuova via sulla parete nord.

29 al 30 dicembre: Thomas Huber, Stephan Siegrist e Roger Schäli hanno colpito ancora con la tanto attesa prima ripetizione di Metanoia, il capolavoro di Jeff Lowe sulla parete nord dell’Eiger. La via di ghiaccio e misto era stata aperta in solitaria in 9 giorni nell’inverno del 1991 dal fortissimo alpinista statunitense e, nonostante diversi tentativi, era ancora irripetuta.

2017
Fine marzo: all’età di 74 anni Peter Habeler, uno dei più forti alpinisti di tutti i tempi che nel 1978 aveva salito per primo l’Everest senza ossigeno supplementare insieme a Reinhold Messner, ha ora salito nuovamente la parete nord dell’Eiger. Nel 1974 Habeler aveva segnato un record di velocità sulla via Heckmair proprio con Messner, mentre adesso ha ripetuto la via con un altro alpinista di fama mondiale, il giovane David Lama.

2018
20-23 agosto: arrampicando rigorosamente dal basso, in una spinta unica, e con solo alcuni tiri liberati al secondo tentativo, Barbara Zangerl e Jacopo Larcher hanno ripetuto Odyssee, la difficile via sulla parete nord dell’Eiger completata nel 2015 da Roger Schaeli, Robert Jasper e Simon Gietl. Prima femminile.

Autunno: Roger Schäli ha effettuato la prima salita di Airplane Mode, una nuova via d’arrampicata sulla parete nord dell’Eiger.

Il 40enne alpinista svizzero ha completato la nuova via arrampicando sempre dal basso negli estati 2017 e 2018, insieme ai compagni Dimitri Vogt, Bernd Rathmayr e Mayan Smith-Gobat.
Schaeli ci ha raccontato “la via si snoda a destra di Deep Blue Sea, lungo il meraviglioso spigolo del sole sul Pilastro dei Ginevrini. Dritto per l’enorme pancia, dove l’arrampicata è assolutamente fantastica”. La via di 300 metri offre “un buon mix di arrampicata trad e spit… con il tiro chiave di 40 metri protetto da soltanto due spit, tutto il resto su nut e friend piccoli”. Le difficoltà si attestano intorno all’8a+, manca ancora la prima rotpunkt.
Airplane Mode è la terza via di Schaeli sulla nord dell’Eiger. Nel 2007 ha completato Magic Mushroom insieme a Christoph Hainz, mentre nel 2015 insieme a Robert Jasper e Simon Gietl aveva completato Odyssée.

Roger Schäli (a destra) e Sean Villanueva O’Driscoll si fanno un selfie dopo la prima salita in giornata di La Vida es Silba

2019
23 luglio: prima salita in giornata di La Vida es Silba, effettuata da Roger Schäli e Sean Villanueva O’Driscoll.

Luglio: In cordata con Roger Schäli Nina Caprez ha ripetuto Gelber Engel per prendere un po’ le misure con la leggendaria parete nord, poi, dopo alcuni giorni di riposo, insieme ad Aymeric Clouet ha effettuato una ripetizione in giornata di La Vida es Silbar.

Primi di agosto: mentre Robert Jasper stava aprendo in solitaria la sua Meltdown sul Pilastro dei Ginevrini, i fortissimi climber Nina Caprez, Sean Villanueva e Roger Schäli erano impegnati nelle vicinanze ad aprire la loro Merci La Vie.La nuova via è stata aperta dal basso senza l’aiuto dell’artificiale e sebbene gli otto tiri non siano ancora stati liberati in giornata, secondo il terzetto la loro potrebbe essere la via di roccia più difficile della parete nord.

Quanto a Meltdown: Robert Jasper ha completato la nuova via, che è degna di nota non tanto per le difficoltà (che comunque arrivano fino al 7a+), ma perché l’alpinista tedesco ha aperto e successivamente liberato gli undici tiri completamente da solo.

Fine agosto: Roger Schäli festeggia la sua 50a salita in vetta all’Eiger.

2021
Settembre: nell’ambito del loro progetto di salire le sei più famose pareti nord delle Alpi, spostandosi tra una montagna e l’altra in bicicletta Roger Schäli e Simon Gietl hanno salito Le Chant du Cygne.

2022
Dal 12 al 16 gennaio 2022 gli alpinisti francesi Leo Billon, Sébastien Ratel e Benjamin Védrines hanno salito in stile alpino e in inverno la Direttissima John Harlin sulla parete nord dell’Eiger. La salita è stata la prima ad essere realizzata nell’ambito del loro progetto Winter Direttissima Alpine Trilogy. Infatti, dal 24 al 26 gennaio 2022, hanno proseguito con la salita della Directe de l’Amitié alla parete nord delle Grandes Jorasses e subito dopo, il 9 febbraio, hanno concluso con la via Gogna-Cerruti alNaso di Zmutt del Cervino.

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